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Pubblico Impiego. Entra in vigore il DDL Merito.

In data 19 luglio 2026, è entrato in vigore il testo di legge proposto dal Ministro Zangrillo definito DDL Merito in quanto apportando sensibili modifiche al DLGS 150/2009 ed al Testo Unico sul Pubblico impiego DLGS 165/2001 , introduce dei nuovi criteri selettivi in tema di premialità, carriera e dirigenza.

La valutazione della performance

In materia, si vuole in primo luogo porre fine ai cosiddetti “giudizi fotocopia”. Sono così introdotti dei nuovi criteri di valutazione.

Sono stabiliti per le amministrazioni criteri precisi, verificabili e misurabili e quindi niente più valutazioni generiche, ricercando così un effettivo collegamento con le effettive prestazioni individuali.

Sono così introdotti tra i valutatori anche dei soggetti esterni.

Inoltre, la legge per evitare il fenomeno del cosiddetto dello “appiattimento delle valutazioni” in base al quale la quasi totalità del personale otteneva punteggi molto elevati.

La nuova legge impone un limite del 30% per le valutazioni massime che riguarda i dipendenti appartenenti alla stessa categoria o qualifica.

Principi economici sempre più collegati ai risultati.

E’ aumentato il peso della quota retributiva legata alla performance nell’ambito del trattamento economico dei dipendenti.

Nuovi percorsi per accedere alla dirigenza

Significative innovazioni riguardano l’accesso alla dirigenza di seconda fascia. Il nuovo modello prevede tre diversi canali di ingresso:

  • una quota pari al 50% è assegnata attraverso il tradizionale corso – concorso della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione
  • il 30% delle posizioni è assegnato ai dipendenti con almeno 5 anni di permanenza nell’Area dei Funzionari oppure due anni nell’Area delle Elevate Qualificazioni
  • il restante 20% delle posizioni sarà invece ricoperto tramite i concorsi banditi direttamente dalle pubblich amministrazioni.

Anche per quanto riguarda invece la dirigenza di prima fascia, la nuova legge vuole favorire la carriera interna per i meritevoli, destinando la metà delle posizioni libere ai passaggi interni.

La commissione indipendente

Le procedure di selezione vengono affidate ad una commissione indipendente composta da sette componenti.

Essa è composta da quattro dirigenti generali della stessa amministrazione, due esperti di valutazione del personale di amministrazioni differenti o dal settore privato oltre ad un presidente che deve essere un direttore generale proveniente da altra amministrazione.

Partecipa inoltre alla commissione, ma senza diritto di voto il dirigente sovraordinato.

Presso il Dipartimento della Funzione Pubblica è inoltre istituito uno specifico Albo degli esperti nella valutazione del personale cui posso accedere tanto professionisti pubblici che privati.

La procedura di valutazione

Il percorso di selezione appare articolato in più momenti idonei a verificare l’attitudine del candidato.

Analisi delle competenze

Tramite un colloquio, viene presa in considerazione in questa fase la situazione professionale del candidato come la performance individuale, i comportamenti organizzativi, la leadership.

Nella seconda fase, la selezione sarà affidata ad una prova scritta e ad un colloquio orale per verificare la preparazione professionale.

Gli incarichi a termine come forma di verifica

I nuovi dirigenti, superata la prova, otterranno un incarico della durata massima di tre anni eventualmente rinnovabile per una seconda volta.

Trascorsi così quattro anni dal primo conferimento dell’incarico, avrà luogo una nuova fase di verifica – osservazione che, se positiva, darà luogo alla nomina dirigenziale.

Fabio Petracci – Vice Presidente CIU Unionquadri

Nuove indicazioni INPS per il riconoscimento della prestazione di malattia.

Con la Circolare n. 92 del 04/09/2026 l’INPS fornisce nuove indicazioni sulla data di inizio della prognosi riportata nel certificato di malattia, ai fini del riconoscimento della prestazione previdenziale.

La novità riguarda il riconoscimento anche del giorno immediatamente precedente a quello del rilascio del certificato medico purché il medico curante valorizzi nel medesimo i seguenti campi:

  • “Dichiara di essere ammalato dal…”, con l’indicazione del giorno immediatamente precedente alla visita;
  • Visita domiciliare.

Il criterio adottato deriva dalla necessità di non penalizzare il lavoratore nei casi in cui la visita medica non venga effettuata nel giorno della chiamata al medico curante.

Occorre, infatti, tenere conto della facoltà per i Medici di Medicina Generale di effettuare la visita medica domiciliare richiesta dal paziente entro le ore 12.00 del giorno immediatamente successivo e solo ove ritenuto strettamente necessario.

Inoltre, va considerato l’attuale contesto sociosanitario italiano, che comporta l’esigenza di addivenire ad un’interpretazione evolutiva della disposizione in merito al computo del primo giorno di malattia, al fine di garantire che la tutela previdenziale del lavoratore rimanga effettiva ed equa, anche in relazione alle ipotesi in cui, per motivi organizzativi o assistenziali, il medico curante sia nell’impossibilità di recarsi entro il giorno successivo al domicilio del lavoratore o di riceverlo presso il proprio studio, anche a causa della prassi ormai in uso di programmare l’accesso presso gli ambulatori per evitare sovraffollamenti nelle sale di attesa a tutela dei pazienti.

Dunque, su concorde parere del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, al fine di tutelare i lavoratori in malattia e garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, viene comunicato che a decorrere dalla data di pubblicazione della Circolare, la tutela previdenziale della malattia è riconosciuta per il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato medico anche nel caso di visita ambulatoriale, purché tale giorno non sia festivo infrasettimanale e non cada di sabato o di domenica, in quanto in tali casi è garantita la continuità assistenziale.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

Commissione Nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori – Legge 76/2025

Proseguono i lavoro presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) della Commissione, di cui CIU Unionquadri fa parte.

Ieri audizione informale sulle esperienze presentate da alcune aziende, che hanno arricchito il dibattito in tema di Relazione Industriale nel quadro Socio-Economico attuale.

Il Presidente Prof. Brunetta ha introdotto il dibattito ribadendo il ruolo centrale del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) nel favorire l’incontro tra le Parti Sociali e nel definire e favorire la individuazione della buona contrattazione.

Sport e nutrizione, il Cnel approva il ddl sugli stili di vita sani

Attività di educazione alimentare e campagne informative.Istituito Osservatorio Permanente

L’Assemblea del Cnel ha dato il via libera al disegno di legge delega al Governo per la promozione di stili di vita sani, attivi e responsabili. Un intervento normativo cruciale che si inserisce perfettamente nel dibattito scientifico del XXII Congresso Nazionale della SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione), apertosi a Roma con il titolo “Alimentazione nel Nuovo Millennio: Specchio della Società”.       Il provvedimento approvato, si legge in una nota del Cnel, propone un modello coordinato basato su stimoli, cultura e formazione, prevedendo il sostegno all’attività sportiva, l’educazione alimentare permanente e campagne informative nelle scuole e nei luoghi di lavoro. La norma istituisce inoltre un Comitato interistituzionale, un Osservatorio permanente presso il Cnel e la “Giornata nazionale per gli stili di vita sani, attivi e responsabili” (fissata al 28 novembre in memoria di Umberto Veronesi).       “Quella degli stili di vita – ha affermato il presidente del Cnel, Renato Brunetta – è una partita vitale che possiamo vincere solo coinvolgendo tutte le espressioni della società civile e i corpi intermedi. Più benessere significa più crescita e più produttività per l’intero Sistema Paese”.Il disegno di legge, che punta al pieno e attivo coinvolgimento di forze sociali, categorie professionali, università ed enti di ricerca, traccia una linea comune con la comunità medico-scientifica della Sisa, riaffermando la centralità delle scienze dell’alimentazione e della prevenzione medica nel XXI secolo”.       “Le misure – ha spiegato il consigliere del Cnel, Francesco Riva – sono rivolte all’intera popolazione. La prevenzione è la chiave di volta per garantire una buona salute, ridurre i rischi e contrastare il decadimento fisico. Questo vuol dire migliorare la vita dei cittadini, giovani e anziani, e al tempo stesso contribuire alla sostenibilità del welfare.

Notizie CESE: La salute mentale sul lavoro deve essere presa con la stessa serietà della sicurezza fisica.

Nel 2025, il 29% dei lavoratori in tutta l’UE ha dichiarato di aver sperimentato stress, depressione o ansia causati o aggravati dal proprio lavoro, con differenze significative tra i paesi dell’UE.

Ora, la European Parliament chiede una nuova legislazione UE sui rischi psicosociali sul lavoro, inclusi regolari ricerche di rischio, misure contro carichi di lavoro eccessivi, molestie e bullismo, e garanzie sulla gestione algoritmica.

Queste proposte riecheggiano le nostre raccomandazioni già avanzate:
🧠 le politiche di sicurezza e salute sul lavoro dovrebbero proteggere il benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori;
🧠 Dovremmo coprire tutti i lavoratori indipendentemente dallo status lavorativo e garantire che le valutazioni dei rischi sul posto di lavoro includano i rischi psicosociali insieme ai rischi fisici.

La nostra decisione: link.europa.eu/BPTcVW

🔍 Fonte: European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA), OSH Pulse 2025

Reintegra per il lavoratore licenziato in assenza di previa contestazione disciplinare

Con la pronuncia n. 24378/2026 la Suprema Corte di Cassazione si è occupata del caso del licenziamento intimato ad un lavoratore in pacifica assenza di forma scritta della contestazione disciplinare.

Sul punto, va precisato che la reintegrazione attenuta prevista dall’art. 18, comma 4, legge n. 300/1970 è prevista in caso di “insussistenza del fatto contestato”.

Detta fattispecie non può che ricomprendere anche l’ipotesi di inesistenza della contestazione in considerazione del rinvio operato dal comma 6 dell’art. 18 cit. ai precedenti commi 4, 5 e7 nel caso in cui emerga, su domanda del lavoratore, l’ingiustificatezza del licenziamento (ossia l’inesistenza di un giustificato motivo soggettivo od oggettivo).

Tale ragionamento deve considerarsi confermato peraltro alla luce di una ricostruzione sistematica di tutto il meccanismo sanzionatorio dell’art. 18 della legge n. 300/1970, al fine di evitare la conseguenza che sia punita con sanzione ridotta la totale assenza di esplicitazione della condotta inadempiente che ha portato al recesso.

La predetta ricostruzione risulterebbe infatti incoerente con l’impianto normativo di una gradualità delle sanzioni rispetto alla valutazione del “fatto contestato”.

Si richiama in merito anche la recente pronuncia n. 14150/2026, che distingue il regime sanzionatorio a seconda che ricorra una omissione totale della contestazione disciplinare ovvero una contestazione generica.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

Patrocinio della CIU Unionquadri al Master: Social Engineering Intelligence (SEI) specialist.

Amazon lascia Malpensa, Flai: «Forte tensione. Serve un incontro urgente»

MALPENSA – Flai prende carta e penna e scrive a Enac per «esprimere preoccupazione e comunicarvi la forte tensione della forza lavoro sullo scalo di Milano Malpensa a seguito della decisione comunicata da Amazon di trasferire le attività cargo attualmente sullo scalo di Brescia Montichiari».

Incontro urgente

I tavoli degli ultimi giorni a Roma e sul territorio non hanno finora portato a un risultato ritenuto soddisfacente dai rappresentanti dei lavoratori. Per questo motivo il segretario del sindacato autonomo, Andrea Orlando, chiede un incontro urgente per «promuovere e condividere adeguate soluzioni per dirimere l’annosa vicenda a tutela dei lavoratori e a garanzia del rispetto delle norme di legge e del contratto in vigore, comprese le regole di gestione delle attività subappaltate a fornitori terzi».

Gli esuberi a Malpensa

Sono circa 180 gli esuberi – di cui circa la metà sono donne – provocati dal trasferimento sullo scalo bresciano del colosso dell’e-commerce. Si tratta di lavoratori di Mle-Bcube, azienda che gestisce per conto di Amazon Air i servizi di terra di handling, molti dei quali con un contratto a tempo determinato che, naturalmente, alla naturale scadenza rischia di non essere più rinnovato. Considerato che l’addio di Amazon Air da Malpensa viene ormai dato per certo, senza possibilità di ripensamento, i sindacati si sono mobilitati chiedendo la riprotezione delle persone coinvolte.

2 borse di studio intitolate alla memoria del Prof. Marco Biagi, a supporto delle attività del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.