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Obiettivo Europa: il terzo settore a Bruxelles con CIU Unionquadri tra lavoro che cambia, innovazione e fondi UE.

Si è rivelata una trasferta strategica la due giorni svoltasi lo scorso 4 e 5 marzo 2026 a Bruxelles, momento che ha rappresentato un vero e proprio salto di qualità per il Terzo Settore romano. L’iniziativa, ribattezzata “Prossima Fermata Europa”, è stata promossa da CIU Unionquadri — Confederazione sindacale storicamente presente al CNEL (dal 1989) e al CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) — insieme a figure di spicco del panorama istituzionale e culturale capitolino come Alessandro Alongi (Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute del Municipio XII di Roma, nonchè membro della Rete dei Consiglieri locali dell’UE) e Fabio Pompei (Direttore del Centro Europeo Studi Culturali – CESC).

L’obiettivo della missione è stato quello di tracciare una rotta chiara per intrecciare relazioni, condividere best practice e, soprattutto, scoprire e intercettare le risorse fondamentali per finanziare il futuro del sociale: i fondi Europei.

La Bussola dei Finanziamenti: Horizon Europe e il Nuovo Desk4EU

Il primo grande traguardo della missione è stato quello di fornire alle associazioni partecipanti una mappa operativa per orientarsi nel complesso ecosistema dei finanziamenti comunitari, in particolare all’interno del programma Horizon Europe e degli altri fondi strutturali che premiamo ricerca e innovazione.

In questo contesto è stata presentata l’iniziativa Desk4EU, illustrata da Margherita Sabbadini. Questo innovativo sportello, realizzato dagli europrogettisti di HUBITAPROJECT, è concepito per accompagnare il Terzo Settore romano nel percorso di ricerca delle linee finanziarie idonee per trasformare idee in realtà: un punto di riferimento esperto e qualificato dove le associazioni potranno ricevere un accompagnamento reale e tecnico nella stesura e nella presentazione dei loro progetti europei.

Il Lavoro al Centro dei Cambiamenti

A fare da raccordo tra le opportunità di finanziamento e l’impatto sul capitale umano è stato l’intervento di Marco Ancora, Responsabile del Dipartimento Cultura di CIU Unionquadri. Ancora ha enfatizzato la necessità ineludibile di rimettere i lavoratori e le loro tutele al centro, specialmente in una fase storica caratterizzata da repentini cambiamenti trasversali che investono tutti gli ambiti, compreso quello culturale. Le dinamiche del mondo del lavoro non possono essere scisse dall’evoluzione del Terzo Settore, che necessita di professionalità sempre più elevate per gestire la complessità dei progetti comunitari.

La Visione di Gabriella Ancora: Nuove Competenze, Welfare e Sfida Digitale

L’impegno di CIU Unionquadri a Bruxelles si inserisce nel solco delle direttrici tracciate in questi anni dalla Presidente Nazionale, Gabriella Ancora, la cui azione politica e sindacale si fonda su tre pilastri: la tutela delle nuove professioni, un welfare generativo e la gestione critica dell’innovazione tecnologica.

La Tutela dei Nuovi Modelli Lavorativi

Come ribadito dalla Presidente Ancora in varie occasioni pubbliche:

“La CIU è da sempre attenta alle trasformazioni del mondo del lavoro ed in particolare alla transizione digitale. È e sarà sempre più strategico quanto fondamentale intercettare quelle che saranno le nuove figure professionali ed i nuovi modelli lavorativi, che dovranno essere tutelati.”

Questa attenzione alle nuove generazioni e alla necessità di percorsi di crescita si è concretizzata di recente anche con l’inaugurazione della nuova sede CIU proprio a Bruxelles, voluta per “favorire la mobilità geografica e professionale all’interno dell’Unione Europea, con particolare attenzione alle nuove generazioni che necessitano di opportunità di crescita professionale e scambi culturali”.

Un Welfare Inclusivo e Generativo

Il Terzo Settore gioca un ruolo cruciale:

“Il moderno Welfare deve garantire accesso e partecipazione, riconoscendo che ogni persona, anche la più fragile, è portatrice di valori potenziali.” secondo la Presidente Ancora.

La Sfida dell’Intelligenza Artificiale per le Professioni Intellettuali

Un tema su cui la CIU mantiene un’alta soglia di attenzione è l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro intellettuale e creativo. Pur riconoscendone i meriti scientifici (ad esempio nella ricerca medica), ha messo in guardia contro le derive dell’automazione spinta: “Non passa giorno che la scienza non restituisca nuove applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, spesso molto utili […] e altre, come i sistemi capaci di sostituire la creatività delle professioni intellettuali e, progressivamente, di confinare il genio umano in spazi sempre più ridotti e marginali.” Questa visione rende ancora più urgente l’accesso ai fondi europei per la formazione continua (upskilling e reskilling) dei lavoratori e dei volontari del Terzo Settore, affinché la tecnologia rimanga uno strumento e non una minaccia.

Sicurezza: a Roma tavola rotonda su tutela dei Vigili del Fuoco e sicurezza negli impianti sportivi.

La tutela della salute e della sicurezza di chi opera in prima linea per la protezione della collettività sarà al centro della tavola rotonda “Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, in programma il 17 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 13.00 presso lAuditorium del Palazzo delle Federazioni, in Viale Tiziano 74 a Roma.

L’iniziativa è promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del FuocoONA – Osservatorio Nazionale Amianto Comitato Nazionale Italiano Fair Play, con l’obiettivo di approfondire i rischi professionali legati alle attività operative dei Vigili del Fuoco e il tema della sicurezza negli impianti sportivi.

A moderare i lavori sarà il giornalista Massimo Maria Amorosini, mentre i saluti istituzionali saranno affidati alla presidente nazionale di CIU Unionquadri, Gabriella Ancora e al presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair PlayRuggero Alcanterini

Tra i relatori figurano Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, la senatrice Cinzia PellegrinoMarco Piergallini, segretario generale CONAPO, Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Gaetano Settimo, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, Francesco Riva, consigliere del CNEL, Lamberto Cignitti, Vice Presidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, Daniele Laureti, Presidente GESIS e Resp. Impiantistica Sportiva e Culturale Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Gen. Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Scientifico di ONA.

Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al Ministero dellInterno con delega ai Vigili del Fuoco, On. Emanuele Prisco

Nel corso dell’evento è prevista anche la testimonianza di un familiare di un Vigile del Fuoco deceduto per malattia professionale, per richiamare l’attenzione sulle difficoltà legate al riconoscimento delle patologie correlate al servizio.

L’incontro intende favorire un confronto tra istituzioni, esperti e operatori sul campo per rafforzare le politiche di tutela della salute e della sicurezza per le professioni esposte a rischi elevati.

28.02.2026: Presentazione della ricerca CESMAL: L’innovazione digitale nel lavoro: cambiamenti ed opportunità nell’occupazione femminile.

La CIU Unionquadri – membro del CNEL e del CESE di Bruxelles alla presentazione della ricerca CESMAL: L’innovazione digitale nel lavoro: cambiamenti ed opportunità nell’occupazione femminile.

La Presidente Gabriella Ancora è intervenuta al tavolo dei relatori.

Schema di Decreto Legislativo attuativo della direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale.

Iniziativa volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva.

Il nostro Paese dovrà, entro il 7 giugno 2026, adeguarsi a quanto previsto dalla direttiva europea.

Scarica lo schema di Decreto Legislativo completo

CIU Unionquadri al Senato della Repubblica – ATTO MEDICO E MEDICINA RIABILITATIVA.

CIU Unionquadri ha organizzato la giornata sulle competenze della professione del medico fisiatra presso il Senato della Repubblica – Sala stampa “Caduti di Nassirya” alla presenza del Presidente CIU Unionquadri Gabriella Ancora, del Vicepresidente e consigliere CNEL Francesco Riva, del Senatore Ignazio Zullo e del Senatore Giovanni Satta, che si faranno portatori delle istanze della categoria.

A Cortina dopo le Olimpiadi un centro di formazione per medici dello sport

Salute: in preparazione al Cnel il ddl sugli stili di vita e per un nuovo polo sanitario dedicato agli atleti. La sinergia Galeno-Gvm-LongLife.

A Cortina un centro nazionale per innovare la medicina dello sport come lascito dei Giochi. Per il dopo-Olimpiadi, su iniziativa del Cnel, si gettano le basi per un centro sanitario di formazione dedicato agli atleti. Il mercato globale della medicina sportiva è in costante crescita, con proiezioni che indicano un raggiungimento di 10,05 miliardi di dollari entro il 2032, spinto dall’aumento della partecipazione atletica e dai tassi crescenti di infortuni I miglioramenti e le innovazioni nella sanità e nella medicina sportiva come testimonianza e lascito dei Giochi Olimpici. La medicina dello sport, regolamentata in Italia dal ministero della Salute e dalle norme FMSI, è la branca medica che tutela la salute dell’atleta attraverso la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie legate all’attività fisica. Si è svolto in occasione delle Olimpiadi di Cortina 2026 a Cortina D’Ampezzo un meeting scientifico organizzato da Cassa Galeno assieme ai vertici di Gvm Care & Research e LongLife Formula Spa. L’iniziativa ha visto la presenza di Francesco Riva Responsabile CIU del Dipartimento Sanità – responsabile delle relazioni esterne di Galeno e consigliere Cnel. Ettore Sansavini, presidente di Gvm Group. Lucia Magnani amministratore di LongLife. Il tema trattato è stato il riconoscimento dell’importanza della corretta attività fisica come principale modello di prevenzione di varie patologie.

Oblio oncologico, la svolta nel 2026: «Così un milione di guariti torna a costruire il proprio futuro». Intervista a Francesco Riva – Vicepresidente CIU Unionquadri.

Dal gennaio 2026 il diritto all’oblio oncologico entrerà pienamente a regime. Le persone dichiarate guarite da un tumore non saranno più obbligate a dichiarare la malattia pregressa in caso di mutui, assicurazioni, adozioni o percorsi lavorativi. Una norma attesa da anni, destinata a incidere sulla vita di circa un milione di italiani. Ma la fine delle discriminazioni, avverte chi ha promosso la legge, non sarà automatica: serviranno informazione, controlli e soprattutto un cambiamento culturale.

Il disegno di legge è stato presentato dal professor Francesco Riva, medico e consigliere del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro, oggi Presidente delegato della Giunta del Regolamento del CNEL e membro del Consiglio di Presidenza dell’organo consultivo.

Riva ha diretto per oltre vent’anni l’Unità operativa complessa di Chirurgia odontostomatologica del Policlinico Umberto I Eastman di Roma. Dal 2019 guida il Dipartimento Sanità della CIU-Unionquadri, che rappresenta quadri, ricercatori ed elevate professionalità, e dal 2020 siede al CNEL in rappresentanza della Confederazione ed è componente del Comitato consultivo ANVUR e del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute.

Il tema ha un peso rilevante anche nel Lazio: secondo i dati della Fondazione AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), nella regione si registrano ogni anno oltre 32 mila nuovi casi di tumore e più di 46 mila ricoveri ospedalieri legati a patologie oncologiche.

Abbiamo intervistato il professor Riva per capire cosa cambia concretamente dal 2026 e quali sono i prossimi passaggi.

Dal 2026 si può dire che per i guariti è finita l’era delle discriminazioni?

Dopo l’approvazione della legge ci sono state alcune difficoltà legate ai decreti attuativi, ma ora lo strumento è pienamente operativo. È fondamentale far conoscere questa possibilità a tutti i pazienti dichiarati guariti secondo i criteri scientifici: per alcune patologie dopo 10 anni dalla fine delle terapie, per altre dopo 5 anni se la diagnosi è arrivata prima dei 21 anni.

Parallelamente bisogna fare una grande attività di informazione nei settori coinvolti: banche, assicurazioni, mondo del lavoro. Dovrebbero essere loro stessi a comunicare che certi impedimenti non sono più attivi. Lo stesso vale a livello sindacale, imprenditoriale e datoriale.

C’è ancora un problema di conoscenza della norma?

Sì, molte persone non sono a conoscenza di questo diritto. Anche il mondo dell’informazione deve farsi carico di diffondere queste notizie. È stata una legge presente in Parlamento per anni: quando mi è stato chiesto di portarla avanti ho seguito un percorso istituzionale con audizioni e confronti, poi il disegno di legge è stato approvato all’unanimità sia alla Camera sia al Senato.

Adesso però bisogna farla vivere nella pratica quotidiana.

Se una banca o un’assicurazione continuasse a chiedere informazioni su una malattia oncologica pregressa?

Non può farlo, andrebbe contro la legge. Sarebbe utile organizzare momenti di confronto per chiarire cosa prevede la norma. A volte i formulari restano invariati e continuano a chiedere se una persona abbia avuto malattie.

Se il cittadino è stato dichiarato guarito secondo i criteri previsti, non deve dichiararlo. Naturalmente resta la responsabilità individuale nel fornire informazioni corrette, ma è evidente che serve una comunicazione più capillare, anche attraverso le associazioni dei pazienti e le società scientifiche.

I termini sono 10 anni dalla fine delle terapie e 5 anni per chi si è ammalato prima dei 21 anni. Potranno essere modificati in futuro?

I tempi sono definiti dalla comunità scientifica. Ci sono tumori che, anche dopo 10 anni, possono presentare recidive o metastasi. Non si tratta quindi di un limite politico, ma medico-scientifico. È una responsabilità stabilire quando una persona può essere considerata effettivamente guarita.

Ci sono anche aspetti delicati, come nel caso delle adozioni, dove si è voluto tutelare il minore da possibili ulteriori traumi.

Quante persone potranno beneficiare dell’oblio oncologico?

A livello nazionale, parliamo di circa un milione di persone dichiarate guarite.

Ed è proprio questo il punto che ho portato anche al CNEL: stiamo parlando di persone che rientrano pienamente nel mondo produttivo. Possono riprendere l’attività lavorativa, avere una progressione di carriera, accendere un mutuo. E accendere un mutuo significa mobilitare un intero indotto economico. Sono persone che per anni sono rimaste ai margini, almeno sotto il profilo delle opportunità.

Qual è il prossimo passo?

Il prossimo passo è culturale. C’è ancora paura nel dire di aver avuto un tumore. Dobbiamo far sentire queste persone pienamente vive, parte della società. Anche perché nel campo oncologico la fiducia è fondamentale: può sembrare retorico, ma l’ottimismo e la fiducia sono parte integrante del percorso di cura.

GRADUATORIE GPS 2026/28.