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BREVE NOTA INFORMATIVA SULLA CIU CHI SIAMO, COSA VOGLIAMO
CIU: UNA ORGANIZZAZIONE AVANZATA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI. La Confederazione Italiana di Unione delle professioni intellettuali, denominata CIU, è il “prodotto di aggregazione sociale” più avanzato in Italia. Il Consiglio dei Ministri del 22 luglio 2005 ha nominato la CIU membro del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), che rientra così tra le grandi Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative che hanno il pieno riconoscimento dallo Stato italiano. La Confederazione CIU (ex Confederazione Italiana Unionquadri) è stata costituita il 27 maggio 2004 per rappresentare gli interessi dei quadri, dirigenti, professionisti dipendenti e liberi professionisti, ricercatori, vicedirigenti, medio-alte professionalità, etc.., sia persone fisiche che associazioni. Ciò anche in relazione alla direttiva comunitaria 2005/36/CE che ha per obbiettivo di far cambiare, in Italia e in Europa, l’attuale sistema delle “prestazioni intellettuali” svolte nel lavoro subordinato, in quello autonomo o in forma societaria con le “Cooperative del Sapere”.
CIU: UNA NUOVA RAPPRESENTANZA SOCIALE RICONOSCIUTA, ATTIVA E ORGANIZZATA IN ITALIA, IN EUROPA E NEL MONDO.La CIU è membro, a Bruxelles, del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) dell’Unione Europea. La CIU è l'unica Confederazione italiana di Quadri ad avere, in Italia ed in Europa, propri rappresentanti in tutti gli organismi istituzionali, nazionali e comunitari in cui sono ammesse le forze sociali: è membro del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL), dei Consigli di indirizzo e vigilanza (CIV) degli Enti previdenziali e di altre importanti organizzazioni nazionali e locali quali i Consigli Regionali dell'Economia e del Lavoro (CREL) e così via. E’ membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ed opera con Delegazioni CIU nei Paesi esteri ove è possibile un’aggregazione di nostri concittadini, operatori della fascia professionale medio-alta, per una rappresentanza degli interessi delle professionalità intellettuali. L’obiettivo in primo luogo è quello di superare difficoltà di integrazione delle strutture professionali di matrice italiana nelle realtà economiche e produttive del Paese ospitante. In secondo luogo, iniziativa del tutto nuova, la CIU sta creando una rete di solidarietà dei professionisti italiani all’Estero, quasi tutti lascati isolati nei Paesi ospitanti. SOGGETTO SINDACALE E POLITICOLa CIU negozia e sottoscrive, con confederazioni di datori di lavoro del settore delle aziende e con la Pubblica Amministrazione, numerosi ed importanti Contratti Collettivi di Lavoro, nazionali, aziendali o decentrati. Partecipa alle trattative con il Governo sui tutti i temi sociali ed economici dove sono convocate le “parti sociali”. In Parlamento è impegnata, in particolare, per l’approvazione dei seguenti disegni di legge specifici per le categorie rappresentate: riforma della legge sui quadri (DDL 2799 Senato), riconoscimento di un proprio “status” ai professionisti dipendenti delle Aziende e del Pubblico Impiego (DDL 2923 Senato), spazio europeo dei ricercatori (DDL 3484 Senato) ed altri.
COSA VUOLE LA CIU. A seguito della globalizzazione dell’economia e delle politiche comunitarie in materia, in Italia si è reso necessario un collegamento sinergico tra le varie categorie professionali del lavoro intellettuale, al fine di un fronte comune nei rapporti con il Governo e il Parlamento, con le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni, a livello nazionale, regionale, locale ed aziendale. Ciò in una logica di trasversalità e di mobilità professionale nel contesto europeo ed internazionale, a salvaguardia dell’occupabilità e per lo sviluppo di carriera. Di fronte ai mutamenti economici ed industriali, innovativi ed anticipativi, generati dal passaggio all’“economia della conoscenza”, punto principale della Strategia di Lisbona, si sta creando un mercato del lavoro europeo delle professioni intellettuali. Rispetto al sistema fordista sono cambiate totalmente le “regole” per i quadri, i dirigenti, i liberi professionisti e più in generale per le professioni intellettuali quali: la mondializzazione del lavoro, i titoli per l’esercizio della professione, la mobilità internazionale con la libera circolazione comunitaria dei titolari di lauree e diplomi superiori, l’economia della conoscenza alla costante ricerca planetaria di “talenti” delle più diverse discipline, la dinamica della carriera, ora basata sulla mobilità che sostituisce quella verticale fondata sulla fedeltà aziendale, l’affermazione in posizioni di responsabilità delle donne in carriera, prima spesso marginalizzate, la trasversalità tra settore pubblico, privato e professioni liberali. Infine l’inserimento nel contesto mondiale di nuovi soggetti di enormi potenzialità e di aggressiva competitività (Paesi BRIC), richiede nuovi paradigmi di azione e nuove regole per una governance sindacale delle professioni intellettuali che la CIU sta sviluppando con il Governo italiano e con le Istituzioni europee, per il riconoscimento della specificità, responsabilità e relativi doveri e diritti. |
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