Nuove fragilità e IA, l’allarme di CIU Unionquadri: “L’algoritmo non diventi un surrogato di ascolto emotivo per i giovani”.

Roma, 13 luglio 2026 – Si è svolto questa mattina, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, il convegno “Giovani fragili, Città responsabili”, promosso dal Centro Europeo Studi Culturali (CESC).

L’evento ha acceso i riflettori su temi di stringente attualità: il disagio adolescenziale post-pandemia, l’isolamento sociale, le dipendenze e l’impatto delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale sulle nuove generazioni.

Un momento di confronto cruciale tra istituzioni, medici, esperti e realtà del terzo settore, per rimettere al centro una questione silenziosa e spesso trascurata, quale è il benessere mentale giovanile. Tra i protagonisti del dibattito, ha portato il suo decisivo contributo CIU Unionquadri, la Confederazione Italiana di Unione dei quadri, ricercatori e professionisti.

Il ruolo di CIU Unionquadri e il nuovo “Welfare di Prossimità”

Presente sia al CNEL che al CESE di Bruxelles, la Confederazione è da sempre in prima linea per la tutela delle alte professionalità, promuovendo uno sviluppo economico che non perda mai di vista la persona, il suo benessere sociale e il tessuto familiare in cui è inserita.

Durante i saluti istituzionali, la Presidente Nazionale di CIU Unionquadri, Dott.ssa Gabriella Ancora, ha evidenziato come il ruolo di un sindacato in un dibattito sul disagio giovanile sia non solo pertinente, ma fondamentale. “Noi non rappresentiamo mere “forze produttive”, ma donne e uomini, che smessi i panni professionali sono madri, padri, familiari e caregiver. Il benessere del mondo del lavoro e la tenuta delle nostre professioni sono indissolubilmente legati all’equilibrio del nucleo familiare” ha sottolineato la Presidente nel suo intervento.

Non esiste un professionista sereno, efficiente e realizzato se, all’interno delle mura domestiche, si consuma il dramma silenzioso del disagio di un figlio“. “Le due sfere, quella lavorativa e quella privata, si compenetrano inevitabilmente. Proprio per questo motivo, parlare di un nuovo welfare sussidiario di prossimità è diventata una priorità sindacale oltre che sociale”.

Non si tratta solo di supportare i giovani, ma di stare accanto alle famiglie per evitare che il carico della cura si trasformi in un vero e proprio burnout esistenziale per i genitori.

Le nuove fragilità digitali e il “tempo della cura”

Un passaggio importante dell’intervento della Presidente Ancora ha riguardato l’impatto dirompente delle tecnologie. Pur riconoscendo nell’Intelligenza Artificiale uno strumento straordinario per l’ottimizzazione dei processi e la ricerca, la Presidente ha lanciato un allarme: “dobbiamo interrogarci profondamente quando questo stesso algoritmo rischia di diventare, per i nostri giovani, un surrogato di ascolto emotivo e umano. L’empatia non si può automatizzare, né possiamo delegare alle macchine il compito di rassicurare le nuove generazioni”.

Nel delineare le proposte strutturali, ha ribadito l’impegno della Confederazione nel promuovere politiche occupazionali e contrattuali che si traducano in una reale qualità della vita.

Le direttrici di intervento proposte da CIU Unionquadri si fondano su tre pilastri:

  • Nuovi modelli contrattuali: secondo CIU, le politiche del lavoro del futuro devono integrare una conciliazione vita-lavoro molto più spinta, che restituisca ai genitori il “tempo della cura”, del dialogo e dell’ascolto.
  • Diritto alla salute mentale: Il supporto psicologico non deve essere un lusso riservato a pochi, ma un diritto di cittadinanza pienamente garantito, capace di sostenere tanto i giovani quanto i lavoratori che se ne prendono cura.
  • Costruzione di un’alleanza strutturale: secondo la Confederazione non si può demandare la cura esclusivamente ai servizi territoriali o abbandonarla alle sole dinamiche familiari. Serve una rete familiare e scolastica capace di condividere i casi, destigmatizzare il dolore e proporre interventi tempestivi, supportata da un solido impianto di tutela e coordinamento socio-legale.

I giovani fragili di oggi sono il capitale umano, intellettuale e professionale del nostro domani“, ha concluso la Presidente Ancora. “Prenderci cura di loro, fare rete, assumersi la responsabilità come comunità e come ‘città’, è il più grande e nobile investimento che potessimo mai concepire“.