News

Sicurezza: a Roma tavola rotonda su tutela dei Vigili del Fuoco e sicurezza negli impianti sportivi.

La tutela della salute e della sicurezza di chi opera in prima linea per la protezione della collettività sarà al centro della tavola rotonda “Salute e Sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, in programma il 17 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 13.00 presso lAuditorium del Palazzo delle Federazioni, in Viale Tiziano 74 a Roma.

L’iniziativa è promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del FuocoONA – Osservatorio Nazionale Amianto Comitato Nazionale Italiano Fair Play, con l’obiettivo di approfondire i rischi professionali legati alle attività operative dei Vigili del Fuoco e il tema della sicurezza negli impianti sportivi.

A moderare i lavori sarà il giornalista Massimo Maria Amorosini, mentre i saluti istituzionali saranno affidati alla presidente nazionale di CIU Unionquadri, Gabriella Ancora e al presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair PlayRuggero Alcanterini

Tra i relatori figurano Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, la senatrice Cinzia PellegrinoMarco Piergallini, segretario generale CONAPO, Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Gaetano Settimo, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, Francesco Riva, consigliere del CNEL, Lamberto Cignitti, Vice Presidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, Daniele Laureti, Presidente GESIS e Resp. Impiantistica Sportiva e Culturale Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Gen. Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Scientifico di ONA.

Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al Ministero dellInterno con delega ai Vigili del Fuoco, On. Emanuele Prisco

Nel corso dell’evento è prevista anche la testimonianza di un familiare di un Vigile del Fuoco deceduto per malattia professionale, per richiamare l’attenzione sulle difficoltà legate al riconoscimento delle patologie correlate al servizio.

L’incontro intende favorire un confronto tra istituzioni, esperti e operatori sul campo per rafforzare le politiche di tutela della salute e della sicurezza per le professioni esposte a rischi elevati.

28.02.2026: Presentazione della ricerca CESMAL: L’innovazione digitale nel lavoro: cambiamenti ed opportunità nell’occupazione femminile.

La CIU Unionquadri – membro del CNEL e del CESE di Bruxelles alla presentazione della ricerca CESMAL: L’innovazione digitale nel lavoro: cambiamenti ed opportunità nell’occupazione femminile.

La Presidente Gabriella Ancora è intervenuta al tavolo dei relatori.

Schema di Decreto Legislativo attuativo della direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale.

Iniziativa volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva.

Il nostro Paese dovrà, entro il 7 giugno 2026, adeguarsi a quanto previsto dalla direttiva europea.

Scarica lo schema di Decreto Legislativo completo

CIU Unionquadri al Senato della Repubblica – ATTO MEDICO E MEDICINA RIABILITATIVA.

CIU Unionquadri ha organizzato la giornata sulle competenze della professione del medico fisiatra presso il Senato della Repubblica – Sala stampa “Caduti di Nassirya” alla presenza del Presidente CIU Unionquadri Gabriella Ancora, del Vicepresidente e consigliere CNEL Francesco Riva, del Senatore Ignazio Zullo e del Senatore Giovanni Satta, che si faranno portatori delle istanze della categoria.

A Cortina dopo le Olimpiadi un centro di formazione per medici dello sport

Salute: in preparazione al Cnel il ddl sugli stili di vita e per un nuovo polo sanitario dedicato agli atleti. La sinergia Galeno-Gvm-LongLife.

A Cortina un centro nazionale per innovare la medicina dello sport come lascito dei Giochi. Per il dopo-Olimpiadi, su iniziativa del Cnel, si gettano le basi per un centro sanitario di formazione dedicato agli atleti. Il mercato globale della medicina sportiva è in costante crescita, con proiezioni che indicano un raggiungimento di 10,05 miliardi di dollari entro il 2032, spinto dall’aumento della partecipazione atletica e dai tassi crescenti di infortuni I miglioramenti e le innovazioni nella sanità e nella medicina sportiva come testimonianza e lascito dei Giochi Olimpici. La medicina dello sport, regolamentata in Italia dal ministero della Salute e dalle norme FMSI, è la branca medica che tutela la salute dell’atleta attraverso la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie legate all’attività fisica. Si è svolto in occasione delle Olimpiadi di Cortina 2026 a Cortina D’Ampezzo un meeting scientifico organizzato da Cassa Galeno assieme ai vertici di Gvm Care & Research e LongLife Formula Spa. L’iniziativa ha visto la presenza di Francesco Riva Responsabile CIU del Dipartimento Sanità – responsabile delle relazioni esterne di Galeno e consigliere Cnel. Ettore Sansavini, presidente di Gvm Group. Lucia Magnani amministratore di LongLife. Il tema trattato è stato il riconoscimento dell’importanza della corretta attività fisica come principale modello di prevenzione di varie patologie.

Oblio oncologico, la svolta nel 2026: «Così un milione di guariti torna a costruire il proprio futuro». Intervista a Francesco Riva – Vicepresidente CIU Unionquadri.

Dal gennaio 2026 il diritto all’oblio oncologico entrerà pienamente a regime. Le persone dichiarate guarite da un tumore non saranno più obbligate a dichiarare la malattia pregressa in caso di mutui, assicurazioni, adozioni o percorsi lavorativi. Una norma attesa da anni, destinata a incidere sulla vita di circa un milione di italiani. Ma la fine delle discriminazioni, avverte chi ha promosso la legge, non sarà automatica: serviranno informazione, controlli e soprattutto un cambiamento culturale.

Il disegno di legge è stato presentato dal professor Francesco Riva, medico e consigliere del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro, oggi Presidente delegato della Giunta del Regolamento del CNEL e membro del Consiglio di Presidenza dell’organo consultivo.

Riva ha diretto per oltre vent’anni l’Unità operativa complessa di Chirurgia odontostomatologica del Policlinico Umberto I Eastman di Roma. Dal 2019 guida il Dipartimento Sanità della CIU-Unionquadri, che rappresenta quadri, ricercatori ed elevate professionalità, e dal 2020 siede al CNEL in rappresentanza della Confederazione ed è componente del Comitato consultivo ANVUR e del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute.

Il tema ha un peso rilevante anche nel Lazio: secondo i dati della Fondazione AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), nella regione si registrano ogni anno oltre 32 mila nuovi casi di tumore e più di 46 mila ricoveri ospedalieri legati a patologie oncologiche.

Abbiamo intervistato il professor Riva per capire cosa cambia concretamente dal 2026 e quali sono i prossimi passaggi.

Dal 2026 si può dire che per i guariti è finita l’era delle discriminazioni?

Dopo l’approvazione della legge ci sono state alcune difficoltà legate ai decreti attuativi, ma ora lo strumento è pienamente operativo. È fondamentale far conoscere questa possibilità a tutti i pazienti dichiarati guariti secondo i criteri scientifici: per alcune patologie dopo 10 anni dalla fine delle terapie, per altre dopo 5 anni se la diagnosi è arrivata prima dei 21 anni.

Parallelamente bisogna fare una grande attività di informazione nei settori coinvolti: banche, assicurazioni, mondo del lavoro. Dovrebbero essere loro stessi a comunicare che certi impedimenti non sono più attivi. Lo stesso vale a livello sindacale, imprenditoriale e datoriale.

C’è ancora un problema di conoscenza della norma?

Sì, molte persone non sono a conoscenza di questo diritto. Anche il mondo dell’informazione deve farsi carico di diffondere queste notizie. È stata una legge presente in Parlamento per anni: quando mi è stato chiesto di portarla avanti ho seguito un percorso istituzionale con audizioni e confronti, poi il disegno di legge è stato approvato all’unanimità sia alla Camera sia al Senato.

Adesso però bisogna farla vivere nella pratica quotidiana.

Se una banca o un’assicurazione continuasse a chiedere informazioni su una malattia oncologica pregressa?

Non può farlo, andrebbe contro la legge. Sarebbe utile organizzare momenti di confronto per chiarire cosa prevede la norma. A volte i formulari restano invariati e continuano a chiedere se una persona abbia avuto malattie.

Se il cittadino è stato dichiarato guarito secondo i criteri previsti, non deve dichiararlo. Naturalmente resta la responsabilità individuale nel fornire informazioni corrette, ma è evidente che serve una comunicazione più capillare, anche attraverso le associazioni dei pazienti e le società scientifiche.

I termini sono 10 anni dalla fine delle terapie e 5 anni per chi si è ammalato prima dei 21 anni. Potranno essere modificati in futuro?

I tempi sono definiti dalla comunità scientifica. Ci sono tumori che, anche dopo 10 anni, possono presentare recidive o metastasi. Non si tratta quindi di un limite politico, ma medico-scientifico. È una responsabilità stabilire quando una persona può essere considerata effettivamente guarita.

Ci sono anche aspetti delicati, come nel caso delle adozioni, dove si è voluto tutelare il minore da possibili ulteriori traumi.

Quante persone potranno beneficiare dell’oblio oncologico?

A livello nazionale, parliamo di circa un milione di persone dichiarate guarite.

Ed è proprio questo il punto che ho portato anche al CNEL: stiamo parlando di persone che rientrano pienamente nel mondo produttivo. Possono riprendere l’attività lavorativa, avere una progressione di carriera, accendere un mutuo. E accendere un mutuo significa mobilitare un intero indotto economico. Sono persone che per anni sono rimaste ai margini, almeno sotto il profilo delle opportunità.

Qual è il prossimo passo?

Il prossimo passo è culturale. C’è ancora paura nel dire di aver avuto un tumore. Dobbiamo far sentire queste persone pienamente vive, parte della società. Anche perché nel campo oncologico la fiducia è fondamentale: può sembrare retorico, ma l’ottimismo e la fiducia sono parte integrante del percorso di cura.

GRADUATORIE GPS 2026/28.