CIU Unionquadri al Sottocomitato Mezzogiorno

La CIU Unionquadri nel Comitato del Sottocomitato Mezzogiorno, istituito nell’ambito del Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell’attuazione dei programmi della politica di coesione 2021- 2027.

La Gazzetta del Mezzogiorno – “Sicurezza e ambiente” – oggi Minervino capitale delle imprese sostenibili

Digital Networks Act: approvato in Plenaria CESE il parere del relatore Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri

La Plenaria del Comitato economico e sociale europeo ha approvato il 17 giugno, il parere sul Digital Networks Act (DNA), di cui il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri al CESE, è relatore. Si tratta di un passaggio di rilievo nel percorso europeo di riforma della connettività, perché il DNA punta a definire un quadro normativo più moderno, armonizzato e favorevole agli investimenti per le reti digitali dell’Unione.

Nel parere emerge con chiarezza che il Digital Networks Act non può essere considerato soltanto una misura tecnica per il settore delle telecomunicazioni, ma una riforma strategica destinata a incidere sulla competitività europea, sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla coesione territoriale e sulla qualità dell’accesso ai servizi digitali da parte di cittadini e imprese. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione del mercato delle comunicazioni elettroniche, creando condizioni più semplici e prevedibili per gli operatori e favorendo così un autentico mercato unico della connettività.

Tra i punti più rilevanti evidenziati nel parere vi è il legame tra semplificazione regolatoria e capacità di investimento. Un quadro più coerente a livello europeo, con meno duplicazioni e maggiore certezza giuridica, può infatti accelerare lo sviluppo di reti fisse e mobili ad altissima capacità, indispensabili per sostenere innovazione, intelligenza artificiale, cloud, servizi satellitari e trasformazione industriale: in questa prospettiva, il DNA viene letto come uno strumento che può rafforzare non soltanto il settore delle telecomunicazioni, ma l’intero sistema economico europeo, con effetti positivi su produttività, competitività e attrattività degli investimenti.

Il parere approvato dal CESE attribuisce inoltre un ruolo centrale alla sicurezza e alla resilienza delle reti. In un contesto caratterizzato da crescenti minacce cyber, tensioni geopolitiche e rischi di dipendenze strategiche, il DNA è considerato un tassello importante per rafforzare l’autonomia europea nelle infrastrutture digitali critiche e per garantire continuità e affidabilità dei servizi essenziali. Si sottolinea, in particolare, la necessità di un approccio basato sul rischio e proporzionato, capace di coniugare tutele efficaci con la riduzione degli oneri inutili per gli operatori.

Un altro profilo qualificante riguarda la dimensione sociale ed economica della riforma. Il CESE evidenzia che le reti digitali sono ormai infrastrutture abilitanti per il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’accesso ai servizi pubblici e la partecipazione democratica, soprattutto nelle aree rurali, periferiche o meno servite. Per questo il DNA assume anche un valore di coesione, nella misura in cui può contribuire a ridurre il divario digitale e a far sì che i benefici della transizione tecnologica raggiungano in modo più equo cittadini, lavoratori, professionisti e PMI in tutti i territori dell’Unione.

Il parere insiste anche sulla qualità della governance, considerata decisiva per il buon funzionamento dell’intera architettura del DNA. Regole efficaci, infatti, richiedono un coordinamento chiaro tra livello europeo e nazionale, una distribuzione trasparente delle competenze e un coinvolgimento strutturato della società civile organizzata e delle parti sociali. È anche in questa chiave che assume particolare rilievo il contributo di CIU‑Unionquadri, impegnata a valorizzare il ruolo delle alte professionalità nei processi di modernizzazione digitale e nella definizione di politiche europee capaci di coniugare innovazione, diritti e sviluppo.

Come sottolineato dalla dott.ssa Gabriella Ancora, presidente CIU‑Unionquadri, “L’approvazione in Plenaria CESE del parere sul Digital Networks Act, con il prof. Maurizio Mensi Relatore in rappresentanza di CIU‑Unionquadri, costituisce un risultato di grande importanza. Il testo approvato riconosce che la connettività è oggi una leva essenziale per la competitività dell’Europa, per la sicurezza delle sue infrastrutture e per la coesione economica e sociale dei territori. Come CIU‑Unionquadri valutiamo molto positivamente l’impostazione del parere, che richiama la necessità di un vero mercato unico delle reti digitali, di investimenti stabili e di una governance trasparente e partecipata. È particolarmente importante che nel dibattito europeo emerga con forza anche la dimensione sociale della trasformazione digitale, affinché innovazione e sviluppo tecnologico si traducano in opportunità concrete per lavoratori, professionisti, imprese e comunità locali”.

Diritto al compenso per lavoro straordinario per il quadro in caso di orario di lavoro con carico eccessivo.

La pronuncia n. 16305/2026 della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al caso di un lavoratore inquadrato come quadro e con mansioni di Direttore di Ipermercato che svolgeva un orario di lavoro pari a circa 260 ore mensili in quanto si occupava infatti della gestione commerciale, aveva pieni poteri nella gestione del personale oltre a ruoli tecnici come la responsabilità HACCP e ruoli strategici all’interno del CdA.

La datrice di lavoro osservava che il lavoratore, in quanto quadro con funzioni direttive, fosse escluso dai limiti di orario e non avesse diritto ad alcun compenso per le ore di lavoro eccedenti.

L’art 17, comma 5, del d.lgs. n. 66/2003 precisa che le disposizioni sull’orario non trovano applicazione ai lavoratori la cui durata dell’orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata e, in particolare, quando si tratta, di personale direttivo delle aziende o di altre persone aventi potere di decisione autonomo.

Tuttavia, l’esclusione del personale direttivo dai limiti legali dell’orario non è assoluta, ma trova un limite invalicabile nel precetto costituzionale di tutela della salute (art. 32 Cost.) e della dignità del lavoratore (art. 36 Cost.).

Si è formata una costante giurisprudenza di legittimità secondo cui il diritto al compenso per lavoro straordinario va comunque riconosciuto ai dipendenti con funzioni direttive in due casi: a) quando la contrattazione collettiva contempli un diverso orario normale di lavoro per il personale con detta qualifica, e tale orario venga in concreto superato; b) se la durata della prestazione valichi comunque il limite di ragionevolezza, escluso ogni riferimento all’orario contrattualmente previsto per altre categorie di lavoratori.

Dunque, i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione, per la sua durata, superi il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante, allorquando l’attività lavorativa sorpassi un limite di ragionevolezza da un punto di vista di impegno quantitativo e possa compromettere la salute del lavoratore.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

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