In data 2 dicembre 2025, si è riunito il direttivo del Gruppo Unionquadri dell’Autorità Portuale dell’Adriatico Orientale.
Nel corso della riunione, è stata segnalata la situazione di paralisi amministrativa dell’ente portuale che da più di un anno è privo di effettivi organi di vertice.
La lamentata situazione di immobilismo ha interessato anche l’attività lavorativa dei Quadri.
Di seguito, è stato toccato il tema dell’accantonamento dell’importo del 2% sull’ammontare delle somme concernenti gli appalti anche per quanto attiene le quote da destinare a formazione e ricerca (articolo 45 DLGS 31 marzo 2023 n.36).
È stato appurato come l’80% delle risorse accantonate venga ripartito effettivamente tra i RUP e coloro che svolgono funzioni tecniche connesse all’appalto, sebbene il relativo regolamento sia carente su taluni punti e comporti erogazioni a favore di personale che non sempre ha grande attinenza con l’appalto.
Ulteriore tema trattato è stato quello dell’assicurazione.
I Quadri dell’Autorità Portuale lamentano che non è stata stipulata in loro favore l’assicurazione per danni verso terzi compreso l’ente di appartenenza nel caso di colpa grave, pur essendo detta ipotesi del tutto ammissibile per legge. In tal senso anche diverse pronunce della Corte dei Conti e della giurisprudenza amministrativa.
È stato poi affrontato il tema della “Direttiva Zangrillo 40” che comporta l’obbligo di almeno 40 ore annue di formazione per tutti i dipendenti pubblici.
L’Autorità Portuale vi ha provveduto solo tardivamente ed in termini sconnessi con indicazioni frammentarie e talvolta fuorvianti che, unite al cattivo funzionamento della piattaforma Syllabus, hanno causato ai dipendenti problemi e perdite di tempo.
Appreso dell’insediamento del nuovo Presidente dottor Marco Consalvo, il Gruppo chiederà apposito incontro per discutere le tematiche in essere.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/images.jpg200252zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-11 15:04:072025-12-11 15:04:08UNIONQUADRI – AUTORITA’ DEL SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE.
Il Tribunale di Bergamo, con la sentenza n. 951 del 6 novembre 2025, si è occupato del caso di una dipendente che nel 2019 aveva presentato una prima denuncia whistleblowing ex art. 54 d.lgs. n.165/2001 (articolo oggi abrogato e sostituito dal d.lgs. n. 24/2023) per irregolarità commesse dai propri responsabili e ulteriore successiva denuncia sempre per whistleblowing perché la sua identità di autrice della segnalazione era stata rilevata e resa pubblica all’interno dell’Ente di appartenenza.
Successivamente, la lavoratrice cominciava a subire anche vessazioni da parte dei colleghi e dei propri superiori, spostamenti di sede e quindi era vittima di una serie di infondati e strumentali procedimenti disciplinari.
Ancora, la dipendente veniva demansionata, venendo addetta a semplici mansioni di natura meramente esecutiva e quindi isolata, venendo continuamente e pubblicamente denigrata dai propri superiori in ragione della presentazione delle segnalazioni.
Il Tribunale accertava in primo luogo la nullità di tutti i provvedimenti sfavorevoli adottati dall’Ente nei confronti della lavoratrice in quanto ritorsivi, essendo stati adottati a seguito ed in ragione delle sue segnalazioni come whistleblower.
Quanto alle domande di risarcimento del danno formulate dalla dipendente, l’art. 2087 c.c. prevede la responsabilità del datore di lavoro che colposamente ha consentito il manifestarsi di un ambiente di lavoro nocivo ed ostile, fonte di stress e logorio fisico e mentale.
Tuttavia, con riferimento all’individuazione del danno subito dalla lavoratrice, la CTU esperita in giudizio ha escluso la sussistenza di un danno biologico alla salute per effetto delle condotte illecite subite dalla dipendente sul luogo di lavoro, non ravvisando il consulente d’ufficio alcuna patologia o problematica sanitaria correlata al disagio lavorativo.
Escluso il danno biologico sub specie di danno alla salute, viene invece riconosciuto il danno morale (paura, disistima di sé, vergogna, disperazione) quale intensa sofferenza soggettiva provata dalla lavoratrice in conseguenza delle condotte della datrice di lavoro ed in particolare adottate da parte dei colleghi e superiori.
È emersa ed è stata provata in giudizio infatti la penosità del luogo di lavoro, nonché il senso di malessere, isolamento ed emarginazione e umiliazione provato dalla lavoratrice nella consapevolezza di dover lavorare in tale ambito.
La quantificazione del danno, in via equitativa, tiene conto del demansionamento subito per circa tre anni, quantificato in una somma pari a circa il 20% della retribuzione sia delle ulteriori sofferenze morali conseguenti alle condotte vessatorie, per un totale pari a 25.000,00 euro.
avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/cropped-Logo-CIU-Ufficiale-.jpg512512zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-04 11:53:402025-12-12 12:00:15Risarcimento del danno morale al dipendente whistleblower.
La missione del Comitato Economico e Sociale Europeo ﴾CESE﴿ a Belgrado per la riunione del Comitato consultivo misto UE‑Serbia conferma l’importanza del dialogo con la società civile nel processo di allargamento dell’Unione europea. Il confronto con organizzazioni sociali, economiche e civiche serbe rappresenta un tassello essenziale per costruire fiducia reciproca e rafforzare la dimensione democratica del percorso verso l’adesione. Il CESE, organo consultivo dell’Unione, ha il compito di portare la voce della società civile nel dibattito europeo, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo alle politiche pubbliche. In materia di allargamento, sottolinea da tempo che l’integrazione dei paesi candidati deve basarsi su istituzioni solide, ARTICOLO NON CEDIBILE AD ALTRI AD USO ESCLUSIVO DEL CLIENTE CHE LO RICEVE – 4811 114 CNEL – CITAZIONI WEBBIZDIGITAL.IT 3-DIC-2025 tutela dei diritti fondamentali e partecipazione attiva dei cittadini. Tra i membri presenti a Belgrado figura Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‐UNIONQUADRI* al CESE e docente di Diritto dell’economia presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione. La sua partecipazione si inserisce nell’impegno del Comitato a sostenere i paesi candidati con proposte concrete e con un dialogo aperto tra istituzioni europee e attori locali. L’iniziativa rispecchia la visione di un’integrazione graduale e condivisa, in cui i paesi dei Balcani occidentali vengano coinvolti progressivamente nelle politiche e nelle strutture europee. La presenza del CESE a Belgrado rafforza dunque l’idea che l’allargamento non sia solo una scelta geopolitica, ma un investimento strategico nella democrazia, nella solidarietà e nella cooperazione tra popoli europei. CIU‐UNIONQUADRI è presente al CNEL e al Comitato Economico e Sociale Europeo ﴾CESE﴿ a Bruxelles. La Confederazione è oggi una delle principali organizzazioni di rappresentanza in Italia per le alte professionalità, che comprende quadri, dirigenti, professionisti, ricercatori e consulenti.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/doc01126320251204105333_001.png842595zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-04 10:58:062025-12-04 10:58:06Maurizio Mensi (rappresentante CIU Unionquadri al CESE) a Belgrado: la società civile protagonista del dialogo UE-Serbia.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/000_001.png842595zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-04 10:48:592025-12-04 10:49:34Il 2025 ci ha ricordato che la conoscenza è la forza che unisce, che spinge al cambiamento, che motiva l'azione.
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/Nuovo-I-50-anni-di-Ciu-Unionquadri-una-storia-che-parte-da-lontano-NT-Lavoro_001.png842595zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-04 09:49:552025-12-04 09:49:56I 50 anni di Ciu-Unionquadri, una storia che parte da lontano
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/UNIONQUADRI-SUL-PICCOLO-DI-TRIESTE-1.jpg573698zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-03 11:49:312025-12-03 11:52:19Un nuovo punto di riferimento: la Ciu Unionquadri apre lo sportello di supporto legale per i lavoratori.
Il Comitato Nazionale Produttività del CNEL ha delineato un quadro critico del sistema formativo nel Rapporto Annuale 2025, presentato lo scorso 10 settembre alla presenza del Presidente Renato Brunetta.
È stato notato come le difficoltà del quadro formativo costituiscano un notevole freno per la crescita della produttività.
I punti principali di queste difficoltà sono individuati nel deficit di competenze digitali ed al mancato allineamento tra percorsi formativi e richieste del mercato del lavoro.
I percorsi scolastici appaiono inadeguati rispetto alle esigenze produttive contemporanee, manca in particolare un efficace sistema di orientamento verso percorsi tecnici professionalizzanti.
Una sorta di stigma sociale avvolge ancora le scelte verso gli istituti tecnici e professionali, nonché nei confronti degli ITS Academy.
Notevole è ancora la dispersione scolastica soprattutto nel mezzogiorno.
Non va poi dimenticato come l’Italia risulti in fondo alla graduatoria europea per livelli di istruzione.
Il documento del CNEL esprime apprezzamento per i programmi apprestati dal Governo nel piano strutturale di Bilancio di Medio Termine 2025 – 2029 che prevede un rilancio dell’istruzione anche attraverso il PNRR.
Un ruolo importante in questa direzione è dato dalla legge 121/2024 sulla riforma della filiera formativa tecnologico-professionale.
La Legge n. 121/2024 rappresenta il fulcro della strategia, prevedendo percorsi quadriennali di istruzione secondaria integrati con l’istruzione tecnologica superiore attraverso accordi di rete tra istituzioni scolastiche, ITS Academy, università e soggetti pubblici e privati. Particolare rilievo assumono i “Patti educativi territoriali 4.0“, accordi locali finalizzati alla condivisione di risorse materiali e professionali tra laboratori, personale docente e strumentazioni.
In particolare sono previsti cicli di istruzione tecnica quadriennale al cui termine è possibile ottenere il diploma di maturità ed accedere agli ITIS Academy.
La legge si propone in particolare di promuovere l’adeguamento e l’ampliamento dell’offerta formativa, con particolare riferimento alle competenze linguistiche e logico-matematiche e alle discipline di base, ai nuovi percorsi sperimentali, funzionali alle esigenze specifiche dei territori, anche attraverso gli accordi di partenariato di cui al comma 7, lettera b), nei limiti della quota di flessibilità didattica e organizzativa dei soggetti partecipanti alla filiera e nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. L’attuazione di questi obiettivi avverrà attraverso i seguenti punti:
b) la promozione dei passaggi fra percorsi diversi, anche attraverso l’orientamento individualizzato di studentesse e studenti;
c) la quadriennalità del percorso di istruzione secondaria di secondo grado;
d) il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa, alla didattica laboratoriale, all’adozione di metodologie innovative e al rafforzamento dell’utilizzo in rete di tutte le risorse professionali, logistiche e strumentali disponibili;
e) la stipula di contratti di prestazione d’opera per attività di insegnamento e di formazione nonché di addestramento nell’ambito delle attività laboratoriali e dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) con soggetti del sistema delle imprese e delle professioni;
f) la certificazione delle competenze trasversali e tecniche, al fine di orientare gli studenti nei percorsi sperimentali e di favorire il loro inserimento in contesti lavorativi, anche attraverso i servizi di collocamento mirato per studentesse e studenti con disabilità.
Sarà così realizzata la cosiddetta riforma quattro più due che dovrebbe istituire un percorso quadriennale che andrà a saldarsi con un biennio di ITS Academy.
Il DM 256 del 16 dicembre 2024 disciplina la sperimentazione nel corso del 2025/2026 di detta opzione che allo stato non è obbligatoria, ma che il Ministro Valditara intenderebbe rendere tale, modificando così radicalmente l’assetto degli istituti professionali.
Il riassetto appare così come delineato appare positivo.
Esso incontrerà sicuramente obiezioni corporative in diversi ambiti come scuola e regioni, ma sicuramente sarebbe destinato a dare nuova dignità all’istruzione tecnica di cui la nostra economia ha tanto bisogno.
Un aspetto innovativo potrebbe essere dato dall’immissione anche a contratto nell’ambito del corpo docente di quadri aziendali dotati di sicura esperienza e lontani dalla burocrazia scolastica, come previsto dal già citato testo di legge dove leggiamo all’articolo 1, comma 6.
Ferme restando le competenze delle regioni in materia di istruzione e formazione professionale, le sperimentazioni di cui al comma 2 e gli accordi di cui al comma 3, ove stipulati, prevedono: “… omissis … e) la stipula di contratti di prestazione d’opera per attività di insegnamento e di formazione nonché di addestramento nell’ambito delle attività laboratoriali e dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) con soggetti del sistema delle imprese e delle professioni”.
Fabio Petracci
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/Incontro-di-studio-845x321-1.jpg321845zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-02 16:00:002025-12-03 16:01:23Un’istruzione di qualità per i tecnici di domani. Il possibile ruolo docente dei quadri aziendali.
Sul versante fiscale, la manovra per il 2026 consiste in un taglio dell’IRPEF che andrà ad incidere determinato come segue:
23% fino a 28 mila euro di reddito annuo;
33% da 28.001 a 50.000 euro;
43% da 50.001 euro
Il normale reddito di un quadro si aggira dai 40.000 ai 70.000 euro e quindi, il dipendente che non supererà i 50.000 euro di reddito annuo sarà tassato nella misura del 23% sino ai 28.000 euro e poi sino ai 50.000 fruirà della ridotta percentuale del 30%. Chi invece supererà i 50.000 euro annui si vedrà tassato alla tariffa ridotta del 33% dai 28.000 ai 50.000, per quindi subire la percentuale del 43% dai 50.000 in su.
La misura gioverà principalmente ai quadri con una retribuzione più bassa con una retribuzione netta mensile intorno ai 2.500 euro.
Minore sarà il vantaggio per i quadri superiori con retribuzione netta dai 3.500 mensili in su.
La misura fiscale pur di per sé positiva non ha però centrato in pieno l’obiettivo “ceto medio”.
Del resto, il costo totale della manovra è di circa 3 miliardi cifra non indifferente nell’attuale situazione economica.
La busta paga
Altri interventi riguardano la tassazione di alcuni elementi della busta paga.
I premi di produttività sono detassati dal 5% all’1% ed il tetto massimo delle somme soggette a tassazione a tale titolo passa da 3 a 5 mila euro all’anno. Tale misura è applicata pure alla pubblica amministrazione.
In particolare, per la pubblica amministrazione è prevista una tassa piatta del 10% su una quota dei premi di risultato legati alla produttività ed alla performance sino al limite di reddito di 70.000 euro.
Fabio Petracci
https://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2025/12/MEF-845x321-1.jpg321845zairahttp://www.ciuonline.it/wp-content/uploads/2024/05/Logo-CIU-Ufficiale--300x289.jpgzaira2025-12-02 15:59:002025-12-03 16:00:12Legge di bilancio – Fisco e Ceto Medio.
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UNIONQUADRI – AUTORITA’ DEL SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaIn data 2 dicembre 2025, si è riunito il direttivo del Gruppo Unionquadri dell’Autorità Portuale dell’Adriatico Orientale.
Nel corso della riunione, è stata segnalata la situazione di paralisi amministrativa dell’ente portuale che da più di un anno è privo di effettivi organi di vertice.
La lamentata situazione di immobilismo ha interessato anche l’attività lavorativa dei Quadri.
Di seguito, è stato toccato il tema dell’accantonamento dell’importo del 2% sull’ammontare delle somme concernenti gli appalti anche per quanto attiene le quote da destinare a formazione e ricerca (articolo 45 DLGS 31 marzo 2023 n.36).
È stato appurato come l’80% delle risorse accantonate venga ripartito effettivamente tra i RUP e coloro che svolgono funzioni tecniche connesse all’appalto, sebbene il relativo regolamento sia carente su taluni punti e comporti erogazioni a favore di personale che non sempre ha grande attinenza con l’appalto.
Ulteriore tema trattato è stato quello dell’assicurazione.
I Quadri dell’Autorità Portuale lamentano che non è stata stipulata in loro favore l’assicurazione per danni verso terzi compreso l’ente di appartenenza nel caso di colpa grave, pur essendo detta ipotesi del tutto ammissibile per legge. In tal senso anche diverse pronunce della Corte dei Conti e della giurisprudenza amministrativa.
È stato poi affrontato il tema della “Direttiva Zangrillo 40” che comporta l’obbligo di almeno 40 ore annue di formazione per tutti i dipendenti pubblici.
L’Autorità Portuale vi ha provveduto solo tardivamente ed in termini sconnessi con indicazioni frammentarie e talvolta fuorvianti che, unite al cattivo funzionamento della piattaforma Syllabus, hanno causato ai dipendenti problemi e perdite di tempo.
Appreso dell’insediamento del nuovo Presidente dottor Marco Consalvo, il Gruppo chiederà apposito incontro per discutere le tematiche in essere.
AGGIORNAMENTO GAE 2026-2028 RINVIO PUBBLICAZIONE DECRETO
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaCONCORSO PNRR SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaRisarcimento del danno morale al dipendente whistleblower.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaIl Tribunale di Bergamo, con la sentenza n. 951 del 6 novembre 2025, si è occupato del caso di una dipendente che nel 2019 aveva presentato una prima denuncia whistleblowing ex art. 54 d.lgs. n.165/2001 (articolo oggi abrogato e sostituito dal d.lgs. n. 24/2023) per irregolarità commesse dai propri responsabili e ulteriore successiva denuncia sempre per whistleblowing perché la sua identità di autrice della segnalazione era stata rilevata e resa pubblica all’interno dell’Ente di appartenenza.
Successivamente, la lavoratrice cominciava a subire anche vessazioni da parte dei colleghi e dei propri superiori, spostamenti di sede e quindi era vittima di una serie di infondati e strumentali procedimenti disciplinari.
Ancora, la dipendente veniva demansionata, venendo addetta a semplici mansioni di natura meramente esecutiva e quindi isolata, venendo continuamente e pubblicamente denigrata dai propri superiori in ragione della presentazione delle segnalazioni.
Il Tribunale accertava in primo luogo la nullità di tutti i provvedimenti sfavorevoli adottati dall’Ente nei confronti della lavoratrice in quanto ritorsivi, essendo stati adottati a seguito ed in ragione delle sue segnalazioni come whistleblower.
Quanto alle domande di risarcimento del danno formulate dalla dipendente, l’art. 2087 c.c. prevede la responsabilità del datore di lavoro che colposamente ha consentito il manifestarsi di un ambiente di lavoro nocivo ed ostile, fonte di stress e logorio fisico e mentale.
Tuttavia, con riferimento all’individuazione del danno subito dalla lavoratrice, la CTU esperita in giudizio ha escluso la sussistenza di un danno biologico alla salute per effetto delle condotte illecite subite dalla dipendente sul luogo di lavoro, non ravvisando il consulente d’ufficio alcuna patologia o problematica sanitaria correlata al disagio lavorativo.
Escluso il danno biologico sub specie di danno alla salute, viene invece riconosciuto il danno morale (paura, disistima di sé, vergogna, disperazione) quale intensa sofferenza soggettiva provata dalla lavoratrice in conseguenza delle condotte della datrice di lavoro ed in particolare adottate da parte dei colleghi e superiori.
È emersa ed è stata provata in giudizio infatti la penosità del luogo di lavoro, nonché il senso di malessere, isolamento ed emarginazione e umiliazione provato dalla lavoratrice nella consapevolezza di dover lavorare in tale ambito.
La quantificazione del danno, in via equitativa, tiene conto del demansionamento subito per circa tre anni, quantificato in una somma pari a circa il 20% della retribuzione sia delle ulteriori sofferenze morali conseguenti alle condotte vessatorie, per un totale pari a 25.000,00 euro.
avv. Alberto Tarlao
Segretario Regionale CIU Unionquadri
Friuli-Venezia Giulia
Maurizio Mensi (rappresentante CIU Unionquadri al CESE) a Belgrado: la società civile protagonista del dialogo UE-Serbia.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaLa missione del Comitato Economico e Sociale Europeo ﴾CESE﴿ a Belgrado per la riunione del Comitato consultivo misto UE‑Serbia conferma l’importanza del dialogo con la società civile nel processo di allargamento dell’Unione europea. Il confronto con organizzazioni sociali, economiche e civiche serbe rappresenta un tassello essenziale per costruire fiducia reciproca e rafforzare la dimensione democratica del percorso verso l’adesione. Il CESE, organo consultivo dell’Unione, ha il compito di portare la voce della società civile nel dibattito europeo, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo alle politiche pubbliche. In materia di allargamento, sottolinea da tempo che l’integrazione dei paesi candidati deve basarsi su istituzioni solide, ARTICOLO NON CEDIBILE AD ALTRI AD USO ESCLUSIVO DEL CLIENTE CHE LO RICEVE – 4811 114 CNEL – CITAZIONI WEBBIZDIGITAL.IT 3-DIC-2025 tutela dei diritti fondamentali e partecipazione attiva dei cittadini. Tra i membri presenti a Belgrado figura Maurizio Mensi, rappresentante di CIU‐UNIONQUADRI* al CESE e docente di Diritto dell’economia presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione. La sua partecipazione si inserisce nell’impegno del Comitato a sostenere i paesi candidati con proposte concrete e con un dialogo aperto tra istituzioni europee e attori locali. L’iniziativa rispecchia la visione di un’integrazione graduale e condivisa, in cui i paesi dei Balcani occidentali vengano coinvolti progressivamente nelle politiche e nelle strutture europee. La presenza del CESE a Belgrado rafforza dunque l’idea che l’allargamento non sia solo una scelta geopolitica, ma un investimento strategico nella democrazia, nella solidarietà e nella cooperazione tra popoli europei. CIU‐UNIONQUADRI è presente al CNEL e al Comitato Economico e Sociale Europeo ﴾CESE﴿ a Bruxelles. La Confederazione è oggi una delle principali organizzazioni di rappresentanza in Italia per le alte professionalità, che comprende quadri, dirigenti, professionisti, ricercatori e consulenti.
Il 2025 ci ha ricordato che la conoscenza è la forza che unisce, che spinge al cambiamento, che motiva l’azione.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaI 50 anni di Ciu-Unionquadri, una storia che parte da lontano
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaUn nuovo punto di riferimento: la Ciu Unionquadri apre lo sportello di supporto legale per i lavoratori.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaSu Nord Est News:
Su Trieste Cafe:
Su ilfriuliveneziagiulia.it:
Su “Il Messaggero Veneto” di sabato 8 novembre:
Su teleantenna.it:
Su FVG Cafe:
Su GR della RAI del Friuli Venezia Giulia delle 7:20 di martedì 11 novembre (dal minuto 32:20):
Sul settimanale “Il Popolo” di Pordenone:
Sul sito di Radio Capodistria:
Sul GR di Radio Capodistria delle 12.30 di sabato 15 novembre(dal minuto 15:20):
Su Udine Today:
Su “Il Goriziano”:
Un’istruzione di qualità per i tecnici di domani. Il possibile ruolo docente dei quadri aziendali.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaIl Comitato Nazionale Produttività del CNEL ha delineato un quadro critico del sistema formativo nel Rapporto Annuale 2025, presentato lo scorso 10 settembre alla presenza del Presidente Renato Brunetta.
È stato notato come le difficoltà del quadro formativo costituiscano un notevole freno per la crescita della produttività.
I punti principali di queste difficoltà sono individuati nel deficit di competenze digitali ed al mancato allineamento tra percorsi formativi e richieste del mercato del lavoro.
I percorsi scolastici appaiono inadeguati rispetto alle esigenze produttive contemporanee, manca in particolare un efficace sistema di orientamento verso percorsi tecnici professionalizzanti.
Una sorta di stigma sociale avvolge ancora le scelte verso gli istituti tecnici e professionali, nonché nei confronti degli ITS Academy.
Notevole è ancora la dispersione scolastica soprattutto nel mezzogiorno.
Non va poi dimenticato come l’Italia risulti in fondo alla graduatoria europea per livelli di istruzione.
Il documento del CNEL esprime apprezzamento per i programmi apprestati dal Governo nel piano strutturale di Bilancio di Medio Termine 2025 – 2029 che prevede un rilancio dell’istruzione anche attraverso il PNRR.
Un ruolo importante in questa direzione è dato dalla legge 121/2024 sulla riforma della filiera formativa tecnologico-professionale.
La Legge n. 121/2024 rappresenta il fulcro della strategia, prevedendo percorsi quadriennali di istruzione secondaria integrati con l’istruzione tecnologica superiore attraverso accordi di rete tra istituzioni scolastiche, ITS Academy, università e soggetti pubblici e privati. Particolare rilievo assumono i “Patti educativi territoriali 4.0“, accordi locali finalizzati alla condivisione di risorse materiali e professionali tra laboratori, personale docente e strumentazioni.
In particolare sono previsti cicli di istruzione tecnica quadriennale al cui termine è possibile ottenere il diploma di maturità ed accedere agli ITIS Academy.
La legge si propone in particolare di promuovere l’adeguamento e l’ampliamento dell’offerta formativa, con particolare riferimento alle competenze linguistiche e logico-matematiche e alle discipline di base, ai nuovi percorsi sperimentali, funzionali alle esigenze specifiche dei territori, anche attraverso gli accordi di partenariato di cui al comma 7, lettera b), nei limiti della quota di flessibilità didattica e organizzativa dei soggetti partecipanti alla filiera e nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. L’attuazione di questi obiettivi avverrà attraverso i seguenti punti:
Sarà così realizzata la cosiddetta riforma quattro più due che dovrebbe istituire un percorso quadriennale che andrà a saldarsi con un biennio di ITS Academy.
Il DM 256 del 16 dicembre 2024 disciplina la sperimentazione nel corso del 2025/2026 di detta opzione che allo stato non è obbligatoria, ma che il Ministro Valditara intenderebbe rendere tale, modificando così radicalmente l’assetto degli istituti professionali.
Il riassetto appare così come delineato appare positivo.
Esso incontrerà sicuramente obiezioni corporative in diversi ambiti come scuola e regioni, ma sicuramente sarebbe destinato a dare nuova dignità all’istruzione tecnica di cui la nostra economia ha tanto bisogno.
Un aspetto innovativo potrebbe essere dato dall’immissione anche a contratto nell’ambito del corpo docente di quadri aziendali dotati di sicura esperienza e lontani dalla burocrazia scolastica, come previsto dal già citato testo di legge dove leggiamo all’articolo 1, comma 6.
Ferme restando le competenze delle regioni in materia di istruzione e formazione professionale, le sperimentazioni di cui al comma 2 e gli accordi di cui al comma 3, ove stipulati, prevedono: “… omissis … e) la stipula di contratti di prestazione d’opera per attività di insegnamento e di formazione nonché di addestramento nell’ambito delle attività laboratoriali e dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) con soggetti del sistema delle imprese e delle professioni”.
Fabio Petracci
Legge di bilancio – Fisco e Ceto Medio.
/in Comunicati stampa, Documenti, In Evidenza, News /da zairaSul versante fiscale, la manovra per il 2026 consiste in un taglio dell’IRPEF che andrà ad incidere determinato come segue:
Il normale reddito di un quadro si aggira dai 40.000 ai 70.000 euro e quindi, il dipendente che non supererà i 50.000 euro di reddito annuo sarà tassato nella misura del 23% sino ai 28.000 euro e poi sino ai 50.000 fruirà della ridotta percentuale del 30%. Chi invece supererà i 50.000 euro annui si vedrà tassato alla tariffa ridotta del 33% dai 28.000 ai 50.000, per quindi subire la percentuale del 43% dai 50.000 in su.
La misura gioverà principalmente ai quadri con una retribuzione più bassa con una retribuzione netta mensile intorno ai 2.500 euro.
Minore sarà il vantaggio per i quadri superiori con retribuzione netta dai 3.500 mensili in su.
La misura fiscale pur di per sé positiva non ha però centrato in pieno l’obiettivo “ceto medio”.
Del resto, il costo totale della manovra è di circa 3 miliardi cifra non indifferente nell’attuale situazione economica.
La busta paga
Altri interventi riguardano la tassazione di alcuni elementi della busta paga.
I premi di produttività sono detassati dal 5% all’1% ed il tetto massimo delle somme soggette a tassazione a tale titolo passa da 3 a 5 mila euro all’anno. Tale misura è applicata pure alla pubblica amministrazione.
In particolare, per la pubblica amministrazione è prevista una tassa piatta del 10% su una quota dei premi di risultato legati alla produttività ed alla performance sino al limite di reddito di 70.000 euro.
Fabio Petracci