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Digital Networks Act: approvato in Plenaria CESE il parere del relatore Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri

La Plenaria del Comitato economico e sociale europeo ha approvato il 17 giugno, il parere sul Digital Networks Act (DNA), di cui il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri al CESE, è relatore. Si tratta di un passaggio di rilievo nel percorso europeo di riforma della connettività, perché il DNA punta a definire un quadro normativo più moderno, armonizzato e favorevole agli investimenti per le reti digitali dell’Unione.

Nel parere emerge con chiarezza che il Digital Networks Act non può essere considerato soltanto una misura tecnica per il settore delle telecomunicazioni, ma una riforma strategica destinata a incidere sulla competitività europea, sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla coesione territoriale e sulla qualità dell’accesso ai servizi digitali da parte di cittadini e imprese. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione del mercato delle comunicazioni elettroniche, creando condizioni più semplici e prevedibili per gli operatori e favorendo così un autentico mercato unico della connettività.

Tra i punti più rilevanti evidenziati nel parere vi è il legame tra semplificazione regolatoria e capacità di investimento. Un quadro più coerente a livello europeo, con meno duplicazioni e maggiore certezza giuridica, può infatti accelerare lo sviluppo di reti fisse e mobili ad altissima capacità, indispensabili per sostenere innovazione, intelligenza artificiale, cloud, servizi satellitari e trasformazione industriale: in questa prospettiva, il DNA viene letto come uno strumento che può rafforzare non soltanto il settore delle telecomunicazioni, ma l’intero sistema economico europeo, con effetti positivi su produttività, competitività e attrattività degli investimenti.

Il parere approvato dal CESE attribuisce inoltre un ruolo centrale alla sicurezza e alla resilienza delle reti. In un contesto caratterizzato da crescenti minacce cyber, tensioni geopolitiche e rischi di dipendenze strategiche, il DNA è considerato un tassello importante per rafforzare l’autonomia europea nelle infrastrutture digitali critiche e per garantire continuità e affidabilità dei servizi essenziali. Si sottolinea, in particolare, la necessità di un approccio basato sul rischio e proporzionato, capace di coniugare tutele efficaci con la riduzione degli oneri inutili per gli operatori.

Un altro profilo qualificante riguarda la dimensione sociale ed economica della riforma. Il CESE evidenzia che le reti digitali sono ormai infrastrutture abilitanti per il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’accesso ai servizi pubblici e la partecipazione democratica, soprattutto nelle aree rurali, periferiche o meno servite. Per questo il DNA assume anche un valore di coesione, nella misura in cui può contribuire a ridurre il divario digitale e a far sì che i benefici della transizione tecnologica raggiungano in modo più equo cittadini, lavoratori, professionisti e PMI in tutti i territori dell’Unione.

Il parere insiste anche sulla qualità della governance, considerata decisiva per il buon funzionamento dell’intera architettura del DNA. Regole efficaci, infatti, richiedono un coordinamento chiaro tra livello europeo e nazionale, una distribuzione trasparente delle competenze e un coinvolgimento strutturato della società civile organizzata e delle parti sociali. È anche in questa chiave che assume particolare rilievo il contributo di CIU‑Unionquadri, impegnata a valorizzare il ruolo delle alte professionalità nei processi di modernizzazione digitale e nella definizione di politiche europee capaci di coniugare innovazione, diritti e sviluppo.

Come sottolineato dalla dott.ssa Gabriella Ancora, presidente CIU‑Unionquadri, “L’approvazione in Plenaria CESE del parere sul Digital Networks Act, con il prof. Maurizio Mensi Relatore in rappresentanza di CIU‑Unionquadri, costituisce un risultato di grande importanza. Il testo approvato riconosce che la connettività è oggi una leva essenziale per la competitività dell’Europa, per la sicurezza delle sue infrastrutture e per la coesione economica e sociale dei territori. Come CIU‑Unionquadri valutiamo molto positivamente l’impostazione del parere, che richiama la necessità di un vero mercato unico delle reti digitali, di investimenti stabili e di una governance trasparente e partecipata. È particolarmente importante che nel dibattito europeo emerga con forza anche la dimensione sociale della trasformazione digitale, affinché innovazione e sviluppo tecnologico si traducano in opportunità concrete per lavoratori, professionisti, imprese e comunità locali”.

Diritto al compenso per lavoro straordinario per il quadro in caso di orario di lavoro con carico eccessivo.

La pronuncia n. 16305/2026 della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al caso di un lavoratore inquadrato come quadro e con mansioni di Direttore di Ipermercato che svolgeva un orario di lavoro pari a circa 260 ore mensili in quanto si occupava infatti della gestione commerciale, aveva pieni poteri nella gestione del personale oltre a ruoli tecnici come la responsabilità HACCP e ruoli strategici all’interno del CdA.

La datrice di lavoro osservava che il lavoratore, in quanto quadro con funzioni direttive, fosse escluso dai limiti di orario e non avesse diritto ad alcun compenso per le ore di lavoro eccedenti.

L’art 17, comma 5, del d.lgs. n. 66/2003 precisa che le disposizioni sull’orario non trovano applicazione ai lavoratori la cui durata dell’orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata e, in particolare, quando si tratta, di personale direttivo delle aziende o di altre persone aventi potere di decisione autonomo.

Tuttavia, l’esclusione del personale direttivo dai limiti legali dell’orario non è assoluta, ma trova un limite invalicabile nel precetto costituzionale di tutela della salute (art. 32 Cost.) e della dignità del lavoratore (art. 36 Cost.).

Si è formata una costante giurisprudenza di legittimità secondo cui il diritto al compenso per lavoro straordinario va comunque riconosciuto ai dipendenti con funzioni direttive in due casi: a) quando la contrattazione collettiva contempli un diverso orario normale di lavoro per il personale con detta qualifica, e tale orario venga in concreto superato; b) se la durata della prestazione valichi comunque il limite di ragionevolezza, escluso ogni riferimento all’orario contrattualmente previsto per altre categorie di lavoratori.

Dunque, i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione, per la sua durata, superi il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante, allorquando l’attività lavorativa sorpassi un limite di ragionevolezza da un punto di vista di impegno quantitativo e possa compromettere la salute del lavoratore.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

Avviso di selezione per 6 tirocini per neolaureati presso il CNEL.

Per ulteriori informazioni, si invita a consultare l’avviso allegato o la pagina dedicata della Fondazione CRUI:

Salone d’Onore del CONI – 18.06.2026 Parità Salariale – Lavoro Sportivo – Contrattazione

CIU Unionquadri: proseguono le attività del “Gruppo di Lavoro Coach IA – Permanent Think Tank”. Il Middle Management e le Professioni Intellettuali al centro della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale

Roma, 15 giugno 2026 – Si è tenuto oggi il secondo incontro del “Gruppo di Lavoro Coach IA – Permanent Think Tank”, l’iniziativa strategica promossa da CIU Unionquadri (Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali, storicamente presente al CNEL e al CESE di Bruxelles) per affrontare e governare le sfide poste dalla trasformazione digitale.

Il tavolo di lavoro permanente conferma la sua natura di vero e proprio “cantiere aperto” e di osservatorio privilegiato. L’obiettivo primario resta quello di accompagnare le Alte Professionalità in un percorso di aggiornamento continuo, affinché l’Intelligenza Artificiale venga compresa e gestita non come una minaccia, ma come un potente strumento di supporto alle decisioni umane.

All’incontro odierno, animato da un dibattito proficuo e di alto livello, hanno preso parte esponenti di spicco del mondo accademico, professionale e istituzionale: Francesca Toppetti, Fabrizio Borelli, il Prof. Gianpiero Gamaleri, la Presidente Nazionale CIU Unionquadri Gabriella Ancora, insieme a Fabio Pompei, Antonio Votino, Maurizio Mensi, Beniamino Romano, Tiziano Ippoliti e il Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura CIU Unionquadri Marco Ancora.

I lavori sono stati aperti da Marco Ancora, Coordinatore del gruppo il quale ha tracciato un bilancio positivo del meticoloso lavoro di analisi portato avanti dal gruppo nel corso dell’ultimo mese. Un’attività che non si è mai interrotta, alimentata da un continuo e proficuo scambio di idee e documentazione attraverso una “data room virtuale”, una piattaforma di collaborazione digitale che ha garantito la continuità operativa del Think Tank. Nel corso del suo intervento, Marco Ancora ha inoltre illustrato l’inquadramento tecnologico a livello internazionale, ricordando le diverse tipologie di Intelligenza Artificiale oggi esistenti per focalizzare al meglio le strategie di intervento.

La centralità delle figure direttive è stata ribadita con forza dalla Presidente Nazionale, Gabriella Ancora, che ha sottolineato come il Middle Management stia assumendo un ruolo sempre più dirimente nell’attuale panorama socio-economico. A testimonianza del prestigio istituzionale della Confederazione, la Presidente ha ricordato l’importante invito ricevuto dalla CIU Unionquadri al Quirinale lo scorso 2 giugno, in veste di parte sociale. L’evento è stato caratterizzato da testimonianze e filmati che nel momento della rievocazione degli anni ‘80 hanno ricordato la storica “Marcia dei 40.000” a Torino: un evento spartiacque che ha sancito la nascita e il riconoscimento dell’identità dei Quadri aziendali, e che rappresenta ancora oggi uno dei più grandi motivi di orgoglio per l’organizzazione.

Antonio Votino ha proposto l’istituzione di un corso di alta formazione incentrato sul “Diritto dell’Intelligenza Artificiale”, rivolto espressamente agli associati CIU Unionquadri. L’iniziativa, che mira a strutturarsi su quattro incontri da affiancare alla collana editoriale presentata nella prima riunione, persegue un duplice obiettivo: garantire un solido percorso di crescita professionale e aggiornamento normativo per gli iscritti, e fungere da volano strategico per  far conoscere le attività dell’organizzazione L’obiettivo principale è offrire un quadro chiaro dei modelli di IA generativa oggi disponibili, illustrando i criteri di scelta più adatti a vari contesti in termini di costi, privacy e accessibilità.

Il Prof. Gianpiero Gamaleri, in rappresentanza anche di Maurizio Gianotti, ha inquadrato la portata epocale del fenomeno, paragonando l’attuale trasformazione globale innescata dall’Intelligenza Artificiale alla rivoluzione generata dall’invenzione della Bibbia di Gutenberg. Richiamando anche i recenti messaggi del Santo Padre e le riflessioni dell’Enciclica che pongono l’IA al centro del dibattito etico, il Professore ne ha evidenziato le straordinarie potenzialità ma anche i profondi rischi. In questo scenario, ha ribadito come la figura del “Coach IA” diventi un presidio umano irrinunciabile per mantenere vivo il senso critico.

Ad arricchire il dibattito è intervenuto Fabrizio Borelli, noto regista, format designer e direttore della fotografia, che ha introdotto i lavori di Tiziano Ippoliti, professionista e ricercatore esperto di Intelligenza Artificiale e Blockchain. Nel suo lucido inquadramento geopolitico, Ippoliti ha avvertito che l’Europa deve urgentemente evolvere dal mero ruolo di legislatore e regolatore a quello di vero e proprio protagonista dello sviluppo tecnologico, per non soccombere in un mercato attualmente dominato dalle superpotenze di Stati Uniti e Cina.

Francesca Toppetti ha lanciato la proposta di un’attività di moral suasion volta a riaffermare il primato della coscienza umana. L’estrema facilità e la semplicità di accesso agli strumenti di IA, ha ammonito, non devono tradursi in un appiattimento cognitivo. Toppetti ha auspicato una “controffensiva culturale europea”, fondata sul coraggio di pensare fuori dal coro, di non lasciarsi ingabbiare dall’eccesso di burocrazia normativa e di riscoprire il valore profondo dello studio, a partire dall’importanza cruciale della lettura integrale dei libri. L’Europa deve tracciare la propria rotta identitaria, rimettendo saldamente al centro l’etica e l’intelletto.

A confermare il respiro internazionale del Think Tank, Maurizio Mensi, Rappresentante di CIU Unionquadri al CESE di Bruxelles, ha illustrato i temi rilevanti che sono oggetto del suo impegno in sede europea, evidenziando che le riflessioni e le proposte elaborate all’interno di questo gruppo di lavoro potranno fornire un contributo di particolare pregio ai tavoli comunitari.

Fabio Pompei ha delineato una proposta operativa mirata alla realizzazione di un volume strutturato, a carattere divulgativo, che analizzi in profondità le dinamiche di trasformazione del mondo del lavoro (ma non soltanto) a seguito dell’introduzione dell’IA, coniugando il rigore dell’analisi tecnica con le necessarie ricadute socio-economiche. A questo progetto editoriale ha suggerito di affiancare una serie di eventi divulgativi e istituzionali in Italia e in Europa, concepiti per diffondere le best practices e condividere capillarmente l’esperienza innovativa del “Coach IA”.

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Validità del licenziamento comunicato via e-mail

La Suprema Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 13731/2026 dell’11 maggio si è occupata del caso di un lavoratore a cui il licenziamento veniva comunicato al suo indirizzo di posta elettronica ordinaria; la comunicazione era inviata dall’indirizzo PEC della società datrice di lavoro.

L’art. 79 CCNL Legno e Arredamento applicabile al rapporto, prevede che tutte le sanzioni devono essere comunicate al lavoratore tramite raccomandata a.r., raccomandata a mano o posta elettronica certificata.

Tuttavia, il CCNL nulla prevede nel caso in cui il licenziamento redatto in forma scritta sia comunicato in modo diverso da quelli previsti.

La Corte ha ritenuto che ogni questione sul mezzo di comunicazione del licenziamento, in mancanza di espresse previsioni del CCNL, giammai avrebbe potuto avere incidenza sulla validità del licenziamento, disciplinata unicamente dall’art. 2 della legge n. 604/1966, che prevede la necessaria forma scritta, nella specie rispettata.

In ogni caso, quando il mezzo di comunicazione scelto dal datore di lavoro ha raggiunto il suo scopo, non sussisterebbe alcuna conseguenza e comunque il CCNL prevede che la sanzione sia comunicata a mezzo PEC e tanto è avvenuto, poiché la società ha utilizzato la sua PEC, sia pure indirizzando l’atto ad una mail ordinaria del lavoratore ed è pacifico che quest’ultimo abbia ricevuto l’atto, avendolo impugnato nei termini e tempi di legge.

Pertanto, l’art. 79 CCNL non prevede una “forma convenzionale”, rilevante ai sensi dell’art. 1352 c.c. e attinente alla fase della formazione, della redazione e dell’estrinsecazione dell’atto negoziale (nella specie il licenziamento), ma si limita a stabilire gli oneri incombenti sul datore di lavoro nella fase successiva della comunicazione: poiché il licenziamento (come ogni sanzione disciplinare) è un negozio giuridico unilaterale e recettizio, con quella clausola le parti sociali hanno regolato le modalità con cui portare tale negozio a conoscenza del lavoratore.

In ogni caso, conclude la Cassazione, a prescindere dal raggiungimento dello scopo, la modalità con cui avviene la comunicazione del recesso datoriale, in mancanza di espressa previsione del CCNL, non può mai incidere sulla validità del licenziamento inteso quale negozio giuridico unilaterale formato per iscritto.

avv. Alberto Tarlao

Segretario Regionale CIU Unionquadri

Friuli-Venezia Giulia

L’intelligenza artificiale non sostituisce le competenze umane: CIU Unionquadri alla presentazione della nuova collana di Armando Editore.

Si è tenuto lunedì 8 giugno il webinar di lancio di “La Cassetta degli Attrezzi”, la nuova collana di Armando Editore e (diretta da Giampiero Gamaleri e Maurizio Gianotti) nata per offrire a giovani, famiglie e insegnanti strumenti critici per orientarsi nell’era dell’AI.

CIU-Unionquadri ha partecipato attivamente al dibattito con l’intervento di Marco Ancora, Responsabile del Dipartimento Cultura, che ha analizzato l’impatto della digitalizzazione sul mercato del lavoro, evidenziando il rischio di un’omologazione globale dei consumi e della cultura causata dagli algoritmi. La vera risposta a questa sfida risiede nella formazione continua (long-life learning).

La posizione di CIU-Unionquadri resta ferma: l’evoluzione tecnologica è un’opportunità, ma la persona, le competenze e la qualità umana devono rimanere al centro dei processi produttivi. Un obiettivo che vede il middle management e i professionisti in prima linea.