Piccole imprese e microimprese

Sono considerate Microimprese le aziende che occupano sino a 9 collaboratori (inclusi i titolari e i loro familiari). Esse sono ben 4.200.000 in Italia erappresentano il 95% del totale delle imprese nonché circa il 50% degli occupati in attività di impresa.
Per venire incontro alle esigenze di 8.000.000 di Microimprenditori italiani e per tenere conto delle necessità e degli interessi del 50% della popolazione, è necessario che venga programmata una nutrita serie di azioni, volte alla crescita ed alla maturazione delle Microimprese.
L’azione che ci attende, su cui potrà  influire positivamente l’intervento dellaConfederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali (CIU), richiede una immediata maturazione degli Imprenditori in questione ma anche un significativo ed efficace sostegno da parte delle strutture pubbliche e finanziarie.
I Microimprenditori, cui fino a qualche anno fa erano richiesti: esperienza, conoscenza tecnica, impegno e capacità di relazioni, dovranno arricchire, in tempi brevi, questo patrimonio, di per se già ambizioso, con una serie di apporti professionali atti a trasformare il “tecnico/professionista” in un “manager”.
Si  dovranno, pertanto:

  • acquisire capacità professionali in termini di: economia aziendale e finanziaria, organizzazione del lavoro, confronto con la concorrenza (considerando il tutto come condizione indispensabile alla “sopravvivenza”, nel tempo, dell’attività);
  • dovranno acquisire una rinnovata capacità di relazioni nel/col territorio, conoscenza delle sue caratteristiche e delle sue esigenze, attitudine a pianificare ed a realizzare il “nuovo” ed il “meglio”;
  • accedere, con  questi obiettivi, a contributi e/o finanziamenti da parte degli Enti preposti, attraverso iniziative di:
  1. Formazione ed informazione
  2. Consulenza tecnica e di gestione
  3. Consulenza di carattere finanziario
  4. Assistenza nella pianificazione e nello sviluppo dell’attività

La CIU, appunto, per le sue caratteristiche, l’ impegno e la strategia adottata, volta al territorio, a livello nazionale,  Europeo  potrà contribuire fattivamente  in questa azione (politico, economico, strategica).


Dott. Massimo Cumbo
Responsabile Nazionale CIU delle Piccole Imprese e Microimprese
m.cumbo@ciuonline.it


Dott. Nicola Campolonghi
Ufficio Studi per le PMI
n.campolonghi@ciuonline.it

PROPOSTE E PROGRAMMI DELLA CIU.
In considerazione delle riflessioni formulate, il CIU ed i suoi organismi funzionali, in sinergia con i diversi Enti ad esso riconducibili, si è ripromesso di individuare alcuni temi prioritari ed una  metodologia di lavoro grazie ai quali sarebbe possibile attuare un’azione efficace e qualificata per raggiungere gli obiettivi individuati:

  • Ottimizzazione, di carattere gestionale ed economico, dell’attività e dei risultati delle Microimprese;
  • Promozione e sostegno di un’azione rivolta all’ottenimento di un sistema riconosciuto di Microcredito;
  • Supporto e sostegno di iniziative rivolte alla organizzazione di Cooperative del Sapere o Cooperative di professionisti della CIU finalizzate e strutturate per: supportare, sostenere, assistere e motivare le Microimprese;
  • Attivare un rapporto con le corrispondenti Associazioni di categoria della altre nazioni europee per agevolare lo scambio di: capacità, conoscenze, esperienze, nell’ottica della internazionalizzazione dello sviluppo dellavoro;
  • In questo ambito sarà opportuno guardare con interesse alla graduale assimilazione ed integrazione di nuove idee/culture gestionali:
    • Definire una strategia finalizzata alla valorizzazione della qualità dei prodotti e dei servizi, riconoscendo una giusta importanza allo sviluppo delle quantità, anche in considerazione delle esigenze e delle necessità della Clientela;
    • Analizzare la possibilità, soprattutto per i giovani e le donne, di una collaborazione in franchising, ben studiata ed organizzata, sulla base delle potenzialità e delle esigenze del franchisee (affiliato) e gli obiettivi e la politica del franchisor (affiliante);
    • Formare i Microimprenditori nella logica del “coaching” in termini di professionalità, di dialogo e di “motivazione”con i diversi interlocutori, “favorendo” lo spirito di squadra, con l’obiettivo di promuovere l’immagine e la credibilità della propria azienda;
    • Favorire lo sviluppo e la introduzione nelle aziende di un efficace e aggiornato utilizzo del computer e dei sistemiinformatici, del Web e della navigazione progettata e programmata in Internet;
    • Le tutele per le microimprese favorendo le azioni a favore della “Small Business Act”.

La “Small Business Act” (SBA) ha l’obbiettivo di creare una nuova forma societaria, sul mercato interno europeo, dando la possibilità di circolare tra i Paesi dell’Unione Europea superando le attuali formalità giuridiche e i costi legati alla costituzione di filiali o corrispondenti in altri Stati membri.
La “Small Business Act”  facilita il collegamento tra professioni liberali, esperienze professionali internazionali, trasmissioni di competenze e forme societarie pluriprofessionali.
In tal modo si vengono a superare le difficoltà frapposte nei singoli Paesi all’applicazione della direttiva 2005/36/CE sull’esercizio della professione in un altro Paese membro, rispetto a quello di origine.
Inoltre la, ““Small Business Act di professionisti” consentirà alle PMI e alle microimprese di ottenere servizi professionali al minor costo, di usufruire di informazioni sul piano internazionale e di ridurre i rischi da affrontare sui mercati esteri.
La “Small Busines Act” europea consente quindi di aprire filiali in altri Paesi dell’Unione Europea senza formalità giuridiche e sfruttare  i mercati internazionali.