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Licenziamento piccole imprese: illegittimo il limite delle sei mensilità.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 174/2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8 della legge n.604/1966, limitatamente alle parole “se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro”, relativamente alle conseguenze del licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo di lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 nelle piccole imprese.

Per tali licenziamenti era previsto l’obbligo di risarcire il danno subito dal lavoratore con il versamento di “un’indennità di importo compreso fra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.

La Corte ha ritenuta che detta forbice comprima, eccessivamente l’ammontare dell’indennità, impedendo una reale personalizzazione del danno subito dal lavoratore, specie in presenza di licenziamenti viziati da gravi forme di illegittimità, trattandosi di liquidazione legale “forfetizzata e standardizzata”, come tale inidonea a rispecchiare la specificità del caso concreto e quindi a offrire un ristoro adeguato a garantire la dignità del lavoratore

Sul punto, l’art. 8 della legge n. 604/1966 riconosce ingiustificatamente una tutela in favore dei “vecchi assunti” nelle imprese di minori dimensioni meno favorevole rispetto a quella spettante agli assunti dopo il 7 marzo 2015 (a cui si applica il Jobs Act) in quanto a seguito della sentenza n.118/2025 sempre della Corte costituzionale, per costoro l’indennità è ricompresa tra le 3 e le 18 mensilità.

Per porre rimedio ai vizi così riscontrati, la Corte ha ritenuto sufficiente intervenire sulla possibilità di incrementare la misura dell’indennità fino a dieci o quattordici mensilità, poiché l’ambito applicativo della disciplina è limitato ai dipendenti assunti prima del 7 marzo 2015 e, quindi, tutti ormai in possesso di un’anzianità lavorativa di almeno dieci anni.

Rimangono fermi i criteri che dovranno orientare la discrezionalità del giudice, vale a dire il numero dei dipendenti occupati, le dimensioni dell’impresa, l’anzianità di servizio del prestatore di lavoro, il comportamento e le condizioni delle parti.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

CIU-UNIONQUADRI – DIPARTIMENTO TRASPORTI – ESPRIME CORDOGLIO PER IL GRAVE INCIDENTE FERROVIARIO IN SPAGNA: «IL RICORDO IMPONE PREVENZIONE E CULTURA DELLA SICUREZZA»

Roma, 29 ottobre 2026 – CIU-Unionquadri esprime profondo cordoglio per le vittime del grave incidente ferroviario avvenuto in Spagna il 28 ottobre e manifesta la propria vicinanza alle famiglie, ai feriti e a quanti sono impegnati nei soccorsi e nell’assistenza.

Nel rispetto del dolore e in attesa che le Autorità competenti accertino le cause dell’accaduto, la Confederazione ritiene che una tragedia di questa portata richiami una responsabilità condivisa: trasformare l’esperienza degli incidenti in un impegno concreto per la prevenzione. È questo il senso delle istanze già portate da CIU-Unionquadri all’attenzione istituzionale in materia di sicurezza, manutenzione, competenze e qualità del lavoro.

Nei sistemi ferroviari complessi, la sicurezza nasce dall’integrazione tra tecnologie affidabili, manutenzione adeguata, procedure efficaci e responsabilità chiare. Richiede inoltre organizzazioni capaci di ascoltare i segnali deboli, gestire tempestivamente le segnalazioni e apprendere dai quasi incidenti, senza penalizzare chi, in buona fede, contribuisce a individuare possibili criticità.

La prevenzione presuppone anche la coerenza tra competenze, incarichi e responsabilità, la valorizzazione delle professionalità e il mantenimento di presìdi tecnici adeguati sui territori. Il merito, la trasparenza dei processi decisionali e il benessere organizzativo non sono elementi accessori: contribuiscono alla qualità della gestione e alla capacità di prevenire i rischi. Innovazione e digitalizzazione possono rafforzare i sistemi solo se accompagnate da controlli efficaci e da un’autentica cultura della responsabilità.

Alla luce di questi principi, CIU-Unionquadri ritiene opportuno che, sulla base degli elementi tecnici che emergeranno, le Autorità e gli operatori competenti valutino la necessità di verifiche preventive sui sistemi e sulle condizioni operative analoghe in altri Paesi europei.

La Confederazione rinnova la propria disponibilità al confronto con le Istituzioni e gli operatori del trasporto italiani per promuovere una cultura della prevenzione fondata su competenza, etica, manutenzione e responsabilità.

Il ricordo delle vittime deve tradursi in un impegno comune affinché la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori resti una priorità irrinunciabile.

CIU-Unionquadri
Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali
Membro CNEL e CESE

Presentato il Master II livello SEI: Social Engineering Intelligence – patrocinato da CIU Unionquadri.

Sicurezza stradale, mobilità sostenibile e fragilità: al CNEL un confronto per città più sicure e inclusive

Roma, 20 ottobre 2026 – La sicurezza stradale come responsabilità collettiva, la mobilità sostenibile come opportunità per ripensare gli spazi urbani e la tutela delle persone più vulnerabili come priorità delle politiche di prevenzione. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Sicurezza Stradale, Mobilità Sostenibile e Fragilità”, svoltosi oggi presso la Plenaria Marco Biagi di Villa Lubin, sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in collaborazione con la Consulta nazionale per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile.

Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Monanni, segretario generale del CNEL, che ha introdotto i temi della giornata, richiamando l’importanza di promuovere una cultura della sicurezza e della prevenzione capace di coinvolgere istituzioni, cittadini e tutti gli attori della mobilità.

A seguire, il professor Francesco Riva (Coordinatore della Consulta Nazionale per la Sicurezza stradale e la Mobilità sostenibile) ha richiamato l’attenzione sul valore dell’impegno istituzionale e sociale a tutela delle persone in condizioni di fragilità, ricordando in particolare l’importanza del contributo offerto per l’approvazione della legge sull’oblio oncologico. Un passaggio che ha evidenziato il valore di un approccio alla fragilità fondato sulla dignità della persona, sulla tutela dei diritti e sul contrasto alle discriminazioni.

Nel corso degli interventi, Marco Ancora, responsabile del Dipartimento Cultura di CIU Unionquadri, ha approfondito il rapporto tra mobilità e vita quotidiana, sottolineandone l’importanza per il mondo del lavoro, dello studio e dello sport. La possibilità di spostarsi in modo sicuro, efficiente e accessibile rappresenta infatti una condizione essenziale per favorire la partecipazione alla vita professionale, garantire l’accesso alle opportunità formative e consentire a tutti di praticare attività sportive. La mobilità, in questa prospettiva, non è soltanto una questione infrastrutturale, ma un fattore che incide concretamente sulle opportunità individuali e sull’inclusione sociale.

La tutela degli utenti più vulnerabili

Il convegno ha posto particolare attenzione alle condizioni di sicurezza di pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili, con uno sguardo specifico rivolto a bambini e anziani. Si tratta di categorie che, nell’ambito della mobilità quotidiana, possono incontrare maggiori difficoltà e risultare maggiormente esposte alle conseguenze degli incidenti stradali.

L’iniziativa ha offerto l’occasione per riflettere sui principali fattori di rischio, anche alla luce dei cambiamenti demografici, dell’evoluzione della mobilità urbana e della diffusione di nuove modalità di spostamento. Una trasformazione che rende sempre più importante progettare strade e spazi pubblici accessibili, inclusivi e sicuri per tutti.

Prevenzione, educazione e innovazione

Un altro elemento centrale del confronto è stato il valore di un approccio integrato alla sicurezza stradale. La prevenzione non può limitarsi al rispetto delle regole, ma deve essere accompagnata da percorsi di educazione stradale, da una progettazione urbana inclusiva e dall’impiego responsabile dell’innovazione tecnologica.

Il contributo delle istituzioni, degli esperti, delle associazioni e dei rappresentanti del mondo scolastico e socio-sanitario rappresenta, in questa prospettiva, una componente essenziale per sviluppare strategie efficaci e promuovere comportamenti consapevoli.

La sicurezza della mobilità riguarda infatti l’intera comunità: dalle scelte di pianificazione urbana alle abitudini individuali, ogni elemento può contribuire a ridurre i rischi e a migliorare la qualità degli spostamenti quotidiani.

Una responsabilità condivisa

Rendere le città più sicure significa non soltanto ridurre gli incidenti, ma anche garantire a ogni persona la possibilità di muoversi con maggiore autonomia, dignità e fiducia.

Il convegno promosso nell’ambito delle attività della Consulta nazionale per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile del CNEL ha riportato al centro del dibattito una sfida che coinvolge istituzioni e società civile: costruire un sistema della mobilità capace di coniugare sostenibilità, accessibilità e tutela della vita umana.

Un obiettivo che richiede continuità nell’azione, collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti e un impegno concreto affinché la sicurezza stradale diventi sempre più una componente essenziale della qualità della vita e della convivenza nelle nostre città.

Forum International Labour and Sustainability – Venezia, Ottobre 2026

CIU Unionquadri ha partecipato al Forum Internazionale Labour and Sustainability, organizzato a Venezia con Ca’ Foscari, Lavoro & Welfare, ILO International Labour Organization, International Training Centre e il Comune della Città di Venezia.

Al centro degli incontri il tema del Lavoro, dello Sviluppo Sostenibile, dei Diritti del Lavoro, della Salute e della Sicurezza, del Welfare Pubblico e del Welfare Privato, della Tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale.

I lavori sono stati introdotti dal Magnifico Rettore dell’Università Ca’ Foscari, Marco Sgarbi, che ha ricordato che non ci può essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale, né sviluppo duraturo senza lavoro dignitoso, sicuro e giustamente tutelato.

 Tra in numerosi interventi, quelli del Presidente di Lavoro & Welfare Cesare Damiano, del Presidente dell’INPS Gabriele Fava, dell’ex Ministro del Lavoro e Presidente del CNEL Tiziano Treu, insieme ad altre prestigiose Istituzioni nazionali ed internazionali.

Tema comune: come tutelare il lavoro rendendolo sostenibile, come puntare alla qualità del lavoro, alla tutela della persona e come affrontare le sfide che ci impone la IA.

Gabriella Ancora, Presidente di CIU Unionquadri, membro del CNEL e del CESE, nel suo intervento ha affermato “come siamo di fronte ad un bivio storico. Da un lato abbiamo la straordinaria opportunità di utilizzare il lavoro da remoto, la robotizzazione e l’IA per rendere il lavoro umano più sostenibile, liberando le persone dai compiti più alienanti, pesanti e nocivi. Dall’altro lato rischiamo derive pericolose: l’eccesso di una sorveglianza “panoptica”, la direzione algoritmica invisibile, il controllo intrusivo della prestazione tramite strumenti digitali. L’IA non può essere considerata un fine in sé, né può diventare criterio attraverso il quale misurare il valore dell’uomo e del suo lavoro. La tecnologia deve invece rimanere uno strumento al servizio della persona, della sua libertà, della sua dignità e del bene comune.

Ecco a questo punto l’importanza di un management illuminato, i Quadri Direttivi sono chiamati ad assicurare che l’interazione uomo macchina mantenga la persona al centro, correggendo i Bias degli algoritmi, e garantendo che le decisioni automatizzate non si traducano in discriminazioni silenziose o in carichi di lavoro insostenibili. “

Per la Ciu Unionquadri il lavoro deve essere inteso come espressione universale della persona, delle sue competenze e della sua dignità, affinchè non venga mai sottomesso alle logiche cieche del determinismo tecnologico.

76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

In occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiama istituzioni e forze sociali alla responsabilità di tutelare la vita dei lavoratori.

La sicurezza sul lavoro è la cartina di tornasole del grado di civiltà e di giustizia sociale del nostro Paese. Per ridurre davvero infortuni e malattie professionali serve un nuovo patto sociale tra istituzioni, imprese, sindacati, famiglie e volontariato, che si traduca in prevenzione.

Dal CNEL è partita anche la proposta, fatta propria dal Parlamento e dalla Commissione europea, di dedicare l’8 agosto alla memoria delle vittime del lavoro. È la data di Marcinelle, dove nel 1956 morirono nella miniera del Bois du Cazier 262 minatori, 136 dei quali italiani. Da quella tragedia è nata l’Europa sociale e ci ricorda quotidianamente che ogni posto di lavoro deve essere un luogo di vita. Mai di lutto”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente del CNEL, Renato Brunetta, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa dall’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro.

Sicurezza, innovazione e responsabilità: al CNEL il confronto sul futuro della prevenzione e del lavoro.

Roma, 8 ottobre 2026 – Si è svolto oggi, presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL, il convegno “La Sicurezza: miglioriamola insieme – Sicurezza 2035. Il futuro della prevenzione”, promosso da CIU-Unionquadri, A.N.CO.R.S. e Confassociazioni Sicurezza, con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro e delle professioni.

Al centro dei lavori, il rapporto tra sicurezza, innovazione tecnologica, competenze e responsabilità, con particolare attenzione alle trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione, dalla prevenzione dei rischi tradizionali a quelli emergenti.

Ad aprire i lavori è stato il consigliere Francesco Riva, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere al centro delle politiche del lavoro la tutela della persona, ricordando anche il significativo lavoro svolto sui temi sociali e sanitari, tra cui quello dell’oblio oncologico, che rappresenta un importante esempio di come l’impegno istituzionale e delle parti sociali possa tradursi in concrete forme di tutela e inclusione.

Il convegno ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale e professionale, tra cui Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro, Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia, Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni, Luigi Ferrara, Presidente di A.N.CO.R.S., Tommaso De Nicola, Direttore Centrale Prevenzione INAIL, Mons. Francesco Pesce, Coordinatore pastorale del settore centro della Diocesi di Roma, Aniello Pisanti, Dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

I lavori sono stati moderati dal giornalista Claudio Micalizio, Direttore di Radio Roma, e dalla giornalista Adriana Apicella, Direttore Generale di Confassociazioni.

Gabriella Ancora: “Le alte professionalità sono una struttura portante della sicurezza”

Particolare rilievo ha assunto l’intervento di Gabriella Ancora, Presidente di CIU-Unionquadri, che ha posto al centro del confronto il ruolo delle alte professionalità nella costruzione di un nuovo modello di sicurezza del lavoro.

Nel suo intervento, Ancora ha sottolineato come quadri, ricercatori, professionisti intellettuali e alte professionalità rappresentino una vera e propria “struttura portante” capace di collegare la visione strategica delle organizzazioni con la concreta attuazione delle politiche di sicurezza.

“I quadri non subiscono il cambiamento: lo governano”, ha evidenziato la Presidente di CIU-Unionquadri, richiamando il ruolo delle elevate professioni per tradurre le grandi direttrici normative in procedure concrete, quotidiane e sostenibili nei luoghi di lavoro.

Un ruolo che, secondo Ancora, diventa ancora più importante nell’attuale fase di trasformazione digitale e tecnologica: l’innovazione può rappresentare un potente alleato della prevenzione, ma deve essere accompagnata da formazione, supervisione, responsabilità e competenze adeguate.

Nel corso del suo intervento, la Presidente di CIU-Unionquadri ha richiamato il quadro internazionale ed europeo sulla sicurezza, le nuove normative sull’intelligenza artificiale e i rischi emergenti legati alla gestione algoritmica, al lavoro mediante piattaforme digitali, al lavoro da remoto e alla disconnessione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze internazionali, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania agli Stati Uniti, fino all’Australia e alla Corea del Sud, evidenziando come, pur nella diversità degli ordinamenti, emerga un principio comune: le scelte tecnologiche che incidono sul lavoro devono essere accompagnate da trasparenza, partecipazione e responsabilità umana.

Il ruolo di CIU-Unionquadri tra CNEL e istituzioni europee

Particolarmente significativo anche il richiamo al ruolo che CIU-Unionquadri svolge al CNEL e al Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), quale rappresentanza delle alte professionalità nei luoghi nei quali vengono elaborate le politiche nazionali ed europee.

Gabriella Ancora ha ricordato il contributo della rappresentanza italiana al dibattito europeo sull’innovazione, sulla resilienza e sull’intelligenza artificiale, sottolineando l’importanza di portare nei processi decisionali competenze tecniche, esperienza professionale e conoscenza concreta dei luoghi di lavoro.

In questo quadro è stato richiamato anche il lavoro sviluppato in sede CESE sui temi della Cyber Resilience Act, delle implicazioni del Chips Act per l’industria europea della difesa e aerospaziale e, più recentemente, sul confronto relativo all’European Innovation Act, attualmente in fase di elaborazione.

“L’innovazione responsabile richiede la partecipazione delle parti sociali”, è stato il messaggio centrale. Per CIU-Unionquadri, infatti, la competitività e la sicurezza non sono obiettivi alternativi, ma dimensioni che devono procedere insieme, attraverso un modello nel quale la tecnologia sia governata e posta al servizio delle persone.

Prevenzione, formazione e responsabilità per la sicurezza del futuro

Nel corso del convegno è emersa quindi una visione della sicurezza non più limitata alla sola gestione dell’emergenza o dell’incidente, ma orientata verso una prevenzione predittiva e adattiva, nella quale intelligenza artificiale, sensoristica, sistemi digitali e analisi dei dati possono contribuire ad anticipare i rischi.

Una trasformazione che, tuttavia, non può prescindere dalla responsabilità umana.

Il confronto ha posto inoltre l’accento sulla necessità di rafforzare la formazione continua, la cultura della prevenzione e l’alfabetizzazione sulle nuove tecnologie, affinché lavoratori, professionisti e manager siano messi nelle condizioni di comprendere e governare i cambiamenti.

La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: la tecnologia può cambiare il modo di lavorare, ma non può sostituire la responsabilità delle persone.

Per CIU-Unionquadri, la sfida per la sicurezza del 2035 passa dunque dalla capacità di mettere insieme innovazione, competenze, partecipazione e responsabilità, facendo delle alte professionalità uno degli strumenti fondamentali per accompagnare la trasformazione del lavoro e costruire un futuro più sicuro.

Mancato reiterato assorbimento del superminimo e configurabilità di uso aziendale

Con la pronuncia n. 23712/2026 la Suprema Corte interviene con riferimento alla questione di alcuni lavoratori che contestavano l’assorbimento del superminimo individuale operato dalla società datrice di lavoro, ritenendo che la precedente e costante mancata applicazione dell’assorbimento da parte della società datrice avesse dato luogo a un uso aziendale in tal senso.

Il cosiddetto superminimo, ossia l’eccedenza retributiva rispetto ai minimi tabellari è normalmente soggetto al principio dell’assorbimento, tranne che sia da questa diversamente disposto, o che le parti abbiano attribuito all’eccedenza della retribuzione individuale la natura di compenso speciale.

L’uso aziendale si forma a seguito di una prassi, comportante per i lavoratori un trattamento più favorevole rispetto a quello previsto dalla legge o dalla contrattazione collettiva, generalizzata nei confronti dei dipendenti: è dunque sufficiente il fatto oggettivo della reiterazione costante e generalizzata di un comportamento favorevole del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti.

L’uso aziendale, una volta perfezionatosi introduce una regola eteronoma e collettiva di miglior favore che, per il periodo della sua efficacia, impedisce al datore di avvalersi della facoltà di assorbimento nei confronti dei lavoratori compresi nella platea di riferimento, quale nuovo assetto di regolamentazione collettiva dei rapporti di lavoro.

Circa le modalità con cui è possibile realizzare il recesso dall’uso aziendale, occorre che la volontà datoriale di recedere dall’uso aziendale sia resa in termini chiari ed univoci, in modo tale da essere immediatamente percepibile dalla platea dei lavoratori.

In particolare, onde evitare che il datore di lavoro possa arbitrariamente sottrarsi al vincolo scaturente, non è sufficiente un comportamento che si traduca nel mero inadempimento degli obblighi derivanti dalla pregressa reiterazione costante e generalizzata di condotte favorevoli del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti.

Al contrario, è sempre necessario un comportamento rivolto ad una chiara ed inequivoca estrinsecazione dell’intenzione di recesso percepibile dalla collettività dei lavoratori, non certamente ravvisabile nel solo mancato rispetto dell’obbligo assunto con l’uso aziendale, in conformità ai generali principi di trasparenza e di tutela dell’affidamento collettivo e dell’interpretazione della volontà negoziale secondo correttezza e buona fede.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

CIU Unionquadri partecipa all’Energie Art Book Festival, l’Innovazione Tecnologica e Sostenibile per la Città di Domani.

All’Urban Center di viale Manzoni a Roma una giornata dedicata a innovazione, urbanistica, sostenibilità, tecnologia, editoria e cittadinanza attiva. Al centro dell’appuntamento anche la consegna del Premio “Energie per Roma – Speciale”

Si è svolto il 30 settembre 2026, presso l’Urban Center a Roma, l’Energie Book Art Fest, manifestazione dedicata alla cultura, alla ricerca, all’innovazione e alle trasformazioni che stanno interessando la città contemporanea.

Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti, autori, rappresentanti del mondo della cultura e dell’associazionismo, mettendo al centro il rapporto tra innovazione tecnologica, sostenibilità, urbanistica, cultura e partecipazione civica.

L’Energie Book Art Fest è stato concepito come uno spazio di incontro tra editoria tecnico-scientifica, cultura, tecnologia e territorio, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra autori, istituzioni, professionisti e cittadini.

La giornata ha avuto tra i suoi momenti principali la nuova edizione del Premio “Energie per Roma” – Speciale, riconoscimento dedicato a persone e realtà che, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, contribuiscono alla crescita della comunità romana e della città metropolitana.

L’iniziativa si è svolta sotto il Patrocinio della CIU-Unionquadri, presente al CNEL e al CESE di Bruxelles. Come sottolineato durante la cerimonia, sono state raccolte oltre 100 candidature, dalle quali la giuria ha individuato le persone e le realtà da riconoscere per il loro contributo alla città.

Una giornata dedicata all’innovazione e alla trasformazione urbana, alla scienza e alla tecnologia, all’editoria di qualità, ai libri ed alle pubblicazioni specifiche nel settore

Ad aprire i lavori è stato Fabio Pompei, Direttore del Centro Europeo di Studi Culturali (CESC), che ha introdotto i relatori e salutato le numerose autorità presenti.

Sono intervenuti Alessandro Alongi, Consigliere di Roma Capitale – Municipio XII e Marco Ancora, Responsabile del Dipartimento Cultura di CIU-Unionquadri.

Marco Ancora ha parlato del rapporto nella Capitale tra il Mondo del Lavoro e delle Competenze con il Territorio e le Professioni, anche alla luce del continuo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
Il ruolo delle competenze sempre più in fase di trasformazione ed il confronto con le nuove tecnologie ed il digitale, ai fini di rendere la Città di Roma non solo sostenibile, ma anche in grado di reggere in confronto con le grandi capitali europee, sottolineando l’attenzione ed il sostegno che proprio a questo riguardo  CIU Unionquadri dedica alle figure del DPO e del Project Manager, presso il CNEl e presso il Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles.

I libri protagonisti del festival

Una parte centrale della giornata è stata dedicata alla presentazione di opere e pubblicazioni capaci di affrontare, da prospettive differenti, temi legati alla società contemporanea, con interventi di specialisti e addetti ai lavori.

Il panel è stato condotto da Johann Rossi Mason – Giornalista medico scientifica e Direttrice dell’Osservatorio MOHRE.

Tra i volumi presentati “Efficienza energetica e gestione dell’energia. Diagnosi, strategie e innovazione digitale per la transizione sostenibile”, scritto da Alessandro Alongi, Fabio Pompei, Gabriele Scorzini, Gabriele Battista e Alfonso Calabria, dedicato alle strategie digitali e all’efficienza energetica nel percorso verso la transizione sostenibile. Il volume è stato presentato dall’Ing. Gabriele Battista.

Spazio anche a “Imparo a chiamare il 112” di Thomas De Gasperi, guida educativa rivolta ai più giovani sul funzionamento del Numero Unico di Emergenza europeo; a “Robin” di Alfonso Angrisani; a “Sorriderò domani” di Andrea Greco e a “Caronte: fino alla fine del mondo” di Clarissa Stella Monetta.

Il programma ha inoltre approfondito il rapporto tra cultura urbana e creatività attraverso “La street art a Roma e dintorni. Le città dipinte: Viaggio tra i nuovi distretti creativi di Roma e del Lazio”, degli autori Stella Maresca Riccardi e Antonio Doldo, presentato nell’ambito dell’incontro “Dalle Mura ai Quartieri: La Street Art come Patrimonio Vivente”, con la partecipazione di street artists.

Il territorio tra digitale, turismo e nuove professioni

La seconda parte della manifestazione, sempre condotta da Johann Rossi Mason, ha allargato il confronto alle trasformazioni sociali e tecnologiche che stanno modificando il modo di vivere e raccontare i territori.

Sono intervenuti Luigi Cacciatore, con il contributo “La città che abitiamo, la città che sogniamo”; Tiberio Bellotti e Marco Severa del Museo Digitale del Delta del Tevere, con “Exploranda. Quando il digitale sostiene il turismo e valorizza un territorio”; Riccardo Virgili, Presidente nazionale della FIPTES – Federazione Italiana Professionisti Trekkincittà e Turismo esperienziale, con un intervento dedicato ai nuovi scenari e alle nuove professioni del turismo esperienziale.

A completare il panel, Flavio Marsili di SignsMeta, con il progetto dedicato all’intelligenza artificiale per l’accessibilità e il riconoscimento della Lingua dei Segni, e Flavia Abatini, counselor, con una riflessione sul rapporto tra persone in transizione e città in trasformazione e sul ruolo del counseling come energia per il cambiamento.

8 ottobre 2026 – CNEL convegno Sicurezza: Miglioriamola Insieme – Sicurezza 2035

Per poter partecipare all’evento bisogna compilare il link https://forms.cloud.microsoft/pages/responsepage.aspx?id=98O2adtXgUS9woWI5vDSKDyy5Du5TmxFlhdVBsKdgU9UN0Y2VjJEWDFSQ1BaRVcwUUdQRUhKTkdPOS4u&route=shorturl