Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali

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COMUNICATO STAMPA

DOCUMENTO DEL CESE IN RISPOSTA ALLA CRISI FINANZIARIA.

In merito alla crisi finanziaria e alla situazione di bilancio di alcuni Stati membri dell’Unione Europea, è stato presentato ieri 21 settembre, dal Presidente del CESE Staffan Nilsson, all’Assemblea Plenaria un documento in cui, il Comitato Economico e Sociale Europeo:

-                 esprime viva preoccupazione per la situazione attuale ed auspica un'azione sostanziale da parte del Presidente della Commissione europea e degli Stati membri rispetto alla minaccia che grava attualmente sull'Europa. Chiede che vengano attuate le azioni destinate a garantire il ritorno a una crescita inclusiva e sostenibile e già decise dalle istituzioni dell'Unione europea e dagli Stati membri,

-                  ribadisce la propria fiducia nei confronti dell'euro in quanto progetto politico essenziale per il futuro dell'Unione europea, nonché il suo sostegno incondizionato a un più solido meccanismo europeo di stabilità finanziaria e alla ricostituzione di risorse proprie per il bilancio europeo, in particolare mediante una tassazione delle transazioni finanziarie,

-                  riconosce la necessità di riforme strutturali negli Stati membri e il crescente, necessario ruolo di supporto e guida svolto dalla Commissione europea, in particolare nei confronti dei membri della zona euro che attraversano le più gravi difficoltà e tenendo conto della necessità di garantire il futuro dell'economia sociale di mercato europea. Il dialogo con le parti sociali e il rispetto della loro autonomia sono elementi indispensabili e necessari per l'attuazione di queste riforme,

-                  incoraggia fortemente l'Unione europea e i suoi dirigenti ad annunciare tempestivamente delle misure consistenti per il rafforzamento della governance economica europea. Al tempo stesso, si rende necessario rafforzare il processo di integrazione politica ed economica europea. Occorre lanciare un'ambiziosa politica di investimenti e di sostegno all'occupazione, preparare l'avvenire delle generazioni future e proteggere i gruppi sociali più vulnerabili. La riforma strutturale non costituisce di per sé una soluzione e rischia di far precipitare l'Europa in una fase di recessione,

-                  i membri del Comitato economico e sociale europeo, insieme con le forze sociali, economiche e della società civile, devono mobilitarsi e contribuire attivamente a imprimere questo nuovo slancio per il rilancio dell'Europa. È questa la via principale per ritrovare un'Europa competitiva, sociale e sostenibile,

-                  sostiene l'introduzione di euro-obbligazioni, soprattutto per gli investimenti, e di qualsiasi strumento in grado di affermare la solidarietà interna dell'Unione europea e di testimoniare il suo impegno politico per l'irreversibilità dell'euro.

 

Roma, 22 settembre 2011

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