Si è aperto oggi a Sofia il seminario Connecting EU: il ruolo chiave della società civile. Il commento di CIU Unionquadri (organizzazione presente al CESE e al CNEL)

È iniziato questa mattina, presso l’Università di Sofia ‘St. Kliment Ohridski’, il seminario “Connecting EU 2026”, l’appuntamento organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE). L’edizione di quest’anno, intitolata “In defence of European values: The power of civil society”, si concentra sulla capacità dell’Europa di difendere i propri valori fondamentali in una fase globale di profondo mutamento.
La due giorni di lavori, apertasi da poche ore con la cerimonia inaugurale e i primi saluti istituzionali, riunisce rappresentanti delle istituzioni dell’UE, giornalisti, ricercatori e membri delle organizzazioni partner. I lavori si mantengono per ora su un livello introduttivo, ma le direttrici del dibattito sono già tracciate: le sfide poste dalla ridefinizione delle priorità economiche dell’Unione, l’urgenza di bilanciare competitività, diritti sociali e sostenibilità, e la necessità di ripristinare la fiducia democratica messa a dura prova da narrative populiste e disinformazione. Un focus specifico sarà dedicato anche al ruolo dell’intelligenza artificiale e all’impatto della tecnologia sullo spazio informativo.
A margine delle prime sessioni di apertura, il commento del Prof. Maurizio Mensi, membro del CESE in rappresentanza di CIU Unionquadri (organizzazione presente anche al CNEL), che ha inquadrato l’importanza strategica dell’evento:
“L’avvio dei lavori di oggi ci ricorda quanto sia cruciale il coinvolgimento attivo delle alte professionalità e di tutta la società civile organizzata nei processi decisionali europei. In un momento in cui l’Unione è chiamata a ripensare la propria bussola economica e a difendersi dalle ingerenze esterne, il contributo di chi opera quotidianamente sul campo è indispensabile. Dobbiamo garantire che la ricerca di una maggiore competitività e autonomia strategica non vada a scapito del nostro modello sociale e della tenuta democratica. Proprio in quest’ottica, diventa centrale il concetto condiviso di un ‘nazionalismo civico europeo’: un’appartenenza che non si basa sull’esclusione, ma sulla ferma adesione ai nostri principi democratici, ai diritti civili e allo stato di diritto. La società civile non è un semplice osservatore, ma il motore di questa identità comune e il vero baluardo per la difesa dei valori fondanti della nostra Europa.”
Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni dell’ing. Fabio Pompei, giornalista invitato per conto della medesima organizzazione, che ha posto l’accento sulla sinergia tra informazione e competenze tecniche:
“In un’epoca segnata da rapide trasformazioni e da continue insidie nello spazio informativo, la presenza attiva della stampa a eventi di questa portata è essenziale per dare voce e sostanza ai valori europei. Non possiamo difendere lo stato di diritto e la nostra identità civica se non riusciamo a comunicarli con chiarezza e trasparenza ai cittadini. Al contempo, per trasformare lo spirito europeo in azioni concrete, è fondamentale riconoscere il ruolo strategico dei manager e delle alte professionalità. Sono proprio le figure dirigenziali, con la loro competenza tecnica e visione organizzativa, a dover guidare la complessa transizione economica e digitale dell’Unione. Il vero europeismo oggi si costruisce unendo una comunicazione responsabile a una classe dirigente capace di coniugare innovazione, competitività e tenuta sociale.”



