Sicurezza, innovazione e responsabilità: al CNEL il confronto sul futuro della prevenzione e del lavoro.

Roma, 8 ottobre 2026 – Si è svolto oggi, presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL, il convegno “La Sicurezza: miglioriamola insieme – Sicurezza 2035. Il futuro della prevenzione”, promosso da CIU-Unionquadri, A.N.CO.R.S. e Confassociazioni Sicurezza, con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro e delle professioni.

Al centro dei lavori, il rapporto tra sicurezza, innovazione tecnologica, competenze e responsabilità, con particolare attenzione alle trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione, dalla prevenzione dei rischi tradizionali a quelli emergenti.

Ad aprire i lavori è stato il consigliere Francesco Riva, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere al centro delle politiche del lavoro la tutela della persona, ricordando anche il significativo lavoro svolto sui temi sociali e sanitari, tra cui quello dell’oblio oncologico, che rappresenta un importante esempio di come l’impegno istituzionale e delle parti sociali possa tradursi in concrete forme di tutela e inclusione.

Il convegno ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale e professionale, tra cui Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro, Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia, Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni, Luigi Ferrara, Presidente di A.N.CO.R.S., Tommaso De Nicola, Direttore Centrale Prevenzione INAIL, Mons. Francesco Pesce, Coordinatore pastorale del settore centro della Diocesi di Roma, Aniello Pisanti, Dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

I lavori sono stati moderati dal giornalista Claudio Micalizio, Direttore di Radio Roma, e dalla giornalista Adriana Apicella, Direttore Generale di Confassociazioni.

Gabriella Ancora: “Le alte professionalità sono una struttura portante della sicurezza”

Particolare rilievo ha assunto l’intervento di Gabriella Ancora, Presidente di CIU-Unionquadri, che ha posto al centro del confronto il ruolo delle alte professionalità nella costruzione di un nuovo modello di sicurezza del lavoro.

Nel suo intervento, Ancora ha sottolineato come quadri, ricercatori, professionisti intellettuali e alte professionalità rappresentino una vera e propria “struttura portante” capace di collegare la visione strategica delle organizzazioni con la concreta attuazione delle politiche di sicurezza.

“I quadri non subiscono il cambiamento: lo governano”, ha evidenziato la Presidente di CIU-Unionquadri, richiamando il ruolo delle elevate professioni per tradurre le grandi direttrici normative in procedure concrete, quotidiane e sostenibili nei luoghi di lavoro.

Un ruolo che, secondo Ancora, diventa ancora più importante nell’attuale fase di trasformazione digitale e tecnologica: l’innovazione può rappresentare un potente alleato della prevenzione, ma deve essere accompagnata da formazione, supervisione, responsabilità e competenze adeguate.

Nel corso del suo intervento, la Presidente di CIU-Unionquadri ha richiamato il quadro internazionale ed europeo sulla sicurezza, le nuove normative sull’intelligenza artificiale e i rischi emergenti legati alla gestione algoritmica, al lavoro mediante piattaforme digitali, al lavoro da remoto e alla disconnessione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze internazionali, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania agli Stati Uniti, fino all’Australia e alla Corea del Sud, evidenziando come, pur nella diversità degli ordinamenti, emerga un principio comune: le scelte tecnologiche che incidono sul lavoro devono essere accompagnate da trasparenza, partecipazione e responsabilità umana.

Il ruolo di CIU-Unionquadri tra CNEL e istituzioni europee

Particolarmente significativo anche il richiamo al ruolo che CIU-Unionquadri svolge al CNEL e al Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), quale rappresentanza delle alte professionalità nei luoghi nei quali vengono elaborate le politiche nazionali ed europee.

Gabriella Ancora ha ricordato il contributo della rappresentanza italiana al dibattito europeo sull’innovazione, sulla resilienza e sull’intelligenza artificiale, sottolineando l’importanza di portare nei processi decisionali competenze tecniche, esperienza professionale e conoscenza concreta dei luoghi di lavoro.

In questo quadro è stato richiamato anche il lavoro sviluppato in sede CESE sui temi della Cyber Resilience Act, delle implicazioni del Chips Act per l’industria europea della difesa e aerospaziale e, più recentemente, sul confronto relativo all’European Innovation Act, attualmente in fase di elaborazione.

“L’innovazione responsabile richiede la partecipazione delle parti sociali”, è stato il messaggio centrale. Per CIU-Unionquadri, infatti, la competitività e la sicurezza non sono obiettivi alternativi, ma dimensioni che devono procedere insieme, attraverso un modello nel quale la tecnologia sia governata e posta al servizio delle persone.

Prevenzione, formazione e responsabilità per la sicurezza del futuro

Nel corso del convegno è emersa quindi una visione della sicurezza non più limitata alla sola gestione dell’emergenza o dell’incidente, ma orientata verso una prevenzione predittiva e adattiva, nella quale intelligenza artificiale, sensoristica, sistemi digitali e analisi dei dati possono contribuire ad anticipare i rischi.

Una trasformazione che, tuttavia, non può prescindere dalla responsabilità umana.

Il confronto ha posto inoltre l’accento sulla necessità di rafforzare la formazione continua, la cultura della prevenzione e l’alfabetizzazione sulle nuove tecnologie, affinché lavoratori, professionisti e manager siano messi nelle condizioni di comprendere e governare i cambiamenti.

La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: la tecnologia può cambiare il modo di lavorare, ma non può sostituire la responsabilità delle persone.

Per CIU-Unionquadri, la sfida per la sicurezza del 2035 passa dunque dalla capacità di mettere insieme innovazione, competenze, partecipazione e responsabilità, facendo delle alte professionalità uno degli strumenti fondamentali per accompagnare la trasformazione del lavoro e costruire un futuro più sicuro.