
Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali
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COMUNICATO STAMPA
CIU SULLE PENSIONI:
L’INIQUO BLOCCA RIVALUTAZIONI, VA SOSTITUITO CON L’ “INVECCHIAMENTO ATTIVO” CHIESTO DALL’UNIONE EUROPEA.
Il Decreto che blocca totalmente – in relazione al costo della vita - la
rivalutazione delle pensioni sopra i 2.380 euro lordi, cioè di
entità cinque volte superiori al minimo, trova la netta
opposizione della CIU perché si
tratta di un esproprio rispetto ai contributi a suo tempo versati sull’intera
somma pensionabile.
Un provvedimento che colpisce in particolare le professionalità medie, categorie determinanti per l’innovazione, la crescita e la ripresa economica del sistema Italia, in sostanza coloro che concorrono in modo determinante a far salire un PIL asfittico da anni.
La CIU propone una soglia a 8.000 – 10.000 euro annui per bloccare la rivalutazione e in tale senso le fu dato ragione, per analoghi ricorsi, sia dalla Magistratura (Tribunale di Vicenza del 17 aprile 2009) che da un ordine del giorno approvato dalla Camera proponente il Vice-Presidente della Commissione lavoro Giuliano Cazzola (Pdl).
Invitiamo il Governo in sede di discussione alle Camere di rivedere il provvedimento, magari aumentando di un punto l’IVA, esclusi i beni di prima necessità o promuovendo, come chiede l’Unione Europea (CESE SOC/386), il prolungamento della vita attiva con un aumento dell’età effettiva di pensionamento ma integrato da efficaci politiche di apprendimento permanente e di perfezionamento professionale.
Per parte sua, ad ogni buon conto, CIU ricorrerà nuovamente presso i Tribunali sia Nazionali che presso le sedi di Giustizia Europee.
Roma, 4 luglio 2011