Pubblicazioni

Libro Bianco: Quadri Aziendali e contratti per fasce di età.

Esempio di un moderno sistema di appoggio rivolto ai Quadri e alle elevate professionalità,  giovani e meno giovani, in relazione alle diverse esigenze professionali.

Questa pubblicazione vuole lanciare una nuova contrattazione che andrà ad incidere sulle specificità delle problematiche legate ai “bisogni professionali” delle seguenti tre aree anagrafiche: giovani quadri e professionisti junior (30-40 anni), quadri e professionisti in carriera (40-50 anni), quadri e professionisti senior (over 50 anni). La CIU propone la formulazione di contenuti contrattuali ritagliati sulle esigenze e aspirazioni professionali che cambiano e si sviluppano in ragione dell’età.

Libro Rosa: Donne quadro, Professionals: la contrattazione di genere e per fasce di età.

Un quadro su tre oggi è donna! Del resto, lo dimostrano le trasformazioni del nostro sistema produttivo: da manifatturiero ad un modello basato sull’economia della conoscenza e dei servizi, inclusi quelli professionali, insieme al prevalere sull’energia muscolare di nuovi fattori produttivi quali creatività, qualità, determinazione, competizione, sostenibilità e percezione del futuro. Tutte caratteristiche predominanti nelle peculiarità femminili. Lo ha capito da tempo la CIU che dedica questa pubblicazione alle elevate professionalità femminili prospettando i cc.dd. “contratti di genere”, ovvero appendici contrattuali ritagliate per la specificità delle lavoratrici quadro interessate che rispecchino le loro esigenze di donne in relazione a, per esempio, l’orario di lavoro, le riunioni, la permanenza all’estero, i viaggi di trasferimento in missione etc.

Libro Verde: La sinergia delle Microimprese con le Cooperative del Sapere: una proposta CIU.

Questa pubblicazione lancia un sfida nuova per il nostro Paese: creare una sinergia tra gli operatori delle microimprese e le cooperative tra professionisti (Cooperative del Sapere) per acquisire e fornire dei “servizi professionali multidisciplinari” che consentano una crescita, forse una rivoluzione culturale sul piano delle alleanze, per far fronte, positivamente, all’innovazione tecnologica, organizzativa, manageriale ed all’internazionalizzazione della vita economica. Un vademecum per l’incontro delle due realtà: microimpresa e specializzazione professionale, pensato e scritto nell’ottica comunitaria ed internazionale che caratterizza da sempre le strategie della CIU.

Oltre la crisi: Le prospettive dei Professionisti della conoscenza.

In Italia si sta verificando la progressiva sostituzione, o il licenziamento, di dirigenti italiani con similari manager inglesi, tedeschi o francesi però ben dotati di una cultura internazionale, aggiornata costantemente in base alla formazione continua, di cui si è carenti in Italia. Quindi avvertiamo di porre attenzione ad accettare la promozione a dirigente che, non avendo una specifica protezione di legge, si corre il rischio del licenziamento!

Cambieranno però, nel panorama generale, anche le regole per quadri, professionisti, ricercatori e così via, in quanto in Europa e in Italia non si dispone a sufficienza di management aggiornato e flessibile all’internazionalità e alla competitività, per esempio, sui nuovi mercati in sviluppo sia asiatici che di altri continenti.

Ma quali sono le carte per affermarsi e fare carriera? O semplicemente per garantirsi l’”occupabilità”?

Partendo dal presupposto che per tutelare il proprio lavoro non basterà più difenderlo con i vecchi diritti sindacali, nelle funzioni altamente qualificate, quali quelle rappresentate dalla CIU, occorre entrare in un ottica di autogestione del proprio futuro, seppur assistite da una Confederazione come la nostra, che inoltre fornirà le linee di prospettiva dinamica del cambiamento per le professioni intellettuali.

Quali i punti principali che ci dovremo porre nella nuova ottica dinamica della “Società della conoscenza”, per le categorie da noi rappresentate?

I Professionisti di Paesi terzi aderenti alla CIU: L’economia Italiana e l’apporto delle Carte Blu UE.

Occorre partire dal presupposto che la CIU è un’Organizzazione di rappresentanza specifica riservata alle elevate professionalità indicate al punto 1.

Convince loro ad aderire alla CIU richiede offrire loro delle opportunità che spesso hanno difficoltà ad avere. Evidentemente, non si tratterà di assicurare loro uno spazio di affermazione culturale, ma offrire un organo di tutela e di valutazione che favorisca la loro crescita professionale. Un’occasione per loro di promuovere l’integrazione attraverso il merito e il contributo professionale costruttivo. Ciò significa mettere a loro disposizione meccanismi e strumenti che mirino ad incrementare un riconoscimento professionale come convegni, conferenze ed incontri a carattere professionale, dialoghi con le autorità politiche sui temi legati alle preoccupazioni sociali e  professionali. E’ importante che capiscano che i vantaggi risiedono nella conquista di una maggiore affermazione professionale e di successi costruttivi, con impatti positivi a livello sociale e professionale. Partendo da questo approccio possiamo essere sicuri della serietà e della volontà produttiva dei soggetti che desiderano aderire alla CIU.

Organizzarsi

L’obiettivo primario dell’adesione è ovviamente l’organizzazione a rete dei professionisti stranieri altamente qualificati. Questa iniziativa è rivolta a raggiungere dei benefici comuni, non solo a livello professionale, ma anche a livello sociale. Essendo la CIU una forza già inserita e integrata nella società italiana, essi possono diventare un interlocutore valido con le autorità italiane ed europee. Le aspettative sono enormi ed implicano una volontà di crescita per il Paese ospitante ma anche per il Paese di provenienza. La Carta Blu in sostanza, propone un rapporto di reciprocità, con la quale si chiede un supporto professionale, ma non con l’intenzione di depauperare di cervelli i Paesi terzi.

Le libere Professioni: specializzazione e organizzazione.

 L’esperienza maturata dalla CIU nel mondo dei lavori e la sua particolare attenzione nel prevedere gli sviluppi che l’integrazione economica, politica e sociale impone anche nell’ambito delle professioni liberali l’ha portata negli anni ad essere parte attiva nel processo d’indispensabile riforma di tali professioni la cui organizzazione, ormai risalente ai primi decenni del secolo scorso, non è più rispondente alle nuove sollecitazioni provenienti da un mercato globale, dalle nuove esigenze organizzative richieste dall’Europa e dalle internazionalizzazione della committenza.

La CIU è membro del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro dove fa parte, con un proprio rappresentante, tra l’altro, del “Gruppo di Lavoro sulle Professioni” che si occupa della riforma degli Ordini Professionali.

La propria storia ed il proprio impegno hanno portato la CIU a partecipare, fin dall’inizio, ai lavori relativi ai progetti di riforma degli Ordini professionali a cominciare dalla prima iniziativa governativa del 2002 in cui fu chiamata ad essere membro della Commissione presieduta dall’allora sottosegretario Michele Vietti.

La CIU, successivamente è stata sempre convocata, in questi anni, alle numerose audizioni parlamentari per l’adeguamento della normativa sulle libere professioni alle indicazioni provenienti dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo. CIU è inoltre tra gli interlocutori dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato per l’abbattimento delle restrizioni che limitano la concorrenza e la libera circolazione dei professionisti all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea.

A tal proposito non si può non ricordare che un’importante emendamento della direttiva europea sulle professioni (2005/36/CE) è stato recepito ed inserito nel testo a seguito della proposta formulata dalla nostra Confederazione.

Sul piano comunitario va sottolineato che la CIU è membro, a Bruxelles, del Comitato Economico e Sociale Europeo – CESE  ed in tale veste rappresenta le professioni liberali italiane.

Presso il CESE è membro della “Categoria Professioni Liberali”.

Pertanto, grazie alla sua dimensione europea, è in grado di portare la voce delle professioni liberali direttamente nel cuore delle Istituzioni dell’Unione e di acquisire e valutare le esperienze concrete maturate negli altri Stati membri all’interno del processo di riforma delle professioni liberali per ottimizzare il cammino del nostro Paese verso una normativa che assicuri la permanenza sul mercato europeo dei liberi professionisti italiani.

La CIU da molti anni promuove iniziative volte a rafforzare il concetto di un’economia basata sulla conoscenza che deve essere sempre più competitiva e dinamica al fine di realizzare e garantire una crescita economica sostenibile anche attraverso la libertà di circolazione e di stabilimento dei liberi professionisti italiani con particolare attenzione ai più giovani ed alle donne che esercitano la libera professione.

Negli ultimi mesi, su questi temi, ha promosso Forum e Convegni sia a Bruxelles, presso le sedi degli Organi dell’Unione Europea, che in altri Paesi comunitari volti al sostegno dei liberi professionisti italiani residenti all’estero.

La CIU è consapevole che le professioni liberali rappresentano un settore chiave per l’economia europea – ad esempio, la comunicazione della Commissione “I servizi professionali – Proseguire la riforma” del 5 settembre 2005 ha sottolineato che circa 220 miliardi di euro di valore aggiunto sono stati generati dai servizi professionali – e che, pertanto, esse devono essere coinvolte nel processo di riforma europeo e nazionale per la realizzazione degli obiettivi che l’U.E. si è data a Lisbona e che l’Italia ha sottoscritto.

Proposte CIU per i giovani Quadri ed i Professionisti Junior.

Con il passaggio all’era post-industriale le categorie professionali tradizionali hanno subito grandi modificazioni. La knowledge economy ha portato in primo piano le professioni intellettuali con necessità e percorsi di carriera ben distinti dalle categorie professionali dell’era industriale. Chi sono dunque i cosiddetti knowledge o brain workers? Sono innanzi tutto lavoratori giovani la cui caratteristica principale è di dare un maggior contributo quando le loro competenze sono valorizzate al meglio e potenziate da un’organizzazione che li supporta e li valorizza. I quadri e i professionisti più giovani hanno bisogni ed esigenze sindacali differenti rispetto a quelli offerti dalla classica contrattazione collettiva. Questo tipo di iscritti ha bisogno di servizi ritagliati sulle necessità del singolo individuo poiché i percorsi di carriera, le scelte di vita e le esigenze contrattuali sono molto differenziate. Per questo abbiamo pensato a questo opuscolo che raccoglie le proposte CIU indirizzate a questa rilevante fascia di lavoratori che rappresenta il futuro del mercato del lavoro.

Un’opportunità per il Sistema Italia: l’organizzazione a rete dei Professionisti Italiani all’Estero.

In questo documento la CIU si propone pertanto di aprire un dialogo con i professionisti ed i “migranti qualificati”, che consapevolmente hanno scelto di svolgere la loro vita personale e professionale fuori dall’Italia. Solitamente si tratta di specialisti altamente qualificati, quadri, dirigenti, consulenti, ingegneri, personale esecutivo indipendente, manager esperti, operatori commerciali specializzati, personale medico, investitori, uomini d’affari e piccoli industriali etc. La creazione di una rete tra professionisti italiani all’estero e con le istituzioni italiane, europee e internazionali è la proposta della CIU per tutelare gli interessi di questi professionisti nel mondo e per riallacciare un rapporto con l’Italia delle elevate professionalità con funzioni direttive, dirigenziali o di consulenza.