
Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali
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COMUNICATO STAMPA
LA
CIU INCONTRA AL MINISTERO DEL LAVORO IL VICE MINISTRO MANUEL MARTONE.
CHIESTI CONTRATTI PER FASCE DI ETA’ E UNA LEGGE SULLA FORMAZIONE CONTINUA.
La CIU, Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali, ha
incontrato il Vice Ministro del Lavoro Michel Martone nell’ambito delle
consultazioni con le parti sociali sul Mercato del Lavoro.
Corrado Rossitto Presidente della CIU ha condiviso l’obbiettivo del “contratto prevalente” e dell’apprendistato in modo da ridimensionare, per i giovani, un numero ormai inaccettabile di contratti a termine. La situazione di incertezza professionale e di vita dei giovani, incide negativamente sulla natalità ed il calo demografico, oggi alla base dei problemi pensionistici e dei consumi.
La CIU per la “crescita” ha proposto tre temi:
1. Contratti per fasce di età
2. Formazione continua resa obbligatoria per legge
3. Invecchiamento attivo
Per quanto concerne i “contratti per fasce di età” Rossitto ha sottolineato, che con il recente allungamento per legge dell’età pensionabile, la vita lavorativa andrà a superare i 40 anni e occorre una revisione, almeno per le alte professionalità, nella contrattazione aziendale e decentrata, dei criteri vigenti “eguali per tutti” che valgono sia per un giovane laureato di 25 anni che per un quadro di oltre 60 anni prossimo al pensionamento. Bisogna tener conto – sottolinea Rossitto - dei diversi bisogni professionali legati all’occupabilità, alla mobilità professionale e geografica dei giovani tra 30 – 40 anni, dei quadri in carriera e professionals tra 40 – 50 anni, con la formazione continua, bilanci di carriera, portabilità di contributi anche integrativi pensionistici ecc… e dei quadri over 50 anni con l’applicazione delle regole comunitarie sull’invecchiamento attivo.
La formazione continua deve divenire, ha richiesto la CIU, una carta fondamentale per la crescita e l’innovazione, con esperienze da effettuare in Italia ed all’estero, per l’acquisizione di competenze per l’innovazione e la competitività sul mercato globale.
Va rivista l’utilizzazione dei fondi tradizionali per la formazione (0.30 per mille) spesso mal utilizzati, per pagare solo stipendi a non formatori. Inoltre i costi dei contributi assistenzialistici a fondo perduto alle imprese vanno sostituiti con l’apporto dell’aggiornamento della conoscenze, dei dipendenti più qualificati, favorendo così la vera innovazione.
Pertanto la CIU chiede un intervento legislativo per un diritto alla formazione continua dei quadri e professionals da effettuare per un numero di ore da individuare nella contrattazione aziendale o in accordi individuali come già fa da anni la Francia e come ci chiede da tempo l’Unione Europea.
Roma, 16 gennaio 2012