CIU Unionquadri – CESE Bruxelles – Le tecnologie quantistiche al centro della strategia UE: il parere approvato in Plenaria CESE – Attenzione particolare al capitale umano.
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) nella sua Plenaria di gennaio ha approvato all’unanimità un parere sulla nuova Strategia europea per i quanti, che punta a rafforzare competitività, resilienza economica e sovranità tecnologica dell’Unione.
Il parere, di cui è stato relatore Maurizio Mensi, consigliere e Questore del CESE in rappresentanza di CIU Unionquadri, evidenzia che le tecnologie quantistiche sono un fattore strategico per settori chiave come sicurezza e difesa, spazio, sanità, automotive ed energia, con un potenziale contributo significativo a innovazione, occupazione e benessere sociale in tutta l’UE.
Nel testo il CESE sostiene pienamente la Quantum Europe Strategy presentata dalla Commissione europea nel luglio 2025 e sottolinea la necessità di trasformare il vantaggio scientifico europeo in una vera “quantum industrial powerhouse”, capace di attrarre investimenti e talenti. Il parere chiede la creazione di un ecosistema pro‑investimento, fondato su infrastrutture quantistiche sicure e resilienti, banchi di prova aperti alle imprese e ai centri di ricerca, adeguata tutela della proprietà intellettuale e sviluppo mirato delle competenze lungo tutta la filiera.
Un’attenzione particolare è dedicata al capitale umano: il CESE invita ad istituire un’Accademia europea per le competenze quantistiche, con programmi di formazione avanzata, borse di studio e percorsi di aggiornamento per lavoratori e professionisti, così da evitare carenze di competenze in un settore altamente specializzato. In vista del futuro Quantum Act previsto per fine 2026, il parere richiama inoltre l’esigenza di conciliare innovazione e coesione sociale, assicurando che nessun territorio e nessuna categoria di lavoratori rimanga indietro nella transizione quantistica.
“Con questa strategia sul quantum l’Europa ha la possibilità concreta di giocare d’anticipo, mettendo a sistema ricerca, imprese e formazione: è una sfida che CIU Unionquadri intende sostenere con convinzione con la sua presenza al CNEL ed al CESE, perché riguarda le competenze dei lavoratori di oggi e di domani”, dichiara Gabriella Ancora, presidente di CIU Unionquadri.
MENZIONE PRESIDENTE E CONSIGLIERE RIVA – TUMORI: CON DECRETI INTERMINISTERIALI PIENAMENTE OPERATIVA LA NORMATIVA SU OBLIO ONCOLOGICO


Roma, 21 gen. (Adnkronos) – – Nel mese di gennaio 2026 ha raggiunto la piena operatività la normativa relativa alla Legge sull’oblio oncologico, con l’emanazione degli ultimi decreti interministeriali che regolano il reinserimento lavorativo e lo stop definitivo all’uso di dati sanitari pregressi nei contratti assicurativi. La Legge 193/2023 è stata promossa dal Cnel, con grande soddisfazione del Presidente, il Professor Renato Brunetta, definita da lui il compimento di una battaglia di civiltà che porta l’Italia in linea con gli altri i paesi europei e con i progressi della scienza, e attraverso il Professor Francesco Riva, Consigliere Cnel, promotore e relatore del relativo disegno di legge. I punti principali della normativa (aggiornati al 2026) riguardano: i termini per l’oblio: Il diritto matura dopo 10 anni dalla fine dei trattamenti attivi senza recidive, le diagnosi precoci (se la patologia è insorta prima dei 21 anni, il termine è ridotto a 5 anni), i termini ridotti: esistono elenchi ministeriali che prevedono tempi ancora più brevi (es. 1 o 5 anni) per specifiche forme tumorali con prognosi favorevole, lavoro: è vietato richiedere dati sanitari relativi a tumori pregressi nei concorsi pubblici e nelle selezioni private (inoltre dal 2026 sono entrate in vigore nuove tutele per l’accesso facilitato alle politiche attive del lavoro), le adozioni: la storia clinica passata non può più essere motivo di discriminazione per l’idoneità all’adozione. Non possono, inoltre, essere richieste informazioni sulla pregressa malattia per mutui, prestiti o polizze vita. A gennaio 2026, l’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, ha emanato provvedimenti specifici per l’adeguamento dei contratti assicurativi e in particolare la Galeno, la Cassa Mutua pensata per i medici e le proprie famiglie, di cui il Professor Riva fa parte come Responsabile delle Relazioni Esterne, si è battuta costantemente affinchè venisse approvata questa misura, essendo una cooperativa mutualistica fondata da medici e proprio in virtù di questo da sempre attenta alla salute dei cittadini oltrechè dei medici stessi. Per esercitare il diritto all’oblio oncologico, è necessario ottenere un semplice certificato rilasciato gratuitamente da medici di medicina generale, pediatri o specialisti del Servizio Sanitario Nazionale.
CIU-UNIONQUADRI – DIPARTIMENTO TRASPORTI – SICUREZZA E GOVERNANCE: CIU-UNIONQUADRI CHIEDE UN CAMBIO DI PARADIGMA FONDATO SU COMPETENZA, ETICA E CULTURA DELLA PREVENZIONE.
Di fronte alle recenti e dolorose tragedie che hanno colpito l’Europa — dall’incendio di Crans-Montana ai gravissimi incidenti ferroviari in Spagna — CIU-Unionquadri esprime il proprio profondo cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime. Il bilancio drammatico di quasi cento vittime in soli tre incidenti, avvenuti a pochissimi giorni di distanza in questo inizio d’anno, scuote le coscienze e non può lasciarci indifferenti. Come Confederazione presente al CNEL e al CESE, riteniamo che il rispetto del dolore debba tradursi immediatamente in un impegno civile e istituzionale per la sicurezza.
In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulle cause tecniche di questi eventi, è necessario agire subito. È fonte di profonda preoccupazione constatare come, nonostante l’innegabile evoluzione normativa e tecnologica degli ultimi decenni, si continuino a verificare scenari incidentali con dinamiche tristemente simili a quelle del passato. Questo dato suggerisce che, oltre alla tecnologia e alla normativa — entrambe in continua “evoluzione” — sia necessario intervenire sui processi di controllo e, soprattutto, sulla cultura organizzativa.
Esprimiamo soddisfazione per la tempestiva direttiva del Governo italiano sulla sicurezza dei locali pubblici post-Crans Montana. Chiediamo però che la medesima urgenza e determinazione siano applicate al settore trasporti a livello europeo, verificando tempi e modalità di sorveglianza e manutenzione, affinché non vi siano mai carenze di risorse o di attenzione sugli asset strategici.
Rileviamo inoltre con preoccupazione una crescente tendenza, in alcune realtà nazionali, a non valorizzare appieno il patrimonio di competenze dei quadri e dei manager di consolidata e lunga esperienza tecnica. Riteniamo che la sicurezza di un sistema complesso non possa prescindere dall’ascolto di chi possiede il know-how decennale, sia teorico che operativo. Le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale sono alleati preziosi, ma devono essere governati dall’uomo. Le aziende non devono cedere all’illusione che l’automazione possa sostituire l’esperienza dei professionisti, che rimangono i garanti ultimi della sicurezza e dell’integrazione dei processi.
CIU-Unionquadri aderisce idealmente al lutto nazionale disposto in Spagna. La nostra Confederazione si impegna solennemente a dedicare alle vittime di queste recenti tragedie alcune future iniziative istituzionali e di studio. Vogliamo che il loro ricordo diventi un monito perenne e lo stimolo per azioni concrete che partano, innanzitutto, dalla ricostruzione di una solida cultura della sicurezza e della responsabilità professionale.
Porteremo queste istanze ai tavoli del CNEL e del CESE — se necessario anche a mezzo di proposte legislative — affinché l’Italia e l’Europa tornino a essere i luoghi dove l’eccellenza delle competenze garantisce la vita dei cittadini e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese e dell’Europa.
Tragedia ferroviaria in Spagna – Dipartimento Trasporti CIU Unionquadri – “Si faccia luce sulle cause.”
Il Dipartimento Trasporti di CIU Unionquadri esprime il più profondo cordoglio per il tragico incidente ferroviario avvenuto in Spagna, sulla linea ad alta velocità Madrid-Andalusia, che ha visto coinvolto un convoglio Iryo, operatore partecipato dal Gruppo FS Italiane.
L’auspicio è che le autorità competenti facciano presto piena luce sulle dinamiche e sulle cause che hanno determinato il deragliamento, affinché la sicurezza, pilastro fondamentale del sistema dei trasporti europeo, resti sempre la priorità assoluta a tutela di chi viaggia e di chi lavora.
‘Energie per Roma 2026’, in Campidoglio i protagonisti del merito

Premiate le eccellenze della Capitale nei settori dell’innovazione, della cultura, dell’associazionismo, dell’impegno civico, dell’impresa e della ricerca.
Roma celebra i suoi figli migliori. Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, il 12 gennaio 2026, si è tenuta la cerimonia di premiazione del Premio ‘Energie per Roma 2026’, giunto alla sua sesta edizione. L’evento, ideato e promosso dal Centro Europeo di Studi Culturali diretto dal professore Fabio Pompei insieme al Consigliere Alessandro Alongi (Presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio XII di Roma), ha valorizzato, anche in questa edizione, le eccellenze della Capitale nei settori dell’innovazione, della cultura, dell’associazionismo, dell’impegno civico, dell’impresa e della ricerca.
Alla presenza di Fabrizio Santori, Consigliere comunale e Segretario dell’Assemblea Capitolina, e dell’On. Andrea De Maria, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, nonché della IV Commissione (Difesa), che hanno portato i saluti istituzionali, la manifestazione ha rappresentato un momento di riconoscimento e orgoglio per le tante ‘energie’ che, ogni giorno, molto spesso in assoluto silenzio, contribuiscono allo sviluppo, alla coesione e alla reputazione di Roma come città dinamica, solidale e proiettata verso il futuro.
Nel corso della cerimonia sono stati insigniti professionisti, associazioni, enti e imprese che hanno saputo distinguersi per il loro contributo alla crescita culturale, economica e sociale della città. Tra i premiati, figure di spicco del mondo accademico, sanitario, artistico e imprenditoriale, unite da un comune denominatore: la passione per Roma e l’impegno costante per renderla più moderna, inclusiva e sostenibile. Le testimonianze dei premiati hanno alternato momenti di emozione e riflessione, mettendo in luce storie di dedizione quotidiana, innovazione e coraggio civico. La serata, condotta da Laura Nardecchia, Valentina Tacchi e Diana Stefani, ha offerto al pubblico un racconto corale del meglio della Capitale, dove le competenze professionali si intrecciano con valori umani e senso di comunità.
L’iniziativa, patrocinata dalla Ciu Unionquadri, realtà presente al CNEL e al Cese di Bruxelles, ha confermato il Premio “Energie per Roma” come uno degli appuntamenti più significativi tra quelli dedicati al merito, al lavoro e all’impegno cittadino. La giuria, composta da Fabio Pompei, Alessandro Alongi, Gabriella Ancora, Marco Ancora, Diana Stefani e Pietro Pinna Parpaglia, ha sottolineato come siano pervenute oltre mille candidature, rendendo particolarmente complesso il processo di selezione tra le molte storie di valore raccolte. Nei loro interventi, Fabrizio Santori e Andrea De Maria hanno sottolineato l’importanza di creare una rete tra amministrazione, cittadini attivi e mondi professionali. L’evento ha ribadito il ruolo del Premio ‘Energie per Roma’ come piattaforma di incontro e ispirazione per la città: un luogo simbolico dove le diverse “energie” si uniscono per rafforzare l’identità collettiva e valorizzare le migliori pratiche capitoline. Cesc Media, media partner dell’iniziativa, ha curato le interviste ai partecipanti con Gabriele Scorzini, Andrea Lo Presti e Lorenzo Menestò.
Violazione dell’obbligo di repêchage anche la sottoscrizione di (successivo) contratto di lavoro autonomo.
Con l’ordinanza n. 31312/2025 del 1° dicembre 2025, la Suprema Corte di Cassazione si pronunciava sull’impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo promossa da un lavoratore con la qualifica di quadro e l’incarico di direttore tecnico.
In particolare, nei gradi di merito del giudizio, Tribunale e Corte d’Appello non ritenevano assolto l’onere della prova, incombente sulla società datrice di lavoro, relativamente all’obbligo di repêchage, considerato che emergeva come sarebbe stato possibile adibire il lavoratore alle mansioni di responsabile delle risorse umane, affidate invece ad un diverso soggetto in epoca immediatamente successiva al licenziamento.
La datrice di lavoro giustificava tale scelta in quanto aveva stipulato con il (nuovo) responsabile delle risorse umane un contratto di collaborazione (dunque autonomo), pertanto non si poteva configurare violazione alcuna dell’obbligo di repêchage, considerato che la posizione di responsabile delle risorse umane era stata ricoperta da un lavoratore non subordinato.
Ciò che però effettivamente rileva non è la qualificazione del rapporto (autonomo o subordinato), quanto la necessità di avvalersi dell’apporto di un soggetto per ricoprire una posizione vacante, che ben avrebbe potuto essere affidata al lavoratore oggetto del provvedimento di recesso, in tal modo evitando il suo licenziamento.
Pertanto la Suprema Corte conferma l’illegittimità del licenziamento, in quanto, posto il principio secondo cui qualunque attività può essere indifferentemente oggetto di un contratto di lavoro subordinato oppure autonomo, ai fini del repêchage ciò che conta è l’esistenza di una posizione lavorativa, in concreto attribuibile al dipendente altrimenti licenziando.
Dunque, è circostanza del tutto irrilevante che successivamente quella determinata posizione lavorativa venga ricoperta – sulla base dell’insindacabile scelta imprenditoriale del datore di lavoro – mediante un successivo contratto di lavoro autonomo.
Altrimenti, risulterebbe fin troppo agevole per il datore di lavoro eludere il limite del repêchage, soddisfacendo la sua ineliminabile esigenza lavorativa (nel caso di specie quella di responsabile delle risorse umane) ricorrendo a figure contrattuali diverse dal lavoro subordinato.
Analogamente, deve ritenersi violato il repêchage nel caso in cui il datore di lavoro ricopra quella diversa posizione lavorativa mediante una nuova assunzione a tempo determinato, senza averla offerta al dipendente licenziando (Cass. n. 18904/2024).
avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
Le infrastrutture “tecniche” stanno ridisegnando i diritti nell’economia dei dati. E spesso le regole arrivano dopo.
Maurizio Mensi:
Felice di condividere la pubblicazione di “diritto nelle nuove tecnologie”, Libro che ho scritto con il collega Giampiero Falletta, pensato per offrire strumenti concreti a chi deve orientarsi nelle trasformazioni del diritto digitale
Al centro del lavoro, gli snodi delle politiche tecnologiche: IA, semiconduttori, cave sottomarini, 5G, Cloud, fino alle sfide poste dalle tecnologie quantistiche, mostrando come la tutela dei diritti nell’economia dei dati dipenda sempre più da scelte su infrastrutture solo in appartenenza tra “tecniche”
L’obiettivo è proporre una chiave di lettura giuridica che per comprendere come privacy, sicurezza, governance degli algoritmi e infrastrutture critiche contribuiscano a definire il nuovo ecosistema digitale.
Burnout in aula: approvato dal Senato l’Osservatorio permanente.
Il Senato ha approvato l’Ordine del giorno (n. G/1706/40/10) al DDL n. 1706 che impegna il Governo a riconoscere e certificare ufficialmente l’usura psicofisica cui sono sottoposti i docenti. Il provvedimento, promosso dal senatore Roberto Marti della Lega, Presidente della commissione Cultura e Istruzione, è stato sottoscritto anche dai senatori leghisti Elena Murelli, Maria Cristina Cantù e Tilde Minasi. L’atto costituisce un riconoscimento politico formale, inserito strategicamente nella conversione del Decreto legge sulla sicurezza dello scorso 10 dicembre. Per la prima volta, il benessere psicofisico a scuola è affiancato alla sicurezza sul lavoro. Il dispositivo approvato dal Senato è chiaro: il Governo dovrà adottare tutte le iniziative necessarie, anche di carattere normativo, per istituire presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito un Osservatorio permanente dedicato al benessere psicofisico del personale scolastico. Non si tratterà di una struttura burocratica imposta dall’alto, ma di un organismo con funzioni di studio, monitoraggio e ricerca, composto sia da rappresentanti delle principali associazioni sindacali del comparto istruzione, sia da esperti in ambito medico e psicologico.
La necessità di un Osservatorio nasce sia da ragioni tecniche che politiche. Per superare le rigidità della Legge Fornero e ottenere l’anticipo pensionistico o specifiche indennità di usura, non bastano le semplici proteste: è indispensabile disporre di dati scientifici, inoppugnabili e certificati dallo Stato. L’Osservatorio rappresenta quindi lo strumento giuridico per raccogliere e validare questi dati, condizione necessaria, seppure non sufficiente per invertire la rotta sul fronte pensionistico nella scuola, e permettere agli insegnanti di andare in pensione a 60 o 61 anni, come già previsto per altre categorie a rischio, riconoscendo che l’insegnamento è una professione altamente gravosa e difficilmente sostenibile fino ai 67 anni, come da tempo le diverse associazioni di categorie sostengono.


