Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali

 

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COMUNICATO STAMPA

CIU: MONTI VADA AVANTI.
ROSSITTO: NO ALLA CONCERTAZIONE – SI AI CONTRATTI PER FASCE DI ETA’ E ALLA MOBILITA’ PER LA SALVAGUARDIA DEL SINGOLO LAVORATORE.

 


Corrado Rossitto, incontrando oggi i Segretari Regionali della CIU, ha sottolineato che il passaggio alla strategia europea di salvaguardare il lavoro e non il singolo posto di lavoro, indicato dal Presidente Monti, rappresenta l’adeguamento a quanto annunciato dal Presidente Barroso più di un anno fa che aggiungeva “proteggiamo il lavoro non il posto di lavoro ma la dove si trova”, inserendo, con questo, il concetto di “mobilità” per le politiche dei Paesi dell’Unione Europea, come poi richiesto all’Italia dalla BCE.

La CIU pertanto condivide questa strategia italiana e comunitaria in quanto si è concluso un ciclo di relazioni industriali dovuto alla mondializzazione. Pertanto occorre pensare piuttosto a nuove forme di contrattazione al posto di vecchi CCNL, come quella dei “Contratti per fasce di età” che possono premiare i bisogni professionali effettivi dei giovani e di altri lavoratori quali i “senior” come la CIU ha proposto negli incontri al Ministero del Lavoro.

Va scongiurato da parte del Governo l’accettazione della richiesta di riesumare la “concertazione”, emersa al tavolo ristretto a Palazzo Chigi di CGIL, CISL, UIL e Confindustria, in quanto la passata negativa esperienza è configurabile da una delle posta di miliardi che compongono il deficit pubblico. Lo “scambio” di allora viene pagato ora dal cittadino contribuente con le varie manovre di risanamento. Una politica che è andata a beneficio di CGIL, CISL e UIL e di Confindustria, cioè del blocco monopolista fordista firmatari dell’accordo del 28 giugno scorso, che contraddice la politica di liberalizzazioni, il cui obbiettivo è quello di non cambiare nulla per il mercato del lavoro come si ricava dal dibattito presso il tavolo di Palazzo Chigi.

L’obbiettivo, ad avviso della CIU, deve essere invece, quello di portare ad un cambiamento di competitività e crescita, cioè al modello dell’ “economia e sociale europea”, per far rientrare l’Italia a pieno titolo nel gioco Internazionale.

 

 

Roma,  30 gennaio 2012

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