La legge di conversione n. 112/2026 del d.l. n. 62/2026 (“decreto primo maggio”) introduce un pacchetto organico di misure in quattro aree: incentivi all’occupazione, salario giusto e contrattazione collettiva, contrasto al caporalato digitale, ulteriori disposizioni in materia lavoristica e previdenziale.
Incentivi all’occupazione
Il Capo I prevede diversi esoneri contributivi per favorire assunzioni e stabilizzazioni. In particolare:
il Bonus donne 2026 riconosce ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate un esonero del 100% dei contributi previdenziali, fino a 650 euro mensili per 24 mesi, elevabile a 800 euro per lavoratrici residenti nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno;
il Bonus giovani 2026 prevede un analogo esonero per assunzioni stabili di personale non dirigenziale under 35 in particolari condizioni di svantaggio, fino a 500 euro mensili, elevabili a 650 euro nelle aree ZES;
il Bonus ZES 2026 è destinato ai datori privati fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato nelle regioni del Mezzogiorno, con esonero fino a 650 euro mensili;
l’incentivo alla stabilizzazione favorisce la trasformazione di rapporti a termine, di durata non superiore a dodici mesi, in rapporti a tempo indeterminato per giovani under 35 mai occupati stabilmente, con esonero contributivo fino a 500 euro mensili ;
Tutte queste misure sono subordinate a condizioni comuni: incremento occupazionale netto, assenza di licenziamenti economici o collettivi nei sei mesi precedenti, revoca in caso di licenziamento nei sei mesi successivi, non cumulabilità con altri esoneri contributivi e monitoraggio INPS entro limiti di spesa.
Il medesimo capo contiene inoltre:
il nuovo limite massimo di 12 mesi complessivi per i tirocini extracurriculari per ciascun gruppo di imprese;
misure per la conciliazione famiglia-lavoro, con esonero contributivo fino all’1% e nel limite di 50.000 euro annui per aziende in possesso delle certificazioni previste dal d.lgs. 184/2025;
l’introduzione del tutor per la sostenibilità economica a supporto di lavoratori fragili o in transizione occupazionale;
una tutela sulla graduatoria del collocamento mirato per persone con disabilità assunte con apprendistato o a termine.
2.Salario giusto e contrattazione collettiva
Il Capo II afferma espressamente che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento di determinazione del “salario giusto” ai sensi dell’art. 36 Cost..
La disciplina:
assume come parametro il trattamento economico complessivo dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
stabilisce che i contratti diversi non possano prevedere trattamenti economici complessivi inferiori rispetto a quel parametro;
estende un criterio analogo anche ai settori non coperti da contrattazione collettiva;
precisa che il trattamento economico complessivo comprende voci fisse e continuative, mensilità aggiuntive, indennità fisse, welfare contrattuale e altri istituti aventi valore economico, con esclusione delle componenti discrezionali e variabili;
Di rilievo anche il collegamento tra retribuzione e agevolazioni: l’accesso ai benefici del decreto è consentito solo se il trattamento economico individuale corrisposto non è inferiore al trattamento economico complessivo così determinato.
La conversione rafforza inoltre:
la trasparenza sulle offerte di lavoro pubblicate nel SIISL, che devono indicare CCNL applicato e retribuzione collegata a qualifica e livello;
il deposito dei contratti di prossimità presso Ministero del lavoro e CNEL, con specifiche garanzie per le intese peggiorative nelle imprese fino a 15 dipendenti;
il monitoraggio retributivo affidato a CNEL, INPS, ISTAT, INL e altri soggetti pubblici;
il Rapporto nazionale sulle retribuzioni e l’archivio amministrativo dei contratti aziendali e territoriali presso il CNEL;
meccanismi per favorire i rinnovi contrattuali, inclusa un’anticipazione forfetaria dopo nove mesi di mancato rinnovo, agganciata all’IPCA-NEI nella misura del 50%;
nuovi obblighi informativi sul codice alfanumerico unico del CCNL nelle comunicazioni al lavoratore e nei flussi amministrativi.
3. Contrasto al caporalato digitale
Il Capo III interviene sui rapporti di lavoro intermediati da piattaforme digitali, richiamando i lavoratori del capo V-bis del d.lgs. 81/2015.
Le principali novità sono:
la qualificazione sostanziale del rapporto, basata sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione e non sulla forma attribuita dalle parti;
una presunzione di subordinazione quando emergano elementi di direzione e controllo, anche tramite sistemi automatizzati o algoritmici;
nuovi obblighi di registrazione e conservazione dei dati da parte delle piattaforme (accessi, assegnazioni, rifiuti, tempi e corrispettivi) per almeno cinque anni;
obblighi di trasparenza algoritmica verso i lavoratori su assegnazione delle attività, compensi, valutazioni e sospensione o chiusura dell’account, con diritto al riesame umano delle decisioni automatizzate.
Per i rider e gli altri lavoratori di piattaforma sono poi introdotte tutele specifiche:
accesso alla piattaforma tramite SPID/CIE/CNS oppure account collegato a un singolo codice fiscale con autenticazione forte;
divieto di cessione dell’account e sanzioni amministrative;
divieto per la piattaforma di rilasciare più di un account per codice fiscale o di assegnare prestazioni temporalmente incompatibili;
obbligo, dal 1° luglio 2026, di redazione e consegna del libro unico del lavoro, con annotazione anche del numero di consegne e dell’importo totale erogato;
previsione di una formazione base obbligatoria tramite SIISL.
4.Ulteriori disposizioni urgenti
Il decreto contiene anche misure ulteriori, tra cui:
disciplina transitoria sul versamento al fondo di tesoreria TFR per il 2026;
modifiche in materia di forme pensionistiche complementari, sia quanto alla durata degli organi sia quanto alle prestazioni;
introduzione sperimentale del distacco per finalità di salvaguardia occupazionale e continuità produttiva, anche in deroga al requisito dell’interesse del distaccante, purché vi sia accordo sindacale;
norme sulla continuità occupazionale dei lavoratori somministrati;
contributo statale alla Federazione nazionale Maestri del lavoro;
misure per garantire la continuità dei servizi sanitari e sociosanitari, con interventi sulle qualifiche professionali conseguite all’estero.
5.Sintesi conclusiva
Nel complesso, la legge di conversione conferma e amplia l’impianto del decreto, perseguendo tre obiettivi centrali:
sostenere l’occupazione stabile tramite incentivi contributivi mirati;
rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva quale parametro del trattamento economico adeguato;
contrastare le forme opache di intermediazione lavorativa digitale, con maggiore trasparenza, controlli e tutele.
Il provvedimento si caratterizza quindi per un’impostazione unitaria: gli incentivi economici sono subordinati al rispetto del salario giusto, mentre il controllo pubblico viene potenziato sia sul versante retributivo sia su quello della corretta qualificazione dei rapporti di lavoro.
Andrea Musti
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/07/images.jpg209256zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-07-02 11:04:302026-07-02 11:04:30Le novità introdotte dalla Legge di conversione n. 112/2026 del c.d. “Decreto primo maggio” (Decreto legge 62/2026)
CIU-Unionquadri conferma il proprio ruolo da protagonista nel dialogo tra Unione europea e Turchia sulla trasformazione digitale, grazie al contributo del proprio rappresentante al CESE, il prof. Maurizio Mensi, in occasione del 43° incontro del Comitato consultivo congiunto UE–Turchia svoltosi ad Ankara il 25 e 26 giugno.
Nel corso della sessione dedicata a innovazione, tecnologie e digitale, il prof. Mensi è intervenuto in qualità di relatore del rapporto sulla trasformazione digitale nelle relazioni UE–Turchia, documento posto alla base del confronto tra le delegazioni europea e turca. Il rapporto indica che questo è un momento particolarmente favorevole per passare da un dialogo politico generale a partnership operative, fondate su infrastrutture digitali affidabili, protezione dei dati, cybersecurity, governance dell’intelligenza artificiale e sviluppo delle competenze.
Il testo richiama la necessità di utilizzare l’acquis digitale europeo come una “cassetta degli attrezzi” flessibile, da adattare al contesto turco, promuovendo al tempo stesso una convergenza regolatoria graduale, standard condivisi, progetti congiunti e misure specifiche a sostegno di PMI e start-up, considerate motori essenziali dell’innovazione e della competitività.
Un’attenzione particolare è dedicata alla dimensione sociale della transizione digitale: competenze, formazione STEM, occupazione giovanile, partecipazione delle donne e ruolo della società civile sono indicati come elementi chiave per trasformare la cooperazione UE–Turchia in opportunità concrete, crescita inclusiva e nuova occupazione di qualità.
“La cooperazione tra Unione europea e Turchia sui temi del digitale rappresenta una sfida strategica per l’economia, la società e la democrazia”, dichiara la Presidente di CIU-Unionquadri, Dott.ssa Gabriella Ancora. “che conferma la capacità di CIU-Unionquadri, presente nel CNEL in Italia, di partecipare con autorevolezza nei principali consessi europei e internazionali, portando una visione in cui innovazione, inclusione e buona governance procedono insieme.”
Con la partecipazione ai lavori del Comitato consultivo congiunto UE–Turchia, CIU-Unionquadri ribadisce il proprio impegno per una cooperazione internazionale concreta e orientata ai risultati, capace di trasformare la convergenza politica in iniziative operative nei campi del digitale, dell’innovazione e della crescita inclusiva.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/1782565676821.jpg12392048zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-30 14:57:512026-06-30 14:57:52CIU-Unionquadri protagonista nel dialogo UE–Turchia sulla trasformazione digitale
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/Immissioni-in-ruolo-docenti-2026_001.png842595zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-26 14:43:042026-06-26 14:43:04IMMISSIONI IN RUOLO DOCENTI 2026/27
La CIU Unionquadri nel Comitato del Sottocomitato Mezzogiorno, istituito nell’ambito del Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell’attuazione dei programmi della politica di coesione 2021- 2027.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-24-at-15.02.28-Copia.jpeg13011888zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-24 15:11:142026-06-24 15:11:14CIU Unionquadri al Sottocomitato Mezzogiorno
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-24-09-27-37-Copia-1.jpg6201002zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-24 10:25:002026-06-25 15:31:24La Gazzetta del Mezzogiorno - "Sicurezza e ambiente" - oggi Minervino capitale delle imprese sostenibili
La Plenaria del Comitato economico e sociale europeo ha approvato il 17 giugno, il parere sul Digital Networks Act (DNA), di cui il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri al CESE, è relatore. Si tratta di un passaggio di rilievo nel percorso europeo di riforma della connettività, perché il DNA punta a definire un quadro normativo più moderno, armonizzato e favorevole agli investimenti per le reti digitali dell’Unione.
Nel parere emerge con chiarezza che il Digital Networks Act non può essere considerato soltanto una misura tecnica per il settore delle telecomunicazioni, ma una riforma strategica destinata a incidere sulla competitività europea, sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla coesione territoriale e sulla qualità dell’accesso ai servizi digitali da parte di cittadini e imprese. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione del mercato delle comunicazioni elettroniche, creando condizioni più semplici e prevedibili per gli operatori e favorendo così un autentico mercato unico della connettività.
Tra i punti più rilevanti evidenziati nel parere vi è il legame tra semplificazione regolatoria e capacità di investimento. Un quadro più coerente a livello europeo, con meno duplicazioni e maggiore certezza giuridica, può infatti accelerare lo sviluppo di reti fisse e mobili ad altissima capacità, indispensabili per sostenere innovazione, intelligenza artificiale, cloud, servizi satellitari e trasformazione industriale: in questa prospettiva, il DNA viene letto come uno strumento che può rafforzare non soltanto il settore delle telecomunicazioni, ma l’intero sistema economico europeo, con effetti positivi su produttività, competitività e attrattività degli investimenti.
Il parere approvato dal CESE attribuisce inoltre un ruolo centrale alla sicurezza e alla resilienza delle reti. In un contesto caratterizzato da crescenti minacce cyber, tensioni geopolitiche e rischi di dipendenze strategiche, il DNA è considerato un tassello importante per rafforzare l’autonomia europea nelle infrastrutture digitali critiche e per garantire continuità e affidabilità dei servizi essenziali. Si sottolinea, in particolare, la necessità di un approccio basato sul rischio e proporzionato, capace di coniugare tutele efficaci con la riduzione degli oneri inutili per gli operatori.
Un altro profilo qualificante riguarda la dimensione sociale ed economica della riforma. Il CESE evidenzia che le reti digitali sono ormai infrastrutture abilitanti per il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’accesso ai servizi pubblici e la partecipazione democratica, soprattutto nelle aree rurali, periferiche o meno servite. Per questo il DNA assume anche un valore di coesione, nella misura in cui può contribuire a ridurre il divario digitale e a far sì che i benefici della transizione tecnologica raggiungano in modo più equo cittadini, lavoratori, professionisti e PMI in tutti i territori dell’Unione.
Il parere insiste anche sulla qualità della governance, considerata decisiva per il buon funzionamento dell’intera architettura del DNA. Regole efficaci, infatti, richiedono un coordinamento chiaro tra livello europeo e nazionale, una distribuzione trasparente delle competenze e un coinvolgimento strutturato della società civile organizzata e delle parti sociali. È anche in questa chiave che assume particolare rilievo il contributo di CIU‑Unionquadri, impegnata a valorizzare il ruolo delle alte professionalità nei processi di modernizzazione digitale e nella definizione di politiche europee capaci di coniugare innovazione, diritti e sviluppo.
Come sottolineato dalla dott.ssa Gabriella Ancora, presidente CIU‑Unionquadri, “L’approvazione in Plenaria CESE del parere sul Digital Networks Act, con il prof. Maurizio Mensi Relatore in rappresentanza di CIU‑Unionquadri, costituisce un risultato di grande importanza. Il testo approvato riconosce che la connettività è oggi una leva essenziale per la competitività dell’Europa, per la sicurezza delle sue infrastrutture e per la coesione economica e sociale dei territori. Come CIU‑Unionquadri valutiamo molto positivamente l’impostazione del parere, che richiama la necessità di un vero mercato unico delle reti digitali, di investimenti stabili e di una governance trasparente e partecipata. È particolarmente importante che nel dibattito europeo emerga con forza anche la dimensione sociale della trasformazione digitale, affinché innovazione e sviluppo tecnologico si traducano in opportunità concrete per lavoratori, professionisti, imprese e comunità locali”.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/03/1774691029851-e1781874803152.jpg9011245zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-19 15:13:332026-06-19 15:13:33Digital Networks Act: approvato in Plenaria CESE il parere del relatore Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri
La pronuncia n. 16305/2026 della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al caso di un lavoratore inquadrato come quadro e con mansioni di Direttore di Ipermercato che svolgeva un orario di lavoro pari a circa 260 ore mensili in quanto si occupava infatti della gestione commerciale, aveva pieni poteri nella gestione del personale oltre a ruoli tecnici come la responsabilità HACCP e ruoli strategici all’interno del CdA.
La datrice di lavoro osservava che il lavoratore, in quanto quadro con funzioni direttive, fosse escluso dai limiti di orario e non avesse diritto ad alcun compenso per le ore di lavoro eccedenti.
L’art 17, comma 5, del d.lgs. n. 66/2003 precisa che le disposizioni sull’orario non trovano applicazione ai lavoratori la cui durata dell’orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata e, in particolare, quando si tratta, di personale direttivo delle aziende o di altre persone aventi potere di decisione autonomo.
Tuttavia, l’esclusione del personale direttivo dai limiti legali dell’orario non è assoluta, ma trova un limite invalicabile nel precetto costituzionale di tutela della salute (art. 32 Cost.) e della dignità del lavoratore (art. 36 Cost.).
Si è formata una costante giurisprudenza di legittimità secondo cui il diritto al compenso per lavoro straordinario va comunque riconosciuto ai dipendenti con funzioni direttive in due casi: a) quando la contrattazione collettiva contempli un diverso orario normale di lavoro per il personale con detta qualifica, e tale orario venga in concreto superato; b) se la durata della prestazione valichi comunque il limite di ragionevolezza, escluso ogni riferimento all’orario contrattualmente previsto per altre categorie di lavoratori.
Dunque, i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione, per la sua durata, superi il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante, allorquando l’attività lavorativa sorpassi un limite di ragionevolezza da un punto di vista di impegno quantitativo e possa compromettere la salute del lavoratore.
avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/0000.jpeg17092560zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-19 14:52:562026-06-19 14:52:56Diritto al compenso per lavoro straordinario per il quadro in caso di orario di lavoro con carico eccessivo.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-12.18.04-1.jpeg15362048zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2026-06-19 12:29:292026-06-19 12:29:29Giornata al CONI Sul Lavoro: Parità Salariale – Lavoro Sportivo – Contrattazione
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Le novità introdotte dalla Legge di conversione n. 112/2026 del c.d. “Decreto primo maggio” (Decreto legge 62/2026)
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaLa legge di conversione n. 112/2026 del d.l. n. 62/2026 (“decreto primo maggio”) introduce un pacchetto organico di misure in quattro aree: incentivi all’occupazione, salario giusto e contrattazione collettiva, contrasto al caporalato digitale, ulteriori disposizioni in materia lavoristica e previdenziale.
Il Capo I prevede diversi esoneri contributivi per favorire assunzioni e stabilizzazioni. In particolare:
Tutte queste misure sono subordinate a condizioni comuni: incremento occupazionale netto, assenza di licenziamenti economici o collettivi nei sei mesi precedenti, revoca in caso di licenziamento nei sei mesi successivi, non cumulabilità con altri esoneri contributivi e monitoraggio INPS entro limiti di spesa.
Il medesimo capo contiene inoltre:
2.Salario giusto e contrattazione collettiva
Il Capo II afferma espressamente che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento di determinazione del “salario giusto” ai sensi dell’art. 36 Cost..
La disciplina:
Di rilievo anche il collegamento tra retribuzione e agevolazioni: l’accesso ai benefici del decreto è consentito solo se il trattamento economico individuale corrisposto non è inferiore al trattamento economico complessivo così determinato.
La conversione rafforza inoltre:
3. Contrasto al caporalato digitale
Il Capo III interviene sui rapporti di lavoro intermediati da piattaforme digitali, richiamando i lavoratori del capo V-bis del d.lgs. 81/2015.
Le principali novità sono:
Per i rider e gli altri lavoratori di piattaforma sono poi introdotte tutele specifiche:
4.Ulteriori disposizioni urgenti
Il decreto contiene anche misure ulteriori, tra cui:
5.Sintesi conclusiva
Nel complesso, la legge di conversione conferma e amplia l’impianto del decreto, perseguendo tre obiettivi centrali:
Il provvedimento si caratterizza quindi per un’impostazione unitaria: gli incentivi economici sono subordinati al rispetto del salario giusto, mentre il controllo pubblico viene potenziato sia sul versante retributivo sia su quello della corretta qualificazione dei rapporti di lavoro.
Andrea Musti
CIU-Unionquadri protagonista nel dialogo UE–Turchia sulla trasformazione digitale
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaCIU-Unionquadri conferma il proprio ruolo da protagonista nel dialogo tra Unione europea e Turchia sulla trasformazione digitale, grazie al contributo del proprio rappresentante al CESE, il prof. Maurizio Mensi, in occasione del 43° incontro del Comitato consultivo congiunto UE–Turchia svoltosi ad Ankara il 25 e 26 giugno.
Nel corso della sessione dedicata a innovazione, tecnologie e digitale, il prof. Mensi è intervenuto in qualità di relatore del rapporto sulla trasformazione digitale nelle relazioni UE–Turchia, documento posto alla base del confronto tra le delegazioni europea e turca. Il rapporto indica che questo è un momento particolarmente favorevole per passare da un dialogo politico generale a partnership operative, fondate su infrastrutture digitali affidabili, protezione dei dati, cybersecurity, governance dell’intelligenza artificiale e sviluppo delle competenze.
Il testo richiama la necessità di utilizzare l’acquis digitale europeo come una “cassetta degli attrezzi” flessibile, da adattare al contesto turco, promuovendo al tempo stesso una convergenza regolatoria graduale, standard condivisi, progetti congiunti e misure specifiche a sostegno di PMI e start-up, considerate motori essenziali dell’innovazione e della competitività.
Un’attenzione particolare è dedicata alla dimensione sociale della transizione digitale: competenze, formazione STEM, occupazione giovanile, partecipazione delle donne e ruolo della società civile sono indicati come elementi chiave per trasformare la cooperazione UE–Turchia in opportunità concrete, crescita inclusiva e nuova occupazione di qualità.
“La cooperazione tra Unione europea e Turchia sui temi del digitale rappresenta una sfida strategica per l’economia, la società e la democrazia”, dichiara la Presidente di CIU-Unionquadri, Dott.ssa Gabriella Ancora. “che conferma la capacità di CIU-Unionquadri, presente nel CNEL in Italia, di partecipare con autorevolezza nei principali consessi europei e internazionali, portando una visione in cui innovazione, inclusione e buona governance procedono insieme.”
Con la partecipazione ai lavori del Comitato consultivo congiunto UE–Turchia, CIU-Unionquadri ribadisce il proprio impegno per una cooperazione internazionale concreta e orientata ai risultati, capace di trasformare la convergenza politica in iniziative operative nei campi del digitale, dell’innovazione e della crescita inclusiva.
Scuola: TFA sostegno XI ciclo
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaIMMISSIONI IN RUOLO DOCENTI 2026/27
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/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaLa CIU Unionquadri nel Comitato del Sottocomitato Mezzogiorno, istituito nell’ambito del Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell’attuazione dei programmi della politica di coesione 2021- 2027.
La Gazzetta del Mezzogiorno – “Sicurezza e ambiente” – oggi Minervino capitale delle imprese sostenibili
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaDigital Networks Act: approvato in Plenaria CESE il parere del relatore Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaLa Plenaria del Comitato economico e sociale europeo ha approvato il 17 giugno, il parere sul Digital Networks Act (DNA), di cui il prof. Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‑Unionquadri al CESE, è relatore. Si tratta di un passaggio di rilievo nel percorso europeo di riforma della connettività, perché il DNA punta a definire un quadro normativo più moderno, armonizzato e favorevole agli investimenti per le reti digitali dell’Unione.
Nel parere emerge con chiarezza che il Digital Networks Act non può essere considerato soltanto una misura tecnica per il settore delle telecomunicazioni, ma una riforma strategica destinata a incidere sulla competitività europea, sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla coesione territoriale e sulla qualità dell’accesso ai servizi digitali da parte di cittadini e imprese. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione del mercato delle comunicazioni elettroniche, creando condizioni più semplici e prevedibili per gli operatori e favorendo così un autentico mercato unico della connettività.
Tra i punti più rilevanti evidenziati nel parere vi è il legame tra semplificazione regolatoria e capacità di investimento. Un quadro più coerente a livello europeo, con meno duplicazioni e maggiore certezza giuridica, può infatti accelerare lo sviluppo di reti fisse e mobili ad altissima capacità, indispensabili per sostenere innovazione, intelligenza artificiale, cloud, servizi satellitari e trasformazione industriale: in questa prospettiva, il DNA viene letto come uno strumento che può rafforzare non soltanto il settore delle telecomunicazioni, ma l’intero sistema economico europeo, con effetti positivi su produttività, competitività e attrattività degli investimenti.
Il parere approvato dal CESE attribuisce inoltre un ruolo centrale alla sicurezza e alla resilienza delle reti. In un contesto caratterizzato da crescenti minacce cyber, tensioni geopolitiche e rischi di dipendenze strategiche, il DNA è considerato un tassello importante per rafforzare l’autonomia europea nelle infrastrutture digitali critiche e per garantire continuità e affidabilità dei servizi essenziali. Si sottolinea, in particolare, la necessità di un approccio basato sul rischio e proporzionato, capace di coniugare tutele efficaci con la riduzione degli oneri inutili per gli operatori.
Un altro profilo qualificante riguarda la dimensione sociale ed economica della riforma. Il CESE evidenzia che le reti digitali sono ormai infrastrutture abilitanti per il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’accesso ai servizi pubblici e la partecipazione democratica, soprattutto nelle aree rurali, periferiche o meno servite. Per questo il DNA assume anche un valore di coesione, nella misura in cui può contribuire a ridurre il divario digitale e a far sì che i benefici della transizione tecnologica raggiungano in modo più equo cittadini, lavoratori, professionisti e PMI in tutti i territori dell’Unione.
Il parere insiste anche sulla qualità della governance, considerata decisiva per il buon funzionamento dell’intera architettura del DNA. Regole efficaci, infatti, richiedono un coordinamento chiaro tra livello europeo e nazionale, una distribuzione trasparente delle competenze e un coinvolgimento strutturato della società civile organizzata e delle parti sociali. È anche in questa chiave che assume particolare rilievo il contributo di CIU‑Unionquadri, impegnata a valorizzare il ruolo delle alte professionalità nei processi di modernizzazione digitale e nella definizione di politiche europee capaci di coniugare innovazione, diritti e sviluppo.
Come sottolineato dalla dott.ssa Gabriella Ancora, presidente CIU‑Unionquadri, “L’approvazione in Plenaria CESE del parere sul Digital Networks Act, con il prof. Maurizio Mensi Relatore in rappresentanza di CIU‑Unionquadri, costituisce un risultato di grande importanza. Il testo approvato riconosce che la connettività è oggi una leva essenziale per la competitività dell’Europa, per la sicurezza delle sue infrastrutture e per la coesione economica e sociale dei territori. Come CIU‑Unionquadri valutiamo molto positivamente l’impostazione del parere, che richiama la necessità di un vero mercato unico delle reti digitali, di investimenti stabili e di una governance trasparente e partecipata. È particolarmente importante che nel dibattito europeo emerga con forza anche la dimensione sociale della trasformazione digitale, affinché innovazione e sviluppo tecnologico si traducano in opportunità concrete per lavoratori, professionisti, imprese e comunità locali”.
Diritto al compenso per lavoro straordinario per il quadro in caso di orario di lavoro con carico eccessivo.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaLa pronuncia n. 16305/2026 della Corte di Cassazione è intervenuta in merito al caso di un lavoratore inquadrato come quadro e con mansioni di Direttore di Ipermercato che svolgeva un orario di lavoro pari a circa 260 ore mensili in quanto si occupava infatti della gestione commerciale, aveva pieni poteri nella gestione del personale oltre a ruoli tecnici come la responsabilità HACCP e ruoli strategici all’interno del CdA.
La datrice di lavoro osservava che il lavoratore, in quanto quadro con funzioni direttive, fosse escluso dai limiti di orario e non avesse diritto ad alcun compenso per le ore di lavoro eccedenti.
L’art 17, comma 5, del d.lgs. n. 66/2003 precisa che le disposizioni sull’orario non trovano applicazione ai lavoratori la cui durata dell’orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata e, in particolare, quando si tratta, di personale direttivo delle aziende o di altre persone aventi potere di decisione autonomo.
Tuttavia, l’esclusione del personale direttivo dai limiti legali dell’orario non è assoluta, ma trova un limite invalicabile nel precetto costituzionale di tutela della salute (art. 32 Cost.) e della dignità del lavoratore (art. 36 Cost.).
Si è formata una costante giurisprudenza di legittimità secondo cui il diritto al compenso per lavoro straordinario va comunque riconosciuto ai dipendenti con funzioni direttive in due casi: a) quando la contrattazione collettiva contempli un diverso orario normale di lavoro per il personale con detta qualifica, e tale orario venga in concreto superato; b) se la durata della prestazione valichi comunque il limite di ragionevolezza, escluso ogni riferimento all’orario contrattualmente previsto per altre categorie di lavoratori.
Dunque, i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione, per la sua durata, superi il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante, allorquando l’attività lavorativa sorpassi un limite di ragionevolezza da un punto di vista di impegno quantitativo e possa compromettere la salute del lavoratore.
avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
Giornata al CONI Sul Lavoro: Parità Salariale – Lavoro Sportivo – Contrattazione
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