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Comunicato CESE: Competitività sotto pressione.

La Plenaria del CESE a Bruxelles con António Costa, Presidente del Consiglio Europeo.

Il dibattito si è concentrato sulla competitività e sul ruolo dell’UE nell’attuale contesto geopolitico. Argomento importante, ovviamente ma anche molto pratico.

La competitività non riguarda solo strategie, mercati e politica industriale. Si tratta anche di sapere se l’Europa riesce a continuare a funzionare quando i sistemi sono sotto pressione.

Il Presidente Costa ha sottolineato il ruolo cruciale del CESE nell’avvicinare il progetto europeo ai cittadini. Ha inoltre parlato dei giovani, del futuro dell’Europa e di sfide concrete come l’edilizia abitativa accessibile.

Ai margini della plenaria, i membri della Categoria delle Professioni Liberali hanno inoltre discusso della 10ª Giornata Europea delle Professioni Liberali presso il Comitato Economico e Sociale Europeo. Si terrà il 29 settembre 2026. L’Europa non diventerà più resiliente solo con le strategie. Ha bisogno di responsabilità professionale, competenze affidabili e capacità di agire.

Segna già il 29 settembre nel tuo calendario: Giornata Europea delle Professioni Liberali a Bruxelles.

Illegittima la pubblicazione sul sito web della delibera di licenziamento di un lavoratore.

Il provvedimento n. 113 del 26 febbraio 2026 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali [10232869] esamina la questione relativa alla pubblicazione nella sezione amministrazione trasparente di una Fondazione della delibera avente ad oggetto il licenziamento per giusta causa di un dirigente. Inizialmente, la delibera conteneva dunque i dati personali del dirigente che, solo successivamente, venivano oscurati.

A seguito del reclamo presentato dal dirigente, la fondazione precisava di essere un organismo di diritto pubblico ed in quanto tale soggetto agli obblighi di trasparenza e pubblicità dei propri atti; inoltre, poiché il dirigente rivestiva una posizione particolarmente strategica nell’ambito della struttura organizzativa, sussisteva l’esigenza di rendere noto all’utenza il fatto che il lavoratore non fosse più in servizio presso la fondazione.

Ad avviso dell’Autorità Garante, la presenza di uno specifico regime di pubblicità non può comportare alcun automatismo rispetto alla diffusione online dei dati e informazioni personali, né una deroga ai principi in materia di protezione dei dati personali. Pertanto, il titolare del trattamento deve sempre verificare, sulla base di una valutazione responsabile e attenta, quali dati e informazioni pubblicare in applicazione della normativa di settore che regola modi, tempi e forme di pubblicità.

Al riguardo si osserva che non sussiste alcuna specifica disposizione che obblighi la Fondazione a pubblicare la determinazione del licenziamento disciplinare di un dipendente.

Pertanto, stante la mancata previsione dell’obbligo di pubblicazione di tale tipologia di dati, non trova applicazione al caso di specie il regime di conoscibilità stabilito dalla normativa sulla trasparenza.

Tutto ciò premesso, deriva che la pubblicazione della delibera sul sito web della Fondazione per tutto il periodo in cui è stata pubblicata con il nominativo del lavoratore in chiaro ha determinato un trattamento di dati personali non previsto da alcuna disposizione normativa, considerata, inoltre, la particolare delicatezza delle informazioni relative a un provvedimento di licenziamento trattandosi di informazioni che incidono sulla dignità professionale del lavoratore.

Deve pertanto concludersi che la pubblicazione della predetta delibera comprensiva dei dati personali del reclamante ha determinato a una “diffusione” di dati personali in assenza di un idoneo presupposto normativo e in maniera non conforme ai principi di “liceità, correttezza e trasparenza” e “minimizzazione”, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e c) e 6, par.1 lett. c) ed e) del Regolamento e 2-ter del Codice.

Le circostanze del caso concreto inducono a qualificare l’accaduto come “violazione minore” e dunque la sanzione determinata dall’Autorità Garante risulta essere esclusivamente un’ammonizione alla Fondazione.

Avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

CESE: CIU-Unionquadri in prima linea nel dibattito europeo sulle neurotecnologie.

CESE: CIU-Unionquadri in prima linea nel dibattito europeo sulle neurotecnologie, ambito destinato a incidere su salute, lavoro, diritti fondamentali e stili di vita.

Il 13 aprile 2026, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles, si è svolta la conferenza “A European Strategy for Neurotechnology”, dedicata al lancio del White Paper del Centre for Future Generations su una strategia europea per le neurotecnologie. In apertura dei lavori, il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU-Unionquadri al CESE, ha rivolto il saluto istituzionale e ha tenuto l’intervento introduttivo a nome del CESE, sottolineando la necessità di inserire stabilmente le neurotecnologie nell’agenda politica e strategica dell’Unione.

Le neurotecnologie stanno passando dalla ricerca alla pratica clinica e alle applicazioni consumer, con impatti sulla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in ambito neurologico e di salute mentale, ma anche su ambienti di lavoro e piattaforme digitali. Non si tratta più di un settore di nicchia, bensì di un livello strategico dell’ecosistema europeo dell’innovazione e dell’industria, in un contesto di forte competizione globale con Stati Uniti e Cina.

La conferenza ha evidenziato l’urgenza di una strategia europea che allinei politiche industriali, ricerca, finanziamenti e quadro regolatorio, con un approccio che unisca competitività, tutela dei diritti, certezza del diritto e governance inclusiva. Le neurotecnologie pongono infatti questioni delicate relative ai dati cerebrali, alla privacy mentale, alle applicazioni in ambito lavorativo e alla distinzione tra dispositivi medici e prodotti “wellness”, da cui dipenderà la capacità dell’Europa di proteggere le persone da sorveglianza, manipolazione e disuguaglianze, garantendo al contempo un ecosistema favorevole all’innovazione responsabile.

Per CIU-Unionquadri, questi temi sono strettamente legati alla qualità del lavoro e della vita dei Quadri e dei professionisti: benessere psico‑fisico, organizzazione del lavoro, uso di tecnologie neurotecnologiche in azienda, nuove competenze richieste dalla trasformazione digitale. In questo quadro, il CESE – “casa” della società civile organizzata – può diventare il luogo privilegiato per piattaforme multi‑stakeholder che includano lavoratori, imprese, pazienti, consumatori, esperti di etica e regolatori lungo tutto il ciclo di vita delle neurotecnologie. Attraverso la propria presenza al CESE e al CNEL e la partecipazione a iniziative come questa conferenza, CIU-Unionquadri porta nel dibattito europeo la prospettiva dei Quadri e dei Professionisti, chiedendo che le neurotecnologie siano integrate nell’agenda politica dell’UE accanto alla strategia per le scienze della vita, all’AI Act, allo Spazio europeo dei dati sanitari e alle iniziative sulla transizione digitale, promuovendo un modello in cui eccellenza scientifica, innovazione industriale, diritti fondamentali ed etica avanzino insieme.

Come rileva Gabriella Ancora, presidente di CIU-Unionquadri: “In un momento in cui le neurotecnologie promettono di trasformare la medicina, il lavoro e il nostro rapporto con gli ambienti digitali, CIU-Unionquadri considera decisivo che l’Europa scelga la via dell’innovazione responsabile. Vogliamo contribuire a una strategia europea che valorizzi la ricerca e l’industria, ma che al tempo stesso protegga la dignità della persona, la privacy mentale, la sicurezza sul lavoro e la qualità della vita. I Quadri e i Professionisti che rappresentiamo sono chiamati a guidare questo cambiamento: per questo CIU-Unionquadri continuerà a essere presente nei luoghi in cui si disegnano le politiche europee, portando una voce competente, autonoma e orientata al benessere delle generazioni presenti e future.

D.M. n. 247 del 10 dicembre 2025, aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GAE) per il personale docente ed educativo per gli anni scolastici 2026/27e 2027/28.