Illegittima la pubblicazione sul sito web della delibera di licenziamento di un lavoratore.
Il provvedimento n. 113 del 26 febbraio 2026 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali [10232869] esamina la questione relativa alla pubblicazione nella sezione amministrazione trasparente di una Fondazione della delibera avente ad oggetto il licenziamento per giusta causa di un dirigente. Inizialmente, la delibera conteneva dunque i dati personali del dirigente che, solo successivamente, venivano oscurati.
A seguito del reclamo presentato dal dirigente, la fondazione precisava di essere un organismo di diritto pubblico ed in quanto tale soggetto agli obblighi di trasparenza e pubblicità dei propri atti; inoltre, poiché il dirigente rivestiva una posizione particolarmente strategica nell’ambito della struttura organizzativa, sussisteva l’esigenza di rendere noto all’utenza il fatto che il lavoratore non fosse più in servizio presso la fondazione.
Ad avviso dell’Autorità Garante, la presenza di uno specifico regime di pubblicità non può comportare alcun automatismo rispetto alla diffusione online dei dati e informazioni personali, né una deroga ai principi in materia di protezione dei dati personali. Pertanto, il titolare del trattamento deve sempre verificare, sulla base di una valutazione responsabile e attenta, quali dati e informazioni pubblicare in applicazione della normativa di settore che regola modi, tempi e forme di pubblicità.
Al riguardo si osserva che non sussiste alcuna specifica disposizione che obblighi la Fondazione a pubblicare la determinazione del licenziamento disciplinare di un dipendente.
Pertanto, stante la mancata previsione dell’obbligo di pubblicazione di tale tipologia di dati, non trova applicazione al caso di specie il regime di conoscibilità stabilito dalla normativa sulla trasparenza.
Tutto ciò premesso, deriva che la pubblicazione della delibera sul sito web della Fondazione per tutto il periodo in cui è stata pubblicata con il nominativo del lavoratore in chiaro ha determinato un trattamento di dati personali non previsto da alcuna disposizione normativa, considerata, inoltre, la particolare delicatezza delle informazioni relative a un provvedimento di licenziamento trattandosi di informazioni che incidono sulla dignità professionale del lavoratore.
Deve pertanto concludersi che la pubblicazione della predetta delibera comprensiva dei dati personali del reclamante ha determinato a una “diffusione” di dati personali in assenza di un idoneo presupposto normativo e in maniera non conforme ai principi di “liceità, correttezza e trasparenza” e “minimizzazione”, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e c) e 6, par.1 lett. c) ed e) del Regolamento e 2-ter del Codice.
Le circostanze del caso concreto inducono a qualificare l’accaduto come “violazione minore” e dunque la sanzione determinata dall’Autorità Garante risulta essere esclusivamente un’ammonizione alla Fondazione.
Avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
CESE: CIU-Unionquadri in prima linea nel dibattito europeo sulle neurotecnologie.
CESE: CIU-Unionquadri in prima linea nel dibattito europeo sulle neurotecnologie, ambito destinato a incidere su salute, lavoro, diritti fondamentali e stili di vita.
Il 13 aprile 2026, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles, si è svolta la conferenza “A European Strategy for Neurotechnology”, dedicata al lancio del White Paper del Centre for Future Generations su una strategia europea per le neurotecnologie. In apertura dei lavori, il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU-Unionquadri al CESE, ha rivolto il saluto istituzionale e ha tenuto l’intervento introduttivo a nome del CESE, sottolineando la necessità di inserire stabilmente le neurotecnologie nell’agenda politica e strategica dell’Unione.
Le neurotecnologie stanno passando dalla ricerca alla pratica clinica e alle applicazioni consumer, con impatti sulla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in ambito neurologico e di salute mentale, ma anche su ambienti di lavoro e piattaforme digitali. Non si tratta più di un settore di nicchia, bensì di un livello strategico dell’ecosistema europeo dell’innovazione e dell’industria, in un contesto di forte competizione globale con Stati Uniti e Cina.
La conferenza ha evidenziato l’urgenza di una strategia europea che allinei politiche industriali, ricerca, finanziamenti e quadro regolatorio, con un approccio che unisca competitività, tutela dei diritti, certezza del diritto e governance inclusiva. Le neurotecnologie pongono infatti questioni delicate relative ai dati cerebrali, alla privacy mentale, alle applicazioni in ambito lavorativo e alla distinzione tra dispositivi medici e prodotti “wellness”, da cui dipenderà la capacità dell’Europa di proteggere le persone da sorveglianza, manipolazione e disuguaglianze, garantendo al contempo un ecosistema favorevole all’innovazione responsabile.
Per CIU-Unionquadri, questi temi sono strettamente legati alla qualità del lavoro e della vita dei Quadri e dei professionisti: benessere psico‑fisico, organizzazione del lavoro, uso di tecnologie neurotecnologiche in azienda, nuove competenze richieste dalla trasformazione digitale. In questo quadro, il CESE – “casa” della società civile organizzata – può diventare il luogo privilegiato per piattaforme multi‑stakeholder che includano lavoratori, imprese, pazienti, consumatori, esperti di etica e regolatori lungo tutto il ciclo di vita delle neurotecnologie. Attraverso la propria presenza al CESE e al CNEL e la partecipazione a iniziative come questa conferenza, CIU-Unionquadri porta nel dibattito europeo la prospettiva dei Quadri e dei Professionisti, chiedendo che le neurotecnologie siano integrate nell’agenda politica dell’UE accanto alla strategia per le scienze della vita, all’AI Act, allo Spazio europeo dei dati sanitari e alle iniziative sulla transizione digitale, promuovendo un modello in cui eccellenza scientifica, innovazione industriale, diritti fondamentali ed etica avanzino insieme.
Come rileva Gabriella Ancora, presidente di CIU-Unionquadri: “In un momento in cui le neurotecnologie promettono di trasformare la medicina, il lavoro e il nostro rapporto con gli ambienti digitali, CIU-Unionquadri considera decisivo che l’Europa scelga la via dell’innovazione responsabile. Vogliamo contribuire a una strategia europea che valorizzi la ricerca e l’industria, ma che al tempo stesso protegga la dignità della persona, la privacy mentale, la sicurezza sul lavoro e la qualità della vita. I Quadri e i Professionisti che rappresentiamo sono chiamati a guidare questo cambiamento: per questo CIU-Unionquadri continuerà a essere presente nei luoghi in cui si disegnano le politiche europee, portando una voce competente, autonoma e orientata al benessere delle generazioni presenti e future.”
Notizie CESE: L’approccio di Unionquadri alla promozione del benessere e degli stili di vita in Italia.
In un tempo di invecchiamento demografico e malattie croniche, il benessere è diventato centrale nell’agenda sociale e istituzionale europea. La Confederazione Italiana dei Professionisti Accademici (Unionquadri(UIC) ne ha fatto una priorità strategica, collegando la qualità della vita dei cittadini alla produttività, alla coesione sociale e alla sostenibilità. Il suo approccio combina impegno istituzionale, consapevolezza culturale e progetti concreti che portano la prevenzione nella pratica quotidiana.
Una visione olistica del benessere
Unionquadri promuove un’ampia nozione di benessere che va oltre la salute e la sicurezza sul lavoro, integrando la salute fisica, l’equilibrio mentale, l’inclusione sociale e la qualità ambientale. Promuovere stili di vita sani, dall’alimentazione e dall’attività fisica alla prevenzione, contribuisce a ridurre le malattie croniche e la pressione sui sistemi sanitari pubblici,, rafforzando nel contempo il capitale umano e la competitività in un mercato del lavoro in evoluzione.
Stili di vita, prevenzione e diagnosi precoce
All’interno del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ()e in linea con le priorità dell’UE, l’UIC Unionquadri sostiene iniziative in materia di educazione sanitaria, prevenzione e diagnosi precoce. I progetti comprendono programmi di screening, strategie di vaccinazione, prevenzione del cancro e strumenti diagnostici innovativi e accessibili. Stili di vita più sani riducono l’assenteismo, riducono i costi sanitari e rafforzano la partecipazione alla vita professionale e sociale.
Sport, alimentazione e scelte quotidiane
Un punto chiave è il legame tra sport, nutrizione e benessere. In collaborazione con CNEL, CIU Unionquadri promuove abitudini sane tra i giovani per promuovere una società del futuro resiliente. Formazione, eventi pubblici e campagne di sensibilizzazione incoraggiano diete equilibrate, esercizio fisico regolare e uso responsabile della tecnologia, mostrando come le scelte quotidiane, sostenute da politiche pubbliche e sul posto di lavoro coerenti, possano prolungare l’aspettativa di vita sana.
Dalla cultura della salute ai diritti
Il benessere si estende anche ai diritti dei cittadini e alla non discriminazione ‑L’UIC Unionquadri ha svolto un ruolo attivo nel sostenere il “dirittoall’oblio’ per i sopravvissuti al cancro”, un’iniziativa che ora è diventata legge, garantendo che le malattie passate non limitino più l’accesso al credito, all’occupazione o all’assicurazione. L’integrazione di una cultura della salute nel diritto del lavoro e nella contrattazione collettiva rende la prevenzione e il benessere pilastri strutturali del dialogo sociale.
Alleanze per il futuro
UIC Unionquadri promuove alleanze tra istituzioni, ricerca, imprese e società civile per trasformare la conoscenza in politiche efficaci. Investendo oggi in stili di vita sani, contribuisce a plasmare un modello di sviluppo più resiliente, inclusivo e sostenibile in linea con i valori sociali europei.

Membro del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE
AL CNEL CONVEGNO SULLA FUNZIONE DEL CTU IN AMBITO SANITARIO.
Riva: “Figura fondamentale per ridurre le problematiche della giustizia”
Si è tenuto oggi a Villa Lubin il convegno “La funzione del CTU nel panorama attuale della responsabilità sanitaria” promosso da CIU Unionquadri (Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali) in collaborazione con SIASG (Sindacato Italiano Ausiliari sanitari della giustizia).
Al centro del dibattito il ruolo del Consulente Tecnico d’Ufficio, figura chiave nel panorama della responsabilità sanitaria per la sua funzione di conciliazione tra le parti e di valutazione tecnica per determinare l’eventuale risarcimento del danno.
Ha aperto i lavori il consigliere CNEL e responsabile nazionale del dipartimento sanità CIU Unionquadri, Francesco Riva.
“Come CIU Unionquadri abbiamo organizzato questo convegno perché riteniamo che quella del CTU sia una figura fondamentale, che può contribuire a ridurre le problematiche della giustizia, favorire un giusto processo e tempi più adeguati e offrire un supporto concreto al giudice attraverso consulenze nell’interesse del cittadino”.
Tra i temi del convegno anche “l’intelligenza artificiale e i rischi che possono derivare dal delegare completamente a una macchina, soprattutto in ambito sanitario. L’intelligenza artificiale rappresenta certamente una facilitazione in alcuni contesti, come nel campo dell’anatomia patologica o della biologia, ma nella chirurgia può rappresentare un rischio rilevante. Il responsabile della salute resta sempre il medico, colui che prende le decisioni”, ha aggiunto Riva.
“Unire il mondo della giustizia — giudici e magistrati — con quello medico è molto importante, perché spesso si verificano incomprensioni e contrasti”, ha così concluso.
L’incontro, suddiviso in due sessioni, ha permesso di analizzare la funzione del CTU all’interno del quadro normativo e giurisprudenziale vigente in materia di responsabilità medica.




















